Antonio Merola, quattro inediti

allora ho acceso la luce: una donna
compare oltre le mura come una felicità
che non aveva gli occhi
verde speranza; sembra ubriaca e cade:
quante volte abbiamo creduto insieme alla vita
o l’irrompere dei mostri, la fuga oltre il rito
azzurro come la saliva di un sogno
a parteggiare la vertigine e dimenticare
la voce prima. Tutto rimostrava una giungla
o l’argilla… e nella caverna crollava ancora:
chiedeva una carità impossibile di vuoto.

*

nemmeno una scogliera di bianco
rugava la pesca
come la nostra immobilità che seguiva la pioggia
nelle montagne: si abboccava all’ardiglione
perché bisognava mangiare come una resipiscenza
ti sentivo lontano una strada
che forse vuoi percorrere da solo
mentre sulla collina una voce suonava il motivo
dell’abbandono: la binarietà era il nostro destino.
Avevamo commesso l’errore dei dinosauri:
essere troppo grandi per camminare.

*

c’erano solo i mostri che attraversavano la brina
come una piorrea dell’infinito oppure accecati
dalla stella polare: era l’estinzione della strada
contro il muro recintato di caligine
che riserenava la città… bisognava passare oltre
la vita: ho imparato che tutto si destina.

*

ci sono volte in cui la vita comicizza se stessa
e allora io non voglio averci nulla a che fare
come quando un cervo dalle corna lontane
carica senza fine l’orizzonte:
sembra che da qualche parte le foreste muoiano.

© Antonio Merola

Antonio Merola, classe 1994, è laureato in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Con lo pseudonimo di Charles Folie è autore della raccolta di racconti Il Vice Presidente venne dopo sette secondi (2016) e della raccolta poetica L’orizzonte della dimenticanza all’interno di YAWP: l’urlo barcarico (2017). Collabora o ha collaborato con Altri Animali (Racconti Edizioni), Euterpe e Culturificio. Sue poesie sono già uscite su Poetarum Silva. È cofondatore della rivista on-line YAWP: giornale di letterature e filosofie.

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