Rosanna Gambarara, Inediti

***

La Verità vorrei…

La Verità
vorrei fosse diritta
come la linea più breve tra due punti
perfetta
come nove diviso tre
liscia come la formula dell’area del triangolo
netta come quella del teorema di Euclide
bella come la progressione di Fibonacci
senza sfilacci colaticci di dubbio.
Invece è inclemente labirinto scarmigliato
che smarrisce il pensiero
screziato numero trascendente
p greco e di Eulero
E uguale a m per c al quadrato.

*

Sala d’attesa

Il magro sospiro agro
della donna
dal perso volto sghembo
che mi siede accanto
silenzioso vento
muove appena.
Solo nelle mani
intrecciate sul grembo
sento
nascosta pena.

*

Palindromica retrolungimiranza
di fluidi algoritmi di infinito
di solide equazioni
danza di intrusioni
di carpito senso
incenso di liturgiche funzioni.
Amen.

*

Il paradosso di Zenone

C’è una lentezza
che non è pigrizia né incertezza
che sgrana il tempo
che lo frena
prima che polvere di rena
la fiumana lo beva
che ascolta il peso del passo
prima che si posi e scavalchi
il sasso
successivo
che frantuma
il suono della luce in canto
la schiuma della memoria in nostalgia
in allegria
la tristezza della festa
la mestizia dell’oblio
in confuso tremolio di ricordi.

Oh! Nel sogno stanotte
la freccia correva estenuata
a inseguire invano il confine
e senza fine
senza posa
la falcata poderosa di Achille
rincorreva la fuga
lenta
della tartaruga

*

Tempo

Tempo-finzione
come la fuga di monti
di campi di filari
di là dal finestrino
di là dalla cadenza metallica
della rotaia.
Tempo-apparenza
come il cammino del sole
sopra la nostra gaia-disperata
ostinazione.
Tempo-inganno
come il passo scandito
del minuto
come il muto ritorno
dell’alba ogni giorno
di ogni stagione ogni anno.
Tempo-illusione-parvenza
come la eterna
danza-girotondo delle ombre inquiete
sulla parete
in fondo
alla caverna.

 

***

ROSANNA GAMBARARA è nata ad Urbino, dove si è laureata in Lettere Classiche e ha insegnato alcuni anni. Si è, poi, trasferita a Roma, dove vive e insegna. Scrive poesie in lingua e in dialetto urbinate. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta Hysteron Proteron (Ed. Pagine, Roma). Coltiva la passione per la musica, cantando in due cori, “Jubilate Deo” e “Musica insieme”.

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