Fabrizio Cavallaro, Di seconda virtù

Fabrizio Cavallaro, Di seconda virtù, Internopoesia 2017; € 10,00

 

Il paese delle cose amate
tenue, che non traballa
ai colpi di vento
o di tosse. È un futuro
di mese in mese,
giorno che discopre
ciò che la notte solleva.

*

A quale parte del cuore
appartiene il tuo disegno,
la pellicola del disonore
che metti alle cose
che tocchi, alle fasi
del pensiero, al tuo gioco
rischioso, ai gesti
col doppio fondo
che s’attacca al fuoco.

*
La mia casa è la strada.
Con gente che va e
viene senza domandarsi
se potranno restare,
magari per la notte
o un mese intero.
Qui ognuno passa,
qualche volta un saluto,
lascia un biglietto
di ritorno scaduto.

*

Ora sei vecchio e lontano,
anche se hai solo vent’anni.
Hai perduto la mia mano
in un cesto d’affanni
per averne troppo piagnucolato.
Fai la vita tua senza onore
le mie sono un gelato al sole.

*
Riesco a scrivere meglio di notte
col televisore acceso che sibila
senza contentezza, rimedio
i miei casi normali disperati
pensando ai poeti di un tempo
rimasti incollati nelle fronde
dei loro libri come insetti
nella carta moschicida.

© Fabrizio Cavallaro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...