Margherita Rimi, Nomi di cosa – Nomi di persona

Margherita Rimi, Nomi di cosa – Nomi di persona, Marsilio Editori, Venezia 2015

Nomi di cosa – Nomi di persona, una delle più recenti tra le numerose raccolte di versi pubblicate da Margherita Rimi, è un volume di poesia potente e delicata, singolare nella sua natura e plurale nelle voci e negli idiomi. Questi si intrecciano e si danno la mano, segnano pause e accapo senza mai dare l’impressione di un artificioso pastiche, ma dell’autentica necessità di essere detti di volta in volta proprio così, esattamente come li leggiamo. Molti testi, inoltre, si aprono immediatamente a una loro eco in altra lingua, si sporgono, quasi, a dispetto di una inerzia spacciata – dal mondo adulto, dimentico di meraviglia e di «scantu di criaturi», spavento di bambini – e in vista di una ben più articolata compostezza compositiva, per essere ‘ricantati’ in altri idiomi: penso in particolare ai quattro componimenti sulle stagioni, scritti in un dialetto siciliano che è la personale sintesi che l’autrice trova tra quelli da lei incontrati e frequentati, in un tragitto linguistico che tocca Palermo, Agrigento, Caltanissetta, e che non a caso erano già apparsi nel 2013 in Tempi d’Europa – Antologia poetica internazionale, curata da Lino Angiuli e Milica Marinković.
Altri testi sono, ancora, composizioni esemplari per la poetica e la grammatica (sì, la grammatica, in una accezione originale che muove da un vero e proprio assalto di domande e messa in discussione di convenzioni e usi) della ricerca di Margherita Rimi: L’oggetto e la parola, Fiurari, Mia madre, A paroli, tutto Il poemetto della punteggiatura, Il disegno di parole.
Altissimo è il livello di attenzione al ‘sapere altro’, alla costruzione di sistemi di decodifica del mondo fin dalla più tenera età, ai bambini che una volta venivano mandati dietro la lavagna (“i bambini zero sbagliato”?). Intenso, vibrante è l’appello per una visione bambina che non dobbiamo perdere e che tuttavia perdiamo. All’impegno, annunciato nella dedica, per una civiltà dei bambini, vengono dati costante nutrimento e materia di riflessione. Qui si manifesta il felice connubio tra la pratica professionale – Margherita Rimi è neuropsichiatra infantile – e il dire poetico.
Un discorso a parte merita, nella scrittura di Margherita Rimi, il tema ricorrente dei gemelli, che da condizione autobiografica si estende a toccare pieghe, a scovare angoli più remoti della percezione, nonché a svelare, anche attraverso manifestazioni cliniche, forme e stati dell’esistenza, come avviene in Le due anatomie: «Oggi va con uno/ Domani sta con un altro»

© Anna Maria Curci

***

U mmernu
(scocca)

Arriva accussì
ammucciuni ammucciuni

e pò
tutta a na vota:
a nivi

Zittuti!

jocanu i picciliddi.

L’inverno (fiocco)

Arriva così / di nascosto nascosto // e poi / tutto in una volta / la neve // Stai zitto! // giocano i bambini.

*

A primavera
(tuppiari)

Susu e jusu
na çiuruta

Acchianna e scinni

Pi sbagliu
na cantata di me matri.

La primavera (bussare)

Sopra e sotto / una fioritura // Sali e scendi // Per sbaglio / una cantata di mia madre.

*

A stusciuni
çiuçiareddu)

————e tu amore
————non portarmi davanti a quello specchio
————infinito: vi si guardano dentro ragazzi
———————-Salvatore Quasimodo, Il falso e vero verde

– Tuttu fermu –

Suli e picciliddi
currinu

– Tuttu fermu –

comu na spaccazza nto muru.

L’estate (soffietto)

– Tutto fermo – // Sole e bambini / corrono // – Tutto fermo – // come una crepa sul muro.

*

L’autunnu
(cocciu)

Comu si sonnano li sonna

Parlano comu di na malatia

Appattanu li libra
sparigi li quaderna

pò c’è cu nun sapia
né leggiri
né scriviri

– sceccu –

Stizzia stizzia.

L’autunno (chicco)

Come si sognano i sogni // parlano come di una malattia // Vanno d’accordo i libri / dispari i quaderni // poi c’è chi non sapeva / né leggere / né scrivere // – asino – // Pioviggina pioviggina.

*

Fiurari

Assicutanu chi
sunnu ùmmiri

ùmmiri di ùmmiri
promesse di promesse

Dilla tu na parola
na parola ca porta na cosa.

Apparire

Inseguono cosa / sono ombre // ombre di ombre / promesse di promesse // Dilla tu una parola / una parola che porta una cosa.

*

Mia madre

Stava lì a pensare le parole

Stava lì
a tenere il conto: da una settimana a chiamare il falso e il vero

Venditori ambulanti la incantavano

Lei deve crescere due figli
tenere dentro due placente
i suoi gemelli.

*

da Il poemetto della punteggiatura

P come poesia

Non ha pace questa poesia
una parola ora la metto
dopo non la metto

L’articolo è un impiccio
deve quadrare tra il
determinativo e
l’indeterminativo

E non parlo degli aggettivi
TUTTI IN OMISSIS

Come scansare la grammatica
salvarsi da qui
due punti
due professori che la vogliono spiegare

Andare a capo
è solo un’avventura
una infiammazione
non si sa da dove cominciare

Nel foglio bianco
non si sa cosa si tocca
una fantasia
un altro nulla da dire

Assisto anche
alle cadute delle virgole
al panico del punto
fermo

E le maiuscole
una vera neo
megalomania

I verbi poi
solo quelli che fanno movimento
gli immobili piacciono tanto
ai pittori

E niente trapassati remoti
che portano false notizie
falsa testimonianza
[…]

*

Le due autonomie
(psiche-soma)

————-L’isteria si manifesta in forme cliniche numerose e
————-polimorfe potendo infatti «imitare» tutte le malattie.
——————–F. Giberti, R. Rossi, Manuale di psichiatria

Adesso io mi offendo
lo stacco
lo lascio
– solo –

Il mio corpo tradisce
una volta dice una cosa
un’altra volta dice un’altra cosa

Oggi va con uno
Domani sta con un altro

è frattura tra la mia e la sua anatomia.

Tra il mio soma e la sua psiche
un disturbo dicotomico

Dalle sue cellule si inventa un’altra malattia:

adesso non so se

vuole il suo compagno

o

il suo gemello.

***

Margherita Rimi è nata a Prizzi (PA) e risiede in provincia di Agrigento. Poetessa, medico e neuropsichiatra infantile, svolge da anni una intensa attività di prima linea per la cura e la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, lavorando in particolare contro le violenze e gli abusi sui minori e a favore dei bambini portatori di handicap.
Tra le sue raccolte in versi vanno menzionate, oltre a Nomi di cosa – Nomi di persona: Per non inventarmi, prefazione di Marilena Renda, Castelvetrano-Palermo, Kepos, 2002; La cura degli assenti, prefazione di Maurizio Cucchi, Faloppio, LietoColle, 2007; Era farsi. Autoantologia 1974-2011, prefazione di Daniela Marcheschi, Venezia, Marsilio 2012. Ha scritto anche La civiltà dei bambini. Undici poesie inedite, e una intervista, a cura di Alessandro Viti, Voghera (PV), Libreria Ticinum Editore – CISESG, 2015 (risvolto di copertina di Chiara Tommasi).

2 comments

  1. L’ha ribloggato su VIVABABYLONIAe ha commentato:
    Una bella recensione su Nomi di cosa – Nomi di persona (Marsilio Editori) di Margherita Rimi, in Poetarum Silva, a cura di Anna Maria Curci, dove viene citata anche l’antologia Tempi d’Europa – Antologia poetica internazionale (La Vita Felice), curata da Lino Angiuli e da me, e dove, nel 2013, erano già apparsi alcuni testi di questa raccolta.

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