#PoEstateSilva #27: Fabiano Spessi, Inediti

CORPO INTERMEDIO

Il silenzio assoluto
interrotto solo da un grido,
l’Italia ha segnato contro la Germania.
Rubinetti chiusi, l’acqua immobile nei tubi
mentre cerchi in un cassetto documenti che
certifichino la tua identità. Siamo al 3 a 1 o forse
al 2 a 0, goal di Tardelli o Altobelli o Balotelli
o forse l’avversario è la Spagna o la persona
che non risponde al telefono. Mi ami ancora?
Una voce sfiora le vetrate, quest’anno sono
previste le solite code in autostrada e muri
sulle rotte dei migranti. Si confondono arrivi
e partenze, esodi e vacanze. È ora: le valigie
sono già davanti all’ascensore, tempo di gettare
il cuore oltre l’ostacolo. La porterai altrove
la tua anima celeste, lo troverai un rimedio
chilometrico all’agitarsi schizofrenico del tuo
corpo intermedio.

TRASLOCATORI DI PIANOFORTI

Santa Madonna delle tangenziali
del diradarsi del cemento e delle villette abusive
fino all’imporsi dei campi di grano
e dei girasoli di plastica negli autogrill.
Santa Madonna degli uomini tormentati
delle scritte nei bagni dei bar, lette e subito dimenticate
da chi ha un peso sul petto grande come un’astronave
Cristo ti prego non lasciarmi deragliare ancora.
Santa Madonna delle cause perse
nelle sale da gioco dove uomini febbrili
regalano sciarpe di seta e denti d’oro
ad aspiranti attrici che si esibiscono solo dietro le quinte.
Santa Madonna della nostra follia
della ragazza pagata in nero
dal parrucchiere per i suoi lunghi capelli rossi,
ne faranno una parrucca
per un film sul Rinascimento
quando qui in Via degli Umiliati e Offesi
sembra banale la fantascienza.
Santa Madonna delle sfere celesti
delle cose che avremmo da dire
se qualcuno ci ascoltasse, stiamo
sempre a parlare di economia
ma basterebbero due fiori alla finestra
per farci passare il mal di schiena
da traslocatori di pianoforti.

 

GLI SPIETATI

Alzi il bavero della giacca
per difenderti dal primo freddo
dell’anno. Nel tuo quartiere
tutto tace, si impone una pace
prodigiosa nelle ore del dopocena.
Sarebbe il momento di rincasare,
ma ti attardi ancora per le strade
perché ti piace l’idea di scomparire
lentamente nel crepuscolo
come l’eroe di un western
di Clint Eastwood.

Fabiano Spessi è nato a Milano, città in cui si è laureato in Lettere e in cui lavora come docente di lingua e cultura italiana.
Ha cominciato a scrivere da giovanissimo, nel 1993 ha vinto il premio poetico “Significar per rime” di San Donato Milanese, nella categoria riservata agli studenti delle scuole superiori.
Nel 2013 ha ideato e realizzato, insieme alla “rock band Puciaro”, un reading dedicato al poeta Simone Cattaneo.
Nel 2014 è uscito il suo primo libro, L’arte dell’incontro, edito da Italic.
Nel 2016 il suo secondo libro, Una promessa di felicità, con Ladolfi Editore.

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