
Donatella D’Angelo, Memento vivere, Edizioni del Foglio Clandestino, 2016, € 15,00
testi di Donatella D’Angelo
fotografie di Donatella D’angelo e Josè Lasheras; serie: Los respiros del Alma
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3
quando l’umano scivola via
cosa resta tra le pieghe del volto?
l’impronta del corpo maturo
nel risvolto di una coperta troppo corta
l’affanno sospeso nell’aria acerba
insieme al ricordo del male lontano
*
4
le cose diventano importanti
poi le perdi
poche sillabe
e il batticuore nel pensiero
la morte prende gli occhi allo specchio
i sogni e le nuvole che sanno di fresco
e il pettirosso la mattina
*
9
ti raggiungo dove è sempre estate
tenersi per mano è tossire sangue
e le madonne piangono sassi
quando il tempo è senza spessore
la notte si scambia col giorno
e il giorno non ci riconosce più
ti raggiungo dove l’elefante muore solo
l’amore è un cancro nel petto
che divora ragni e farfalle
*
30
cos’è il suono del silenzio
se non l’umano che si spegne
o il pianto orfano rimasto in gola
un sabato di maggio
partito per errore
con le stelle in tasca
e la valigia vuota
sulle montagne in controluce
un’immagine chiara
*
34
era maggio
e ancora colgo il silenzio
tra le voci
nel disagio del tempo
che segue lento
la curva del sole
il tuo nome
::::::::::(tra i tanti)
:::::::::::::::::::::si fa casa


*
38
quanto egoismo nel dolore
quanti io in una frase
albero e nido
e ospite alla mia tavola
hai spezzato il pane
oltre il perimetro delle parole
è la sostanza del gesto
la mia benedizione
*
41
ora dimmi
cosa hai imparato
dal cadere delle voci
morte è mancanza
non scheletro divino
non si ha
che un cuore ciascuno
*
51
ho chiuso il cuore con due spille da balia
annodato l’aorta alla vena cava
ché non scorra più sangue
solo latte di capra per le mie labbra e miele
fiori di tiglio per la bocca esangue
e sale sulla lingua asciutta
*
68
così finisce il tempo delle parole
e muta la terra
custode del seme
prospera
ed è in quel nulla
che sento la vita affiorare
*

