
Cosmologia minima
Una ragazza piange.
Un pianto improvviso
come una scarpa slacciata fra un passo
e l’altro, in piena regola, a capo chino,
sola, le due mani sul viso.
Io che le passo
accanto e vorrei farmi albero o mosca o muro, imparo
che il pianto è prima di ogni motivo,
quotidiano, dimenticabile,
qualcosa di noto e sacro, che accade
sulla terra, un mercoledì, lungo la strada.
*
© Guido Cupani, Cosmologia minima, da Le felicità, Samuele editore, 2015

2 risposte a “I poeti della domenica #105: Guido Cupani, Cosmologia minima”
Splendida proposta. Grazie,
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La delicatezza, l’umanità e la profondità di Guido sono doti rarissime e preziosissime in poesia.
E che poesia questa.
Grazie anche da parte mia.
Christian
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