Leggende metropolitane

 

2652277“Ogni membro del club è dotato infatti dell’autorità di battezzare qualsiasi suo conoscente con il nome che preferisce. Questo serve a espandere il Club, a sentirsi meno soli, a innervare la città di tanti membri del Club come noi.”

Nei giorni seguenti alle recenti elezioni comunali, un articolo annunciava con una sospetta assenza di ironia che il nuovo assessore al bilancio del comune di Riccione sarebbe stato un tale sig. Giovanni Bilancioni. Mi sono quindi immaginato la non remota possibilità dell’esistenza di un “Municipio Disney” a dimostrazione di quanta distanza possa oramai esistere tra me (cittadino reale) e ciò che dovrebbe rappresentarmi. Con automatico ottimismo poi il pensiero è volato inevitabile (sì, per forza) al bel romanzo di Paolo Zanotti pubblicato postumo da Ponte alle Grazie, Il testamento Disney. Chissà come avrebbe reagito Paolo a questa notizia; a quale membro del club Disney avrebbe attribuito o affidato il battesimo di questa scoperta. Paolo Zanotti purtroppo non c’è più e va ringraziata la casa editrice Ponte alle Grazie se dopo il bellissimo Bambini Bonsai  sia stato pubblicato questo suo romanzo precedente, rimasto nei cassetti perché rifiutato da diversi editori. Viene la tentazione di paragonare i due scritti; gli argomenti ci sarebbero in effetti. Genova sicuramente è la protagonista assoluta; non la Genova cimiteriale, postatomica attraversata dai Bambini Bonsai, ma una Genova che si prepara ad accogliere il G8 del 2001, una Genova con il suo perenne cimitero, le sue strade, le piazze, i locali, i giardini; tutti punti di riferimento orizzontali e verticali che non possono prescindere dalla presenza assoluta del mare.

Il tempo anche qui gioca un ruolo pesante e sporco. Sembra la vera ossessione di Zanotti questo suo girare il coltello nella piaga della sindrome da Peter Pan di quasi trentenni precari e soli che sopravvivono alle dinamiche relazionali, economiche e urbane confinandosi in un club che si lega ai personaggi dei fumetti disneyani, dove l’età originaria dei protagonisti resta immutabile e la morte è solo una questione di sparizione dalle strisce. Il romanzo gira attorno alla possibile e misteriosa ricomparsa di una di loro, sparita improvvisamente anni prima e amata da Paperoga, voce narrante del testo. Una ricomparsa che sembra emergere attraverso visioni condivise o meno dal gruppo, in una situazione di semi-realtà scissa tra una Genova reale con personaggi reali e la visione onirica di una stunt town che sembra solo “ospitare” temporaneamente i membri del club. Le apparizioni di Anna- Zenobia sotto le vesti di una zingara che rapisce bambini o che compare dal nulla per i carrugi o in vecchie videocassette, diventano così parte delle “leggende metropolitane» che popolano o meglio riempiono i quotidiani di una Genova addormentata che sembra ravvivarsi attraverso notizie più o meno credibili. Ma il riferimento alle leggende metropolitane non è casuale: il testamento Disney è la leggenda metropolitana su cui sembra basarsi ogni scelta del club se non l’esistenza stessa: si rammenta infatti la credenza diffusa che Walt Disney, alla diagnosi del tumore, abbia chiesto di essere congelato e protetto in una teca sotto gli edifici di Disneyland. per potere essere risvegliato e curato più avanti nel tempo e rimanere così immortale, come le sue creature. Il tema della “leggenda metropolitana” è quindi l’alibi o l’amuleto per tenere lontana il più possibile la morte. Il Club, guidato dalle ricerche di Eta Beta, insonne nerd solitario e unico lavoratore di tutto il club, non può che aiutare Paperoga in questa ricerca che allo stesso tempo diventa sempre più l’occasione per osservare e cominciare a trovare il modo di mettere piede non in una fittizia Paperopoli, ma in una città che non è di cartone ed è abitata e vissuta da persone che interagiscono, si muovono, crescono, vivono e muoiono. Una città che ai loro occhi bambini è ancora popolata da caratteri disneyani; persone che vengono battezzate come i personaggi dei fumetti in relazione a loro caratteristiche comportamentali o fisiche. Nulla di lombrosiano, viene più in mente l’ironia di Teofrasto o la morale per tipi di kiplingiana memoria. Paperoga affronterà il suo percorso iniziatico per riconciliarsi con un passato che è fatto di perdite (il padre e Anna), di illusioni (il club e una madre medium) e di incontri precari, ri-partendo dalla strada, vagando come un senza fissa dimora nei luoghi che lo hanno visto crescere e arrivare così alla conclusione definitiva e disarmante davanti a un mondo reale che, come al risveglio dopo un sogno consolatorio e protettivo, si presenta reale, cinico, meccanico.

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Paolo Zanotti Il testamento Disney – Ponte alle Grazie 2013, € 16,00, ebook € 8,99

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© Iacopo Ninni

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