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I poeti della domenica #61: Fernando Bandini, Nostos

poetarum-bandini

Nostos

 

Ma dove ritornare se non sono
mai partito?

Vivo dietro i cancelli di una piccola
città che a poco a poco si trasforma,

cambia i riti e la norma (e siamo ormai
in pochi a ricordare).

Incontro visi che ho visto invecchiare.
Li incalza un branco di ragazzi usciti

da mondi alieni che prende possesso
di piazze e vie parlando nuove lingue.

Così verso un Altrove ignoto spesso
si dirigono inquieti i miei pensieri,

a un paese che sembra emerso ieri
dal diluvio, grondante ancora e intatto.

Oltre la costa si solleva un tratto
cupo di mare come in una stampa,

c’è un brulichio di punti bianchi: ali
in fuga verso qualche lontananza.

Forse quell’aria limpida ha nutrito
i giorni d’una mia sepolta infanzia?

È là che sogno a volte di tornare
come un’antica patria che ho perduto?

Mi punge d’improvviso quest’acuto
rimpianto del paese che non so,

anche se non potrò
staccarmi (è tardi) dalle mie radici.

E discende in città dalle pendici
della collina un’altra primavera,

sento sui tetti rotolare il tuono,
fuori mura il prugnolo è già fiorito.

Io come una farfalla contro un vetro
chiuso le ali sbatto

della mia nostalgia scorgendo dietro
la chiara lastra i cieli del mio mito.

Finché il cuore che sempre insoddisfatto
si lamenta la morte avrà zittito.

© Fernando Bandini, Nostos, in Oltre i cancelli e altrove, Milano, Garzanti, 2007.