Stefan Zweig, Sogni

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Stefan Zweig è noto in Italia come autore in prosa, di affascinanti biografie, di ricostruzioni coinvolgenti e coinvolte di un universo trascorso (Il mondo di ieri), di Momenti fatali della storia dell’umanità, di veri e propri gioielli del racconto lungo (La novella degli scacchi) e breve (Mendel dei libri). Oggi, a 74 anni dalla sua morte, il mio modo di ricordarlo è attraverso un lato meno conosciuto della scrittura di Zweig, quello della produzione lirica, della quale Träume (Sogni, qui nella mia traduzione) è un esempio significativo. (Anna Maria Curci)

Sogni

Devi fidarti in pieno dei tuoi sogni
E apprendere la loro essenza più segreta,
Com’essi alti nelle azzurre straripanti
Lontananze si perdono quali stelle pulsanti.
E quando brillano fin nelle tue notti
E voglia e volontà, regalo e rischio
Sorridendo intrecciano in ghirlande fugaci,
Allora mettili tra i capelli come fiori lievi.
E donati interamente al loro gioco radioso:
In essi è verità della parvenza eterna,
Ombre belle di tutti i tuoi obiettivi
Al tempo confluiranno con le azioni in una cosa sola.

Stefan Zweig

(traduzione di Anna Maria Curci)

Träume

Du mußt dich ganz deinen Träumen vertrauen
Und ihr heimlichstes Wesen erlernen,
Wie sie sich hoch in den flutenden blauen
Fernen verlieren gleich wehenden Sternen.
Und wenn sie in deine Nächte glänzen
Und Wunsch und Wille, Geschenk und Gefahr
Lächelnd verknüpfen zu flüchtigen Kränzen,
So nimm sie wie milde Blüten ins Haar.
Und schenke dich ganz ihrem leuchtenden Spiele:
In ihnen ist Wahrheit des ewigen Scheins,
Schöne Schatten all deiner Ziele
Rinnen sie einst mit den Taten in Eins.

 

Stefan Zweig

 

 

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