Fabio Michieli: “Genesi” (inedito), con traduzione in tedesco dei frammenti II e V di Anna Maria Curci

Genesi

 

I

ritrovo il tempo tra la cenere
se si consuma il fuoco –

costringe a camminare su roventi
in equilibrio lamine –

la luna non vedo alta se le nuvole
me ne celano il corpo –
ma l’argento si spande
a chiarire il pensiero
mentre il volto s’accende
d’ardente rossa fiamma –

(ritrovo il tempo andato tra la cenere
se mi consuma il fuoco…)

.

II

seppi volare un giorno questo cielo:

distesi le ali in sogno –

(d’altri cieli volevo
                                   percorrere l’azzurro)

.

III

ab origine mundi
fui tratto anch’io dal nulla –

d’appartenervi era quanto sentivo:
se m’intridevo del vostro respiro:
se mi stingevo nel vostro colore

(se mi estinguevo nel vostro dolore)

.

IV

io so il tempo che ho speso per scovarmi –

e non so quante altre scoperte furono
quelle che mi passarono col ferro
il fianco che a fiotti sputava sangue:

fu quando svelsi al ramo una sua rosa:
mi punsi e tinsi del mio stesso sangue
la mia mano: tinsi nuovo anche il volto –

fu quando persi la rosa di mano:
un colpo sparpagliò la sua corona –

al suolo avidi i petali raccolsero
nel mio sangue l’orgoglio violato

.

V

che mi devi ora in premio?
.                                                    il segno chiaro
che brutalmente forzi quest’inerzia
di sentimenti e modi, di pentimenti e…

tutto
il non detto ascoltato e rivissuto
negli abiti già smessi, e sempre nuovi,
che furono di quanti allora mi parlavano
senza che comprendessi un solo suono,
ma solo ritentando un furto antico

.

VI

svelami ora il mistero
di questi suoni, di queste parole
– “je dirai quelque jour vos naissances latentes…”
la magia d’una musicalità
che fu mai mia se non in neri abbagli

(eppure vorrei che il sole sciogliesse
in un sorriso un risveglio già tardo)

nella luce –
tra le mani –
un volto che il fragile addio spegne

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aus: Genesis

II

diesen Himmel konnte ich einmal fliegend zurücklegen:

im Traum spannte ich weit die Flügel aus –

(von anderen Himmeln wollte ich
                                                        das Blaue durchfliegen)

[…]

.

V

was schuldest du mir nun als Preis?
.                                                                     das klare Zeichen,
das schonungslos die Trägheit aus Gefühlen
und Handlungsweisen, aus Reue aufbricht und…

all
das Nicht-Gesagte, Erhörte und Wieder-Erlebte
in den schon abgelegten und immer neuen Kleidern,
welche denen gehörten, die damals zu mir sprachen,
ohne dass ich einen einzigen Ton verstünde,
dabei versuchte ich aber nur einen antiken Diebstahl wieder

(traduzione in tedesco di Anna Maria Curci)

19 comments

  1. mi è venuto in mente questo verso di Louise Gluck, che si riferisce proprio alla genesi:

    ‘Dopo che mi vennero in mente tutte le cose,
    mi venne in mente il vuoto.’

    bello, Fabio.. :)
    M

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  2. Nel V dei sei movimenti di “Genesi”, al quale ho scelto di accedere alla mia maniera – pensandolo in un altro idioma – individuo il momento centrale di questi tuoi inediti che apprezzo molto, Fabio. Non mi sfugge (e mi è cara) l’eco di Eichendorff nel II. Grazie.

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  3. c’è in genesi sempre uno sconforto d’essere creature, dunque create sulla creta del tempo che, cenere o lamina, l’anima disperde e fumo o fummo costringe a distinguere mentre nel sempre senza forma siamo l’impronta l(‘)abile.

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  4. Grazie Madda. Grazie Anna Maria. Grazie Fernirosso.

    Anna Maria, la tua traduzione è bella e preziosa e se me lo permetti vorrei pubblicarla sotto a “Genesi” proprio per quel legame che non ti è sfuggito.

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    1. Grazie a te, Fabio. Ogni via d’accesso a un testo dà conto di quella “essenza plurale” di cui scriveva Berman, riferendosi alla traduzione. Nell’azzardo della resa convivono la gioia della scoperta e il timore di non essere stati rispettosi. La gioia ha spesso, come in questo caso, il sopravvento sul timore e corre volentieri il rischio.

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  5. grazie Fosca. non so dirti quanto ci sia della Weil, nel senso che il pensiero della Weil – mai affrontata direttamente – è forse mutuato dalla costante lettura di Cristina Campo.

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  6. Grazie, Fabio. Bellissimi versi! E traduzione in tedesco altrettanto riuscita. Complimenti a tutte e due! :)

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  7. La raffinatezza di Fabio non è mai artefatta, ma è l’espansione del suo gusto e del colore arioso dell’animo che lui stesso alberga. Complimenti, Fabiuz! A quando la pubblicazione? Tuo Fritz!

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  8. Cara Marisa, grazie per avermi letto e per avere apprezzato le traduzioni di Anna Maria.

    Caro Gianfranco, son pochi questi frammenti anche per una plaquette nei “nuovi gioielli”! ;)

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  9. Belli, vibranti, ricchi di immagini, di piani temporali e strati: con una composta, ma non ingessata discorsività intima che scava, si distende e poi si concentra, fa il punto; un’anima si abbandona in modo elegiaco e si risveglia allo stesso tempo più lucida. E trasporta e ricrea con una mobilità intrinseca: con delicatezza, malinconia e quel lieve classicismo rinato nella modernità delle parole essenziali, nella loro snodata, fluida, “volante” e armoniosa sintassi coscienziale.

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  10. Un linguaggio in cui si ritrovano immagini dei nostri tempi. Solo due esempi. 1) un colpo sparpagliò la sua corona; 2) tutto/ il non detto ascoltato e rivissuto (ottima, veramente ottima soluzione di negare per affermare, e viceversa).
    renzo favaron

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