Ferragosto

E lei sta per partire. Non prima di avere preso la dose unica raccomandata dall’omeopata, quella preparata dal suo farmacista di fiducia, che degli altri è meglio non fidarsi. Così ieri ha rinfacciato la madre al papà, che già l’aveva prenotata dal ferragostofarmacista sotto casa. Lei sta per partire, sale in macchina, attende e osserva in silenzio la confusione degli ultimi preparativi; gli occhi ancora ai sogni, alla cena con il padre e poi fuori a giocare con gli amici. Lei sta per partire, controlla che ci sia tutto nella sua borsa: un libro, il cellulare, il lettore mp3 e il portafoglio. Lei è pronta per partire e intanto non dice una parola per contenere sotto la lingua lo spessore granuloso di quelle palline che dovrebbero dissolvere in bocca e poi nel corpo il rimedio per risolvere i conflitti con la madre, che nel frattempo, dopo essersi assicurata che non le mastichi o le ingoi ma le lasci sciogliersi per bene, già urla al cellulare con il padre per un paio di ciabatte da spiaggia che non trova, ma che in realtà sono nel sacchetto di fianco alla valigia, in una delle cui tasche stanno i costumi per i quali gridava ancora ieri. E lei sta per partire, non prima che la madre, approfittando di una sua distrazione, abbia sbirciato nella sua borsa il cellulare e il portafoglio e abbia risposto con un cenno di giustificazione al suo stupito disagio per rinfacciarle poi qualche silenzio di troppo. E lei è partita adesso, le parole sciolte infine oltre il finestrino; gli occhi come i pensieri, un po’ ovunque, in attesa del mare.

 

© Jacopo Ninni

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