Anna Toscano – my camera journal 1

“…emozione e adattamento, riconoscimento e scoperta, conferma e sorpresa”
(José Saramago, Viaggio in Portogallo)

questo è il viaggio, una volta affidati i fiori (e il cane) a chi vi sa badare (at)

2013-07-25-12-39-24

È inutile, quando si vola si torna un po’ bambini: paure speranze timori immagini prendono per un poco il sopravvento. Quando un aereo prende quota e vedo le nuvole bianche sotto di me la mia memoria torna a quando ero piccola e alla morte di qualcuno mi dicevano “è salito in cielo, due angeli sono venuti a prenderlo ed è salito in cielo”.  Se il cielo sopra di me ha le nuvole, quando sono in aereo le nuvole sono sotto di me dunque il cielo è sotto di me, fila come ragionamento. Allora mi immagino le troppe persone a me care salite in cielo su quelle nuvole: mio nonno ad esempio va in bicicletta sorridente e fa drindrin col campanello, mia nonna di certo si sta provando un cappotto nuovo, la Maria, ah la Maria, si toglie il cappello dalla testa e tenendolo in mano, fiera con la sua Lido Blu tra le labbra, mi fa ciao col braccio. È per questo che amavo i voli che servivano il pranzo: li maledicevo perché interrompevano queste lunghe visioni, ma li amavo perché mi riportavano qui tra i vivi. Benché sopra al cielo.

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©testo e foto di Anna Toscano