Daniele Mencarelli – Figlio

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Parentesi del male

1)

.

Senza la parola non è mondo
e il tuo tempo procede
fa dei mesi due anni esatti,
non parli e ormai dovresti
ogni vicino s’aggiunge al pasto
dei timori scambiati con il sonno
tra padre e madre al buio d’una stanza.

2)

.
Piccoli siamo davanti ai dottori
che fanno di te un esame da studiare
meccanismo da scrutare nella mente
in ogni suo dispositivo intellettivo.
Dottori con le dita a pistola
puntate all’altezza dell’amore
del futuro fatto polvere,
felici nell’ora della loro annunciazione,
«qui non c’è bambino, ma un malato».

3)

.
Dal greco autós
la malattia di chi si basta
di chi rifiuta la parola prossimo,
malattia come un destino
senza sorprese né guarigione.
Tu dormi la notte è al principio
non sai che ai piedi del tuo letto
stanno due figure senza pace
paralizzate dal troppo movimento.
Ti scopri nel sonno
e quattro braccia partono,
nessuna bocca ha il coraggio
dire quello che gli occhi si dicono,
chi dopo nostra morte ti metterà al caldo?

4)

.
Traffico alla gola
cielo mangiato dalla notte
oltre non sai vedere,
vorrebbero le parole non dette
farsi preghiera da inizio a fine
ma ti fermi sempre al Padre
non più mio né nostro
in questo sfinito ricominciare,
quello che sai fare
è perderti alla prima luce di stella
rivelata ora che il giorno muore,
a lei dura la voce si offre
la vita del padre al posto del figlio,
tortura ogni grammo di tessuto
donami tutto il male che riesci
ma salvalo e io sarò salvo.
Ti sveglia muta sorpresa
invano tenti di capire
chi ti ha portato sotto casa.

5)

.
Lunga teoria d’ospedali
mesi tra inverno e inverno
un anno vissuto senza estate,
tutto nel mezzo è perso
trascurato ogni lavoro
come un fastidio anche la scrittura,
la vita c’ha scelto per altra occupazione
seguirti con occhi non più nostri
non più giochi insieme da volare
ma comportamenti da rileggere
spiare in cerca dell’indizio
buono a dare fiato alla giornata,
per dire a tutti vi sbagliate
questo figlio è come gli altri
è nato sano con l’amore dentro
bello nella sua corsa a sorriso pieno.

6)

.
Qui dove ho scoperto vita
sul dolore di figli sconosciuti
rivivo oggi su nostra carne,
destino di tornare a Te
Bambino Gesù dentro le tue viscere
per dare ancora voce alla speranza.
Dio è un dottore senza camice
di grazia sanno le parole
che fanno del tempo nuova vigilia,
è strano il compimento della sera
una scoperta d’aria e di colori,
la luce calda di chi spera.

7)

.
Agosto di un giorno senza fine
mare di Puglia alle finestre
un cane spelato senza coda
vaga per qualche resto,
tu lo scruti e c’è mancanza
vuoto da colmare con un suono
parola che sgorga dalla bocca
attesa come tua seconda nascita,
«cane», «cane» ripeti sul nostro pianto
sull’abbraccio della gioia che conosce
solo chi ha conosciuto massacro,
falla sentire al mondo la tua voce
l’oro del suo squillo incerto,
ammutolisci il male ricevuto
tutti gli spergiuri sul tuo destino,
nostro verbo fatto figlio
parlaci di un nuovo tempo.

8)

.
Ora che il male
è chiuso tra parentesi
mi dicono dovrei dimenticare,
cancellare la schiera di rapaci
in volo ridente sul tuo capo,
specialisti dell’infanzia
stretta in tabelle senza scampo
che adorano quando decretano
nella migliore delle ipotesi
il male: un figlio malato,
da tagliare come traguardo
sulla pelle di chi l’ha messo al mondo.
Io invece non dimentico
sto qui per ricordare
la rabbia il fuoco d’odio
non i miei ma i tuoi giorni
tolti al bene dei tuoi anni,
scrivo per quelli che verranno
uomini e donne fatti genitori
che porgeranno loro frutto,
l’amore impareggiabile di un figlio,
nelle vostre mani, vuote d’umano.

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Nota:

Figlio è il primo titolo della serie poeti.com, la nuova collana digitale nottetempo dedicata alla scrittura in versi, diretta da Maria Pace Ottieri e Andrea Amerio.

Poeti.com ospiterà autori italiani e stranieri, esordienti e affermati, classici e contemporanei pubblicati in ebook, talora arricchiti da illustrazioni e/o materiali audio/video, in vendita su tutti gli store on line. Parallelamente all’edizione digitale la collana prevede per ogni titolo un’edizione cartacea in una tiratura limitata, numerata e firmata dall’autore.

www.poetinottetempo.com è il sito dedicato alla collana.

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Daniele Mencarelli nasce a Roma, nel 1974. Vive ad Ariccia. Ha pubblicato quattro raccolte di poesie: I giorni condivisi, poeti di clanDestino, 2001, Guardia alta, Niebo-La vita felice, 2005, e Bambino Gesù, nottetempo, 2010.

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6 commenti su “Daniele Mencarelli – Figlio

  1. vicenda umana e poetica s’intrecciano senza respiro,
    poesia umana e civile, salvifica.
    Mirella

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  2. Io penso che Daniele Mencarelli sia uno dei più bravi poeti in Italia in assoluto, e questi versi me lo confermano.
    Ecco, l’ho detto.
    Francesco t.

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  3. Cara Mirella, ti ringrazio dei complimenti, sì, vivo la poesia, per usare le tue parole,
    come un intreccio inestricabile tra vita e parola, senza l’una, o l’altra, non si ha poesia.
    A Francesco Tomada: la stima è reciproca, il tuo “a ogni cosa il suo nome” è senza dubbio una delle testimonianze più interessanti di poesia degli ultimi anni.
    Colgo l’occasione per ringraziare Gianni Montieri e tutto il gruppo di Poetarum Silva, grazie
    per l’ospitalità, per l’ascolto continuo che offrite alla poesia italiana.
    Un caro saluto a tutti.
    Daniele Mencarelli

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    • grazie a te Daniele, sei benvenuto quando vorrai. Un saluto a Francesco Tomada e a Mirella

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  4. Pingback: Daniele Mencarelli e la commozione | Compitu re vivi

  5. Arrivo dal sito di Sebastiano, dove le parole smuovono e inviano a una lettura necessaria dei testi. Molto apprezzati e commoventi. Difficilissimo tradurre in vera poesia un accadimento così personale e coinvolgente.

    “questo figlio è come gli altri
    è nato sano con l’amore dentro
    bello nella sua corsa a sorriso pieno.

    oh, mi si ferma il respiro.
    Grazie
    Liliana

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