Solo 1500 n. 99 – Le porte

berlino 2009 - foto gm

Solo 1500 n. 99 – Le porte 

Ci sono porte che si chiudono, porte che si aprono. Porte che restano aperte per sempre. Porte in legno, porte blindate, porte scorrevoli, a soffietto. Porte in alluminio. Porte orrende, porte rovinate e bellissime. Porte trovate in spiaggia, porte appese sopra i letti, porte che si fanno tavoli, porte che diventano comodini. Porte in restauro, porte restaurate. Porte in bianco e nero, porte colorate. Porte fatte di niente, porte sul mare. Porte sbattute dal vento, sbattute in faccia. Porte di quando uno chiude e dice: “vado via”. Porte di quando si esce, porte di quando suona la campanella e i bambini corrono fuori. Porte fatte di ciabatte o mazze di legno sulla spiaggia. Porte che era fuori o era dentro. Porte che per me era gol. Porte informatiche, porte che collegano. Porte che entrate che qui ci stiamo tutti. Porte che sono i libri, porte che aprono finestre. Porte che sono occhi aperti sul mondo, sui mondi. Porte che sono fatte di sorrisi. Porte larghe, portoni, porte strette, porte piccine delle fiabe, porte col vuoto dietro come gli incubi da bimbi. Porta Romana, Porta Ticinese, Porta Vigentina, Porta Genova. Porta Pia. Porta con la breccia, porta col lucchetto, porta a vetri: “Coraggio, guarda dentro”. Porte che scriviamoci  sopra. Porta spalancata che entra luce, che gira l’aria, che tra poco piove, che tra poco smette. Porta Capuana “che te le ricordi le pizze fritte? Io sì”. Porta che non si è mai chiusa, porta che è rimasta aperta. Porta di quando uno se ne va. Porta di quando uno torna. Porta che tanto l’indirizzo lo conosci. Porta che tu sia benvenuta.

(a NC)

Gianni Montieri

Qui puoi scaricare il pdf dell’articolo

20 commenti su “Solo 1500 n. 99 – Le porte

  1. Visto che l’articolo mi sembrava povero di contenuti,
    ho creduto opportuno fare una battuta. se poi
    qualcuno ha la coda di paglia o in questo blog
    è proibito dissentire, beh, basta scriverlo in cima
    ad ogni articolo, così uno si regola di conseguenza. Saluti

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    • le può dissentire quanto vuole e fare tutte le battute che vuole, ma deve motivarle e lei non lo fa, mai. Spara a caso. Ora secondo lei questo è “un articolo”, le rispondo io: no non lo è. E’ un brano in prosa che gioca sulle “porte” ora è chiaro che avrei potuto continuare a scrivere all’infinito (peccato che la rubrica preveda 1500 battute o non lo aveva capito?), come è chiaro che io sia perfettamente a conoscenza che esistano le porte del carcere che – guarda un po’ – si chiudono e/o si aprono, ma visto che lei non ha compreso il senso di questa prosa è inutile che io stia qui a spiegarle. la prossima volta le mando un elenco di tutto quello che si possa scrivere sulla e con la parola: Porta.E’ disposto a leggere all’infinito?

      Buona giornata

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  2. e le porte del Paradiso? e Le porte dell’ Inferno? E le porte nell’arte e nella poesia? Eccc. Perché non scrivere un intero libro su questo splendido tema?
    Grazie per questa lettura
    lucetta

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  3. Per Montieri:

    E’ vero non ho compreso il senso, la mia istruzione è
    molto scarsa…Saluti. ud

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  4. e ci sono porte che non hanno porte, ma solo mani e lunghe braccia, parole e silenzi assenzi, complici innocui balbettii, pianti lacrime sorrisi, abbracci ricordi presenze, incancellabili come i percorsi, come ogni porta aperta e poi chiusa e riaperta e attraversata e mai, mai cancellata.
    grazie, Gianni. (sis)

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  5. (e poi pensare al vecchio Noiret che racconta la storia delle cento notti, o quella dei cento cancelli, ma scriveremmo altre storie, altri ricordi, perché così è questo continuo ed eterno rincorrersi di memoria e pensiero)
    di nuovo grazie, Gianni.

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  6. sis, non farmi troppi complimenti ho dimenticato le porte a scrigno :-)

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