Solo 1500 n. 82 – Invecchiare oppure Trenitalia

berlino - 2011 foto gm

Solo 1500 n. 82 – Invecchiare oppure Trenitalia

Questa storia comincia al binario quattro della stazione Santa Lucia di Venezia. La numerazione delle carrozze (del frecciabianca che  va verso Milano e poi Torino)  parte dalla numero quattro. Sì, proprio la quattro, non stiamo dormendo anche se è l’alba. Proseguiamo fino alla numero otto. Saliamo e ci sistemiamo. A Verona passa il controllore, comunichiamo il posto. Il solerte controllore ci comunica che ci troviamo nella carrozza sbagliata: la cinque. Proviamo a spiegarci: “Guardi che…la numerazione….cioè….”  “Un problema del computer, ora risolto”. Siamo contenti, almeno non siamo rincoglioniti, il treno è ancora semivuoto, possiamo non spostarci. A Brescia il treno si riempie. Ci muoviamo verso il nostro posto reale alla carrozza otto, che in origine (scherzi del computer) era la cinque. Stop: porta bloccata tra la carrozze sei e sette. Azzardiamo un “che palle”. Il capotreno si offende e ci dice che non ci dobbiamo permettere. Capotreno non ce l’abbiamo con lei suvvia, siamo quelli del posto sbagliato di prima, siamo stanchi, abbiamo sonno, hanno aumentato di nuovo il prezzo e (nel caso non lo sapesse) le comunichiamo che anche questa mattina arriveremo a Milano con quindici minuti di ritardo. Il capotreno si offende (di nuovo). Stiamo venti minuti in piedi. Un tempo avremmo sorriso, scrollato le spalle, sillabato un “vabbè…”, pensato “però che mestiere di merda, sempre a scusarsi, sarà mica colpa sua”; invece ci incazziamo, sarà l’età. La porta si sblocca, mille scuse. Entriamo in stazione, capelli bianchi, sonno, neve.

(c) Gianni Montieri

12 comments

  1. Invece sarà che, scrivendo adesso e così, mi/ci mostri la semplicità del non dimenticare quanto la vita sia “altro” davvero. Un vero piacere leggere questo 1500.Grazie.
    c.

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  2. ho fatto un Roma-Villa San Giovanni in piedi con la valigia in mezzo alle gambe perché il treno era strapieno e i militari (ancora parliamo dei tempi della leva obbligatoria) rientravano a casa letteralmente stendendosi nei corridoi tra i vagoni …
    ma avevo vent’anni e tornavo dal mio ragazzo per le vacanze di Natale :) per cui sono riuscita a non incazzarmi.
    i capelli bianchi, oggi, altro che “che palle” mi avrebbero fatto dire.

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  3. Un pomeriggio, ai tempi dell’università, presi il treno Crotone-Cosenza. Per fortuna fu solo quel giorno. Le volte successive presi il bus (sopportando persino il mal d’auto) :-).

    “La porta si sblocca, mille scuse. Entriamo in stazione, capelli bianchi, sonno, neve.” il finale è poetico ;-)

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  4. Nel mio caso direi “invecchiare con Trenitalia”, visti i miei quasi trent’anni da pendolare (tra scuola, università e lavoro) . Mettiamoci anche il babbo ferroviere…
    Gianni, hai tutta la mia solidarietà, viaggiare in treno in questi anni sta diventando faticoso. Nonostante tutto, continuo ad amare i treni (credo di aver sviluppato una dipendenza), decisamente meno Trenitalia.

    Stefania

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