Stopping By Woods on a Snowy Evening di Robert Frost (con traduzione e nota al testo)

winter and snow

Stopping By Woods on a Snowy Evening

Whose woods these are I think I know.
His house is in the village though;
He will not see me stopping here
To watch his woods fill up with snow.

My little horse must think it queer
To stop without a farmhouse near
Between the woods and frozen lake
The darkest evening of the year.

He gives his harness bells a shake
To ask if there is some mistake.
The only other sound’s the sweep
Of easy wind and downy flake.

The woods are lovely, dark and deep.
But I have promises to keep,
And miles to go before I sleep,
And miles to go before I sleep.

***

Sostando presso un bosco in una sera innevata

Di chi sia questo bosco, credo di saperlo.
Ma casa sua sta nel villaggio;
non vedrà fermarmi qui
a guardare il suo bosco colmarsi di neve.

Al mio cavallino sembrerà strano
fermarci senza una fattoria nei pressi
fra il bosco e il lago ghiacciato
nella sera più lunga dell’anno.

Alle sue briglie sonanti da una scrollata
per chiedere se qualcosa non va.
L’altro unico suono è un sussurro
di vento sereno e di soffice fiocco.

Il bosco è piacevole, scuro e profondo,
ma ho promesse da mantenere,
e miglia da fare prima di dormire,
e miglia da attraversare prima di dormire.

****

La nota poesia di Frost, composta nel giugno del 1922, trae ispirazione sicura da un ricordo personale, risalente a un gelido inverno nel New Hampshire. Frost – che aveva una fattoria – una sera tornava a casa da un infruttuoso viaggio al mercato per vendere i prodotti della sua terra. Non aveva denaro per prendere i regali di Natale ai suoi figli e fu sopraffatto da un senso di depressione. Si fermò alla curva di una strada per sfogarsi in un pianto. Di lì a poco si addormentò. Dopo pochi momenti il cavallo diede una scrollata alle briglie e le campanelle suonarono; Frost si riebbe e si prese d’animo per riprendere la via del ritorno.

In Stopping by woods (nella traduzione ho lasciato il gerundio del titolo al posto dell’infinito per rimarcare il senso di sospensione presente nel testo) il poeta non fa menzione del suo problema; solo sosta un attimo a guardare il bosco coprirsi di neve. Fermarsi un attimo fa presagire l’innescarsi di un’osservazione, di una riflessione. Fermarsi a vedere cosa, a pensare cosa? È la sera più scura (qui ho deliberatamente reso con «la sera più lunga» perché si riferisce al 21 dicembre, al solstizio d’inverno, in cui si ha la massima durata notturna oltre che di oscurità) e il poeta ammira la bellezza invernale di un bosco che non gli appartiene, essendo proprietà di un altro, in quel momento assente. Non gli appartiene, eppure lo sente suo.

La magia visionaria del suo sguardo gli consente di godere appieno dello spettacolo. La «colloquialità» con il suo cavallo, sottolineata dall’aggettivo queer  al v. 5 e dal sostantivo shake al v. 9, è un chiaro segno che fra lui e il suo animale c’è una specie di comprensione. Il cavallo stesso quando «gives his harness bells a shakes» sembra chiedere il motivo per essersi soffermati in un luogo isolato, in un nowhere dove in verità il poeta si sente a suo agio. Il poeta sente il leggero colpo di vento, vede i fiocchi cadere: si sente bene. Osservare il bosco è vivere l’attimo interiormente. Vorrebbe restare, ma ha delle promesse da mantenere, «da non tradire» dice la versione di Giovanni Giudici. Nonostante il bosco sia bello e profondo, le responsabilità – e quindi il ritorno a casa – lo riportano alla realtà, alle miglia da attraversare prima di dormire. La ripetizione del verso And miles to go before I sleep ritorna poi controversa: la prima volta è un’asserzione perché pensa alla distanza per giungere a dormire, ma la seconda volta non potrebbe suggerire una fuga verso la metafora forse per una conclusione? Dormire, morire? Come dire, queste promesse portate avanti ogni giorno dopotutto non cambiano il destino di ognuno di noi.

Eppure l’evocazione di senso sviluppata nella poesia di Frost corrisponde alla riscoperta di un incanto. E contemplare l’incanto significa fermarci a vivere un istante di infinito. Spettatori fragili di uno spettacolo eterno.

(c) Davide Zizza

 

10 comments

  1. La sospensione incantata nel paesaggio di neve, che richiama la bellezza lieve del racconto “Cristallo di rocca” di Stifter, è comunicata con grande efficacia nella traduzione e nella nota al testo di Davide, che ringrazio per questo.

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  2. Ti ringrazio Anna Maria per l’attenzione su questa mia prova.
    La tentazione della rima c’era, ma vedendo come erano impostate le quartine, sentivo come una ridondanza e ho preferito l’andamento evocativo del testo, sperando con ciò di non aver snaturato dalla versione originale.

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  3. la poesia è di una bruttezza sconcertante
    la traduzione riesce nell’impresa miracolosa di renderla ancora più brutta e ancora più sconcertante

    quel
    “non vedrà fermarmi qui”
    è sinceramente imbarazzante

    Inga Leera

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