solo 1500 n. 48 – Riflessioni istantanee su un sisma

Solo 1500 n. 48 : Riflessioni istantanee su un sisma

Non stiamo in piedi, no. Non lo siamo più, non lo siamo da tempo. Mentre scrivo si contano i morti: 16 (fin qui). Chi lavorava a San Felice sul Panaro e forse non avrebbe dovuto. Un prete pare sia morto mentre cercava di metter in salvo una statua, mi commuove – stranamente – mi sembra una scena di un vecchio film. Siamo tutti vecchi in un paese vecchio. A Mirandola (che prima di questi fatti conoscevo solo per una canzone di Gino Paoli, canzone sui ricordi) è crollato il Duomo. Cavezzo quasi non c’è più. Mi colpisce una foto di un vigile del fuoco inginocchiato col capo tra le mani. Nel frattempo so da un’amica che i pompieri di Lodi (che pure furono mandati fino a L’Aquila) qui non potranno intervenire perché sotto organico, già. Così stanno le cose. Questo fine settimana a Milano arriva il Papa, due balle, almeno lo teniamo lontano da lì. Speriamo che Carlo Lucarelli non scriva un altro articolo, con pubblicità annessa a un suo libro. Ho visto alcuni colleghi spaventati, hanno pensato tutta la vita che il Nord fosse antisismico. Hanno annullato l’amichevole della Nazionale di calcio, pare che sia una notizia da riportare. Pare che Sallusti sia sbiancato in diretta Tv (chissà la Santanché che paura). I sismologi parlano di una nuova faglia. Napolitano chiede verifiche sulla prevenzione. Monti dice che lo Stato non è impreparato. Io penso che ci saranno un sacco di anziani senza casa in quei paesi dell’Emilia. Poi telefono ai miei e dico: “A Milano niente di che”. Loro sanno, e sanno che so di cosa parlo e non si preoccupano, almeno per me.

Gianni Montieri

14 commenti su “solo 1500 n. 48 – Riflessioni istantanee su un sisma

  1. In questi casi il dolore dovrebbe contagiare tutti.
    Ma non è così, alcuni partecipano in mille modi,
    altri, chiamati sciacalli, si aggirano fra le strutture
    crollate cercando di arraffare quello che possono.
    Il mio dolore è rivolto soprattutto agli anziani e ai
    bambini, in queste ore drammatiche fa paura
    anche la propria ombra. Per ora non ci resta
    che piangere, parafrasando un film di successo.
    Per una volta voglio essere ottimista: ce la
    faremo anche questa volta, gli italiani che
    hanno mille difetti, nei momenti come questi
    tirano fuori il meglio che hanno nel proprio
    corpo!

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  2. una fotografia lucida di certi stati d’animo che si avvertono in queste ore, come le “piccole” scosse di assestamento: impotenza, fragilità, condivisione, e amarezza.

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  3. Credo che in questa circostanza Napolitano abbia deluso la maggioranza degli italiani ; quando a quarantott’ore dalla prima scossa avrebbe già potuto e dovuto – viste le proporzioni del dramma – annullare la manifestazione del 2 Giugno e devolvere tutto ai terremotati .
    Ma la miopia di N. individua nell’esibizione della marzialità nazionalistica l’ elemento di reazione alla sventura che evidentemente non può essere sostituito dalla ( fattiva ) solidarietà . Quindi retorica e belle parole al vento , non certo alle coscienze e alle aspettative di chi chiede – in prima persona – un gesto di umanità .

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  4. Davanti ad un dramma del genere l’unica cosa che dovrebbe essere tirata fuori è una pala e cominciare a scavare, possibilmente in silenzio, quel silenzio rispettoso verso le vittime, verso i feriti, verso il dolore di chi ha perso tutto e verso chi ha PAURA a provare a rientrare in casa. Lasciamo da parte, se è possibile, il lagnoso, ridicolo, ottimismo nazionalpatriottico e la retorica. Questa storia del 2 giugno comincia a nausearmi e tra l’altro sono soldi già spesi.
    Del terremoto del 76 io non ricordo la parata annullata, ma la solidarietà REALE e autorganizzata. Ringrazio l’amico Gianni per questa pulita e sensibile presa d’atto.

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  5. jacopo ninni, se vuoi prendi la pala e comincia a scavare, me nel tuo orto (in caso ti consiglio una zappa), perchè nelle zone terremotate potresti essere d’intralcio.
    la parola (se vuoi sterile) sta dando loro “visibilità”, e magari sostegno, mediatico e economico.
    sul 2 giugno napolitano e i tecnici hanno preso atto, e l’indignazione credo sia partita dalla rete: dicono sarà “sobrio”, parolina che comincia ad irritarmi forse più dell’ormai demodè “aiutino”

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    • A proposito di sostegno economico: lo vuoi del parmigiano fresco che arriva dai caseifici danneggiati o distrutti? Potresti passare a prenderlo il 2 giugno a Bologna alla raccolta beni di necessità o il 9 giugno all’evento musicale che si affiancherà al Gay pride (sobrio anch’esso) che stiamo organizzando io, persone che ospito in casa e altre che nel frattempo dormono in tenda alle quali comunicherò tutta la tua affettuosa e sobria solidarietà mediatica et economica.
      (il tutto mentre zappo, of course!)

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      • Jacopo, l’unica cosa che in punta di piedi mi sento di dire è che abbraccio te e Agu, ma anche Enzo, Vincenzo, Enea, i ragazzi della tua compagnia e tutte le persone meravigliose che con voi ho conosciuto un anno fa.

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      • bene jacopo, hai rotto il silenzio, e questo non può che farmi piacere.
        mi sarà difficile essere a bologna a comprare il parmigiano, c’è un mare e tre quarti d’italia in mezzo.
        in fondo quello che intendevo dire è proprio questo, che nelle chiese, di fronte ai funerali, dovremmo reimparare a stare in silenzio, senza applaudire. lontano dalle chiese, far sentire la nostra voce, ognuno come può, e anche un pezzo di parmigiano può fare molto….e molti hanno rilanciato questa iniziativa, sacrosanta.
        a qualche altro cortigiano intervenuto non ho niente da dire

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  6. sobrietà, ossia eliminazione del superfluo. sarebbe il caso di applicarla in ogni contesto: sia esso una parata non necessaria (sempre), sia esso un commento fuori luogo e gratuito

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  7. ringrazio tutti per il passaggio e i commenti. Mi permetto, in particolare, di ringraziare Jacopo che è spesso stato sul campo nelle situazioni d’emergenza (scenari di guerra compresi).

    Per quello che mi riguarda, l’articolo, intendeva registrare come le notizie si fondessero e mischiassero agli stati d’animo e ai pensieri, come in contemporanea (almeno nella mia testa) passino sempre sgomento, dolore, critica, ironia, disgusto

    grazie

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  8. Pingback: Riflessioni istantanee su un sisma | unonove

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