solo 1500 n. 45 – No grazie, preferisco scrivere

solo 1500 n. 45 – No grazie, preferisco scrivere

<<Ciao, procediamo a una mappatura poetica?>>
<<No, grazie.>>
<<Pensavamo di mappare i poeti nati tra i mondiali del 1954 e quelli del 2006, che ne pensi?>>
<<Praticamente tutti. No, grazie.>>
<<Secondo noi è una buona idea, almeno così non escluderemo nessuno.>>
<<Infatti, proprio nessuno.>>
<<Insomma tu ci vuoi ostacolare.>>
<<No.>>
<<Tu non vuoi che cresca una comunità poetica, che ci si aggreghi intorno al fuoco della poesia.>>
<<Con i falò ho chiuso, grazie.>>
<<Fai sempre lo spiritoso, ma non comprendi l’importanza di una comunità con capacità critiche?>>
<<Usi troppo spesso la parola “comunità”. >>
<<Proprio non si può parlare con te, pensa che bello, potremmo procedere a lunghe dissertazioni critiche, sciolte in centinaia di commenti, rimandare a link precedenti, dire di questo che somiglia a quest’altro ma che ricorda più quell’altro e quando nessuno avrà nulla da dire vedrai arriverà qualcuno che con un commento rimanderà a Fortini.>>
<<Povero Fortini. >>
<<Ma perché fai così?>>
<<Così come?>>
<<Così, così, polemizzi.>>
<<Io? Figuriamoci semplicemente mi disinteresso.>>
<<Che vorresti dire che non ti importa della poesia?>>
<<Sto dicendo il contrario, che mi importa moltissimo della poesia.>>
<<E allora?>>
<<Allora lasciatemi perdere.>>
<<Ma se non condividi, se non partecipi al discorso critico (militante) che fai?>>
<<Pensavo di scrivere poesie.>>
<<E poi?>>
<<Poi basta.>>
<<Tu vuoi scrivere solo poesie?>>
<<Sì.>>
<<Non vuoi mappare, antologizzare, enciclopedizzare?>>
<<No, vorrei scrivere.>>
<<Ma che poesia vorresti fare?>>
<<Migliore di quella che ho fatto fino a oggi.>>
<<Ma non puoi darci almeno un consiglio?>>
<<Sì, fatevi una birra ogni tanto.>>

Gianni Montieri

27 comments

  1. molto precise Gianni queste annotazioni; spesso si confondono ruoli e vocazioni girando a vuoto. Se ognuno di noi avesse più cura per la propria scrittura sarebbe già un buon passo in avanti, un abbraccio

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  2. *

    Ho impiegato 12 anni 12 per vedere le mie composizioni poetiche pubblicate. Da una piccola casa editrice di genio che, guarda caso, ha chiuso i battenti.

    In realtà, ho voluto accontentare un amico, un critico letterario, che mi incoraggiava. Ho accontentato lui, ma ho scontentato me stesso. Perché ho conosciuto, ingenuo, quel che non avrei voluto conoscere e visto quel che non avrei voluto vedere. La mafia degli editori e de’ “fini intellettuali”.
    Oggi quasi me ne pento d’aver pubblicato. Ricordo le parole del giovane poeta, il protagonista di Les amants réguliers di Philippe Garrel: “Cosa dici? Le pubblico le mie poesie? Se le pubblicassi, non so, mi sembrerebbe di tradire qualcosa. Ma non so bene cosa”.

    Sono autenticamente e sinceramente disgustato. Dall’incoerenza di tanti scrittori “antagonisti”. Un piede nel movimento, l’altro nei salotti “buoni”. Che puzzano di marcio, di ipocrisia e di finzione.

    Letteratura e arte son le ferite che la vita ti lascia sulla pelle. Non altro.

    http://www.lenubi.it/Autori/schede_autori/falcone/falcone.html

    *

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  3. La citazione di Virginia Woolf è sacrosanta, ma quanti autori
    preferiscono seguire il consiglio della Woolf ??

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  4. Giova ricordare che “chi beve birra campa cent’anni” :-)
    sottoscrivo ogni tua riga di questo tuo 1500, Gianni.
    “No, vorrei scrivere”. Aggiungerei: vorrei leggere… e magari vivere al di fuori e al di là delle mappe”.
    Grazie
    Stefania

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  5. Che mappatore usiamo? tom tom,vero? A te ti mancavano i centottantaquattrocommenti, di’ la verità, Montiè :-).Se poi avanzasse una beck’s senza pretese, tenetemi presente.

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  6. In realtà non voleva essere un post contro “le pubblicazioni” ma un post contro le esagerazioni…più precisamente contro le pippe continue, il parlarsi addosso, l’eccessivo mostrarsi.

    grazie a tutti

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  7. eheheh, alcuni nel beneventano, anche casertano, credo… ho assaggiato le loro birre nei mercatini di prodotti sottratti alle filiere camorriste della distribuzione, cibi biologici e autoprodotti, una rete di produttori e contadini che vendono direttamente, in questi mercati periodici…

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  8. Gianni Montieri, consiglio Via Emilia (Parma). E poi mi viene in mente che una scelta è una scelta di posizione e che le mappe se servono servono contro le monadi, non contro gli asceti. Leggere, in fondo, è un’attività più nobile dello scrivere.

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    1. sono d’accordo Lorenzo, sul Leggere e sulla via Emilia (Parma) e sul concetto di via Emilia in generale

      ti abbraccio…

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    2. “Per quanto ne so, un poeta in attività è uno che scrive poesie.Io ti ho mandato le ultime che ho scritto ed erano pessime, temo, anche se naturalmente, per gentilezza, mi hai mentito. Non lo so. C’è qualcosa nella poesia. In ogni caso l’importante è continuare a leggerla. E’ più importante che scriverla, non credi? A dire la verità, leggere è sempre più importante che scrivere.” (Roberto Bolaño – L’ultima conversazione)

      :-)

      ps: la aggiungo a supporto

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  9. In effetti bere una birra mentre leggo Auden mi fa venire voglia di leggere ancora, invece passare una sera vagolando fra i 4-5 blog più seri di poesia, con l’illusione di aggiornarmi e restare al passo, mi fa venire voglia di staccare e di giocare a fifa 2012. Forse dovrei fidarmi più dell’istinto :-)

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