CetonaVerde Poesia 2011: I vincitori (comunicato stampa)

con il patrocinio di
Comune di Cetona

con il contributo di

IntesaSanpaolo

comunicato stampa

 PREMIO CETONAVERDE POESIA 2011

IV edizione

15 – 16 luglio 2011 Cetona (Siena)

Premio Poesia Giovani. Certame
(prima edizione) Premio Cetonaverde Poesia in Memoria di Luigi e Tere Cerutti
Premio Poesia Edita
Premio Internazionale alla Carriera

 

Vincitori di prestigio per il Premio Cetonaverde 2011:
Mariella Cerutti Marocco, presidentessa del Premio, annuncia i vincitori selezionati dalla giuria presieduta daMaurizio Cucchi:

Premio Cetonaverde Poesia in memoria di Luigi e Tere Cerutti a
Corrado Calabrò

 

Poeta che con i suoi versi ha dato un contributo significativo alla diffusione della poesia italiana a livello internazionale

Premio Poesia Edita a
Milo De Angelis 

Per il libro “Quell’andarsene nel buio dei cortili” edizioni Mondadori 2010

Premio internazionale alla carriera a
Micael Kruger 

Ai vincitori della sezione Premio poesia edita e del Premio internazionale alla carriera andrà un riconoscimento di 10.000 euro.
Alle ore 18.30, la sera di sabato 16 luglio, nella splendida piazzatta della Colleggiata, nel centro storico di Cetona, verrano conferiti i premi ai tre vincitori con la tradizionale cerimonia animata da letture e interviste, e condotta da Arnaldo Colasanti. Novità di questa edizione l’introduzione del Premio Cetonaverde in memoria di Luigi e Tere Cerutti per la poesia italiana nel mondo, voluto da Mariella Cerutti Marocco, per onorare la memoria dei genitori.
Venerdì 15 luglio i dieci finalisti giovani si confronteranno nel Certame componendo in 24 ore un testo poetico di cui sabato 16 ne daranno pubblica lettura e tra cui la giuria decreterà il vincitore.
La giuria:Maurizio Cucchi(presidente), Luigi Ballerini, Mariella Cerutti Marocco,Arnaldo Colasanti,Giuseppe Conte, Giorgio Ficara, Vivian Lamarque,Antonio Riccardi, Presidente d’onore Guido Ceronetti.

 

Il Premio è sostenuto sin dal Suo nascere da INTESA SANPAOLO, che ha mostrato attenzione sensibile alla manifestazione Poetica.

Cetona (Siena), venerdì e sabato 15 e 16 luglio 2011.

Venerdì ore 18,30 sala Consiliare, Palazzo del Comune  

sabato ore 18,30 piazzetta della Colleggiata. Ingresso libero.

http://www.cetonaverdepoesia.it

Ufficio stampa e comunicazione
Studio Angelo Bucarelli +39348-7069077
Ufficio Stampa Studio: +3906-5815223
Email: mail@angelobucarelli.com info@angelobucarelli.com
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Segreteria di Presidenza
Michela Bertone +39335-8226252

 

36 comments

  1. Scusate la polemica, ma Calabrò, oltre a essere un poeta che con i suoi versi ha dato un contributo significativo alla diffusione della poesia italiana a livello internazionale (!), potrà essere ricordato anche come colui che tramite l’Agcom ha dato un contributo significativo alla censura della rete italiana…

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  2. non fatevi coinvolgere dal messaggio che hanno fatto passare
    circa la censura in rete…non esiste nessuna censura si sta solo cercando di tutelare
    il diritto d’autore, vedo che molti di voi mettono il copyright alla fine di qualche inedito per tutelare il proprio ingegno e lavoro…ecco l’Ag com cercherà di porre deipaletti dei limiti allo scempio che avviene in rete…perchè quello che molti chiamano bavaglio e censure e limite alla libertà, nel 90% dei casi è detto da gente che non potrà più scaricare film e musica e libri perchè si cercherà di porre freno…nessuno vuole togliere libertà alla rete, però se permetti vorrei che il lavoro come il lavaro altrui venga rispettato e tutelato.
    Scusate lo sfogo, ma ho una videoteca da quasi 25 anni e lo scialo in rete, non l’anacronismo delle videoteche come molti vogliono far credere, ma la sciacallagine su vari megavideo, ci sta portando alla chiusura.

    Chi scarica avvelena anche te
    digli di smettere.

    ELENCO DELLE COSE BELLE CHE RICORDO DELLE VIDEOTECHE

    Quando non facevo in tempo ad andare al cinema e la videoteca mi offriva una seconda possibilità
    Quando il tempo era infinito e indefinito scrutando e assaporando le custodie esposte dei film
    Quando trovavo i film che nessun cinema aveva osato proiettare
    Quando i film erano proiettati da una luce che era un alone, e veniva trasferito poi su nastro
    con la delicatezza e il rispetto con cui si tocca la nitroglicerina
    Quando mi dicevano è arrivato un film che sicuramente ti piace
    Quando si discuteva sul finale dubbio di qualche film
    Quando la gente si ritrovava il sabato sera in videoteca e socializzava e si raccontava dei film come parte della loro vita
    Quando nessuno avrebbe mai pensato che i film diventassero usa e getta
    Quando i vampiri si sbriciolavano al sole e gli horror facevano paura e la videoteca era il loro regno
    Vado via per non vedere questo scempio
    Resto perchè sogno che il mio lavoro mi faccia ancora sognare.
    Un videotecaro o dell’estinta memoria filmica.
    23 novembre 2010
    Maurizio Manzo

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    1. Ciao Maurizio, sono di fretta e l’argomento meriterebbe un approfondimento sicuramente più ampio.

      Non mi sono fatto coinvolgere da quanto letto in rete, ma da quanto ho letto nella normativa (54 pagine, firme comprese). E, a parte che mi sembra strano fare questo tipo di delibera proprio adesso, penso che fosse assolutamente inutile. Perché per fare quello che dovrà fare l’Agcom esiste già un ente (un ente il cui commissario straordinario ha 90 anni ed è stato insidiato dall’attuale governo pochi mesi fa; come a dire “niente aperture” al “progresso”).

      Infatti, se si sta tentando tramite l’Agcom di tutelare il diritto d’autore, la Siae a cosa serve?
      Perché un associato deve pagare una quota annuale (senza contare quella di iscrizione) se alla fine a tutelare i suoi diritti ci pensa un altro ente? Se la Siae, nonostante fosse stata creata proprio per tutelare il diritto d’autore, non riesce a farlo, perché allora devo continuare a pagare l’iscrizione?

      Sono d’accordo. Se ci sono file tutelati dal diritto d’autore su un sito (tu parli di cinema, io parlo di musica), mi sta bene rimuovere i file ed eventualmente anche oscurare il sito. Ma farlo preventivamente, per qualsiasi tipo di sito, a me non sembra degno di un paese civile. Si tratta di una normativa che rischia di portarci allo stesso livello della Corea (nemmeno della Cina).

      In pratica nella normativa si mette sullo stesso piano ogni contenuto sonoro, audiovisivo, giornalistico ed editoriale. Quindi, tornando all’esempio del mio sito, se io citassi anche solo una frase di un articolo di giornale per far conoscere una notizia che in televisione non viene data (cosa abbastanza abituale in questi ultimi anni), l’Agcom andrà a chiudere il mio sito (sperando non mi sia applicata anche una salatissima sanzione pecuniaria).

      Scusami, ma in questo caso, io penso si tratti di semplice e pura censura.

      Dimenticavo: nel caso ipotetico venisse oscurato il mio sito, non potrò contestarne la chiusura. Però potrò, per fortuna, fare ricorso al Tar. Pagando intorno ai € 4000 quale tassa di iscrizione al ruolo…

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      1. Ciao Marco, il fraintendimento sta proprio qui: l’Ag com non arriva a chiudere il tuo sito così di punto in bianco…se il proprietario dei diritti di contenuto sonoro, audivisivo, giornalistico ed editoriale, come hai detto, si accorge o pensa che questo diritto viene leso e abusato, segnala all’Ag com il sito che sta violando i suoi diritti…L’Ag com una volta appurato la tua leggitimità e l’eventuale violazione, non ti chiude il sito ma ti intima la rimozione dell’articolo, film, musica o poesia che sia…quindi è falso che l’ag com chiude i siti e censura la rete.
        Io credo che sul tuo sito usi articoli giornalistici o letterari con il massimo rispetto di chi ha fatto quegli articoli…quindi non corri nessun rischio di censura o
        bavaglio o di finire come la Corea… ma se io prendo una poesia di Gianni Montieri e la pubblico sul mio blog dicendo che è mia e non esiste nessun organo a tutelare Gianni, io credo che Gianni si incazzerebbe un pochino…e parliamo di una poesia…
        ma se migliaia di persone stanno perdendo il posto di lavoro e hanno mutui, figli da far studiare, hanno vita da vivere, per i comportamenti scorretti della gente a cui piace avere le cose gratis…perchè tanto lo fanno tutti o perchè li mettono allora in rete, e poi il tutto viene nascosto da questo fantomatico attacco alla libertà, credo che non ci sia limite all’incazzo… ma come vedi, ho visto che hanno messo dei non mi piace al mio post, immagina cosa può fottere alla gente se tu perdi il lavoro di fronte alla perdita di non poter scaricare più film e musica e libri a sbaffo!

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  3. E poi dicono che carmina non dant panem…

    Undicimila euro per un premio (al solito libro pubblicato dalla solita grande editoria), e Luigi Di Ruscio è morto, dopo una vita di duro lavoro in fabbrica, con una pensione da operaio con la quale non riusciva ad arrivare alla fine del mese…

    Mi chiedo, sinceramente, perché continuate a fare pubblicità a ‘sta roba. Però non prendetela come una critica, per carità… Ognuno, a casa sua, è padrone di fare quello che gli pare.

    fm

    fm

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  4. ad esempio perché il libro di kruger è bellissimo e l’ha tradotto la Carpi, ad esempio perché fra i dieci giovani che sono in finale ce ne sono 4/5 molto bravi (fantuzzi, simon ostan, d’agostino). Su calabrò sono d’accordo, sui soldi se la cantano e se la suonano. Ma questo è soltanto un comunicato stampa, non è un articolo né uno spot.

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  5. tuteliamo i Luigi di Rusci nel mondo! bravo Francesco.
    misa che gira e gira st’associazione senza fini di lucro pro Di Ruscio me tocca da fa sul serio!
    roberto ceccarini

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  6. Io non avevo nessun dubbio, Gianni (come vedi metto il nome, quando mi rivolgo o rispondo a qualcuno). Ponevo – e mi ponevo – semplicemente una domanda, visto che tanti blog (praticamente tutti) pubblicano avvisi e locandine relativi a premi che sono già stati assegnati prima ancora di essere banditi: tutta “roba” (avariata) che la rete stessa, nei suoi statuti non scritti, dovrebbe bandire. Il mainstream letterario, a tutti i livelli, semplicemente ci ignora, quando non ci schifa apertamente: perché dargli aria? perché fare pubblicità a un potere che, in tutta Italia, a scadenze fisse e ben distribuite su tutto il territorio, celebra se stesso? Solo perché ci sono dei giovani “promettenti”? A me sembra un po’ poco.

    A meno che lo sbattersi di premio in premio di tanti, “giovani” promettenti o meno giovani, non sia altro che il tentativo, con un paio di “colpi”, di accreditarsi presso quegli “apparati” che danno “lustro” (?) e che, a parole, hanno sempre detto (fatto finta) di combattere.

    fm

    .

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    1. Caro Francesco, io sono totalemente d’accordo con te. Dico, però, un’altra cosa, per i famigerati 11.000 euro, io non sprecherei nemmeno la parola premio, dato che i 5 autori non partecipano ma vengono invitati, c’è uno sponsor al qual piace tirar fuori i soldi e far finta di occuparsi di cultura. Quando uscì la cinquina, polemizzai altrove, perché mi sembrava assurdo che questa non includesse i libri di Pusterla o della Carpi, che giudico fra i migliori dell’ultimo anno, ma di questi 5 mi importa ben poco. So invece che la selezione che porta in finale i dieci under è fatta in maniera seria, lo so per certo perché conosco chi se ne occupa, mary b. tolusso, per la quale, in quanto a correttezza professionale, sono disposto a mettere la mano sul fuoco. Solo per questo provo a scindere e a non affossare tutto.
      Tornando alla patina, invece, mi pare assurdo che si diano 11.000 euro così…e su questo sono d’accordo con te alla grande..fose questo post è una buona occasione per parlarne

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  7. Gianni, ho il massimo rispetto per la “sezione” di cui parli, per chi se ne occupa e per i poeti “selezionati”. Ma, nonostante ciò, non posso fare a meno di guardare alla “cornice”.

    Di questo premio, in particolare, e di tanti altri ad esso paragonabili sinceramente non me ne frega niente. E’ contro la “logica dei premi” in sé che bisognerebbe combattere – tutti. Se scendi di livello, infatti, ti imbatti in una marea di concorsi, o presunti tali, dove si consumano porcate che nemmeno immagini, anche ad opera di persone che nemmeno sospetteresti. E di questo daremo conto, entro la fine dell’anno, con un dossier con nomi, cognomi e testimonianze firmate…

    Sono migliaia i premi letterari in Italia, e se ne salvano pochissimi. Visto che il “premiume” è la “malattia” (mortale) della stragrande maggioranza dei poeti o presunti tali, che si rivolgano almeno a quelli che danno garanzie di serietà.

    La cosa migliore, comunque, sarebbe proclamare uno sciopero generale poetico (sic!) contro i premi. Solo per il gusto di vedere in quanti aderiscono… (secondo me, una decina).

    fm

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  8. Io partecipo ad alcuni premi, non molti ma lo faccio.
    Al di là di tutto ciò che avete detto e che condivido, per me sono stati anche l’occasione per conoscenze importanti (umanamente e non di interesse).
    Ma se si fa lo sciopero ci sto.

    francesco t.

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  9. I premi seri ci sono, l’ho detto, anche se si contano sulle dita di un paio di mani. Valorizzate quelli, anche per rispetto all’abnegazione e all’onestà intellettuale di chi li anima, sorretto magari da un ideale di cultura non mercantile e che non scende a compromessi. Ma nello stesso tempo, iniziate a sputtanare quei premi della cui giuria fa parte l’editore del libro che poi vince o chi, allo stesso libro, ha scritto la prefazione. E’ un esempio, ma se ne potrebbero fare a bizzeffe. E, vedrete, saranno fatti, a tempo debito.

    E, visto che ci siamo, iniziamo a sputtanare anche quei poeti che piangono in rete dalla mattina alla sera sul fatto che la poesia (la loro! perché questo è il succo dell’ipocrita lamentazione) non se la caga nessuno, e poi scopri che battono l’Italia in lungo e in largo a raccogliere premi e denaro.

    Oppure, in quanto bloggers, rifiutiamoci di pubblicare i testi di chi ti chiede (a me è successo più volte – e li ho mandati a fanculo, anche “nomi” di un certo rilievo) di postare, nell’eventuale nota biobibliografica, la galleria delle patacche vinte nel corso della loro “luminosa” carriera.

    Sono i testi che parlano, non i premi vinti -soprattutto quando sono vinti nei modi di cui sopra..

    fm

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      1. Stavo pensando di fare un punto della situazione, riguardo quanto emerso in questo contesto, ma non vorrei limitare il ragionamento a un commento all’interno di questo post, che poi magari resterebbe solo una parentesi di ragionamento tra noi 4/5/6 commentatori. Per cui ho chiamato Gianni Montieri e con lui cercheremo, nei prossimi giorni, di scrivere un articolo sullo stato della poesia: concorsi, premi, edizioni a pagamento, diffusione, schieramenti, piccole lobbies e mafiette, corti, amicizie…
        Non vul essere quindi un’assenza la mia, ma un rimando a breve, perché l’argomento realmente merita una discussione aperta a tutti.
        nc

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  10. L’ultima, e poi prometto che non scasso più la uàllera per un bel po’ :)

    Visto che lo “sciopero dei poeti” potrebbe far ridere i polli (ma mica tanto, poi), proviamo ad aggirare l’ostacolo: ogni autore, all’atto della pubblicazione di un libro, faccia stampare, all’interno o in quarta di copertina, questa scritta: “Quest’opera, per espressa volontà dell’autore, non partecipa a nessun premio letterario”. Così ci contiamo.

    L’iniziativa, comunque, non è un parto della mia capoccia, ma riprende quello che Luca Ariano fa da sempre con i suoi libri.

    fm

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  11. Non ne hai bisogno comunque, Natàlia, sai già, e bene, da che parte stare.

    Piuttosto, lasciami ribadire che tutto il mio discorso non mette minimamente in discussione il lavoro serio, onesto e cristallino di alcune persone che tutti qui conosciamo benissimo e che sono, per loro stessa “natura” lontani mille miglia da ciò che si sta stigmatizzando.

    Ma le eccezioni, quanto più lodevoli, non fanno che confermare la regola…

    fm

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  12. P.S.

    Ma lo sai che da quando vado dicendo peste e corna della rete, in rete, il numero dei visitatori italiani del mio blog si è dimezzato? E se vuotassi completamente il sacco, cosa succederebbe? Mi sa che rimarremmo in dieci-quindici (che è sempre un bel numero :)

    fm

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    1. sto riflettendo su quanto hai scritto e riesco a dire solo che è assurdo, ma del resto basta guardarsi intorno per rendersi conto che quanto definisco “assurdo” corrisponde alla realtà che ci circonda e non solo in rete, anzi.

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  13. Aspetta solo che pubblico il pezzo di Federico “Gibril” (l’ho rintracciato, non vuole, ma chi se ne frega, lo metto su lo stesso!)…

    fm

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  14. Scusate se intervengo con molto ritardo, ma lo faccio dopo aver riflettuto a lungo sullo scambio di battute tra Francesco e Gianni.
    Volevo solo commentare una proposizione di Francesco: ” Il mainstream letterario, a tutti i livelli, semplicemente ci ignora, quando non ci schifa apertamente: perché dargli aria?”.
    Francesco ci ignorano, ci schifano apertamente, ma la storia darà ragione a noi.
    Se le case editrici “ci schifano” per paura – è la tipica blogfobia del potere – la critica ufficiale ci ignora per miopia. Ci si culla nel piagnisteo dell’assenza di lettori di poesia, forse perché è diventata un’abitudine (ma è anche un fattore antropologico, lo si ritrova in tutte le epoche di crisi e di cambiamento – si pensi alla tarda latinità per esempio). La critica – della quale, come redattori, poeti, autori e lettori, nonché studiosi di letterature facciamo parte anche noi – dovrebbe provare ad aprire gli occhi di fronte a questo cambiamento di paradigma, quello che riguarda il supporto letterario, che dalla carta-della-casa-editrice si è spostato sul blog. Ad ogni modo credo nella buona fede di molta critica letteraria, più imbrigliata nei problemi di politica accademica, di prestigio, e soprattutto ostacolata dalla paura di cambiare strumenti di analisi della realtà letteraria. Il paradigma è cambiato e se fino a qualche anno fa il processo era ancora in fieri, adesso è dominio pubblico che ci siano gli strumenti per prendere atto di questa mutazione: Poetcast è chiaramente uno di questi, e non sarebbe peraltro difficilissimo stilare anche una sorta di “classifica” – con tutti i dubbi – sulla attendibilità e professionalità dei vari blog.
    Cercherò di scrivere un articolo su quest’argomento quando avrò tempo, specie dopo la lettura dell’ennesimo piagnisteo sui “poeti che non sono pubblicati” scritto sul corriere della sera da Paolo Di Stefano. L’esempio che mi sembrava più clamoroso, e soprattutto che mi ha fatto riflettere sulla miopia – ripeto, secondo me a volte neppure tanto colpevole – del mainstream letterario è stato il parallelismo che ha creato, lo stesso di Stefano, tra Magrelli che a 23 anni aveva pubblicato il suo primo libro per la bianca einaudi e la totale assenza di giovani poeti nelle grandi case editrici.
    Se cambia il paradigma, se cambiano gli strumenti primari della letteratura, dovrebbero anche cambiare i criteri di giudizio e di interpretazione della realtà. Certo Magrelli a 23 anni pubblicava per la bianca einaudi, ma, facendo qualche esempio, Alessandro De Francesco è stato pubblicato a poco meno di trentanni su Nazione Indiana, Fabio Teti, a poco più di 25 anni è stato pubblicato su Nazione Indiana, su Poetarum, su Absolutepoetry e su La dimora del tempo sospeso…io stesso, a poco più di 25 anni – forse qui pecco di narcisismo – sono stato pubblicato su La dimora e su Absolutepoetry. Se si deve fare un parallelismo, tutti gli elementi del confronto dovrebbero combaciare.
    Sui lettori di poesia, dicevi tu in un commento ai testi di Teti, che avevi avuto moltissimi ingressi nel giro di una settimana. Il post su Francesco Tomada pubblicato qualche giorno fa ha raggiunto già le 250 visite. Facendo una stima – tra ingressi dell’autore e ingressi dell’autore del post – il post ha goduto di un centinaio di visitatori in qualche giorno. Non mi sento di dire che la poesia – quella che resterà – non ha lettori. Mi sento ancora di ripetere, caro Francesco, che la storia darà ragione a noi.

    Con affetto
    Luciano

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  15. Luciano, inutile dirti che condivido tutto quello che hai scritto. Credo, e non da oggi, che la migliore poesia italiana contemporanea sia in rete – almeno da dieci anni. Se così non fosse, non dedicherei, da poco meno di un decennio, tempo ed energie (che, ormai, non sono molte) a far passare questa “verità”, anche (e non solo) col lavoro del mio blog.

    So anche, come dici tu, che “la storia ci darà ragione”.

    So anche, però, ed “ho le prove”, che ci avrebbe già dato “ragione” se: a) alla fioritura di ottime scritture creative, senza distinzione di scuole ed etichette, avesse fatto seguito un’adeguata fioritura di scritture critiche (ce ne sono, e anche di notevole livello, ma ancora non bastano, visto che, tra le altre cose, devono fare i conti anche con l’ostacolo che segue…); b) non si fosse diffusa, fino a diventare norma e statuto in alcuni ambienti della rete, la tendenza alla settorializzazione, con relativi marchi di poetica “depositati”, la chiusura nelle logiche di gruppo che hanno come unico fine quello di salvaguardare una precisa, e pretestuosa, identità: in ultima istanza, la riproposizione in sedicesimo, ma ancora più nefasta, delle logiche accademiche, del piccolo o grande cabotaggio, inalberando il sogno inconfessato (che, putroppo, non è di pochi) di approdare alle rive “dove si può ciò che si vuole” – con tutto il codazzo di familismo e di clientelismo indecente che queste prassi comportano.

    fm

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  16. per completezza di informazione aggiungo il comunicato stampa con il vincitore dei giovani: Piero Simon Ostan ( che è bravo e non se la tira e ci piace)

    comunicato stampa

    PREMIO CETONAVERDE POESIA 2011
    IV edizione
    15 – 16 luglio 2011 Cetona (Siena)

    Premio Poesia Giovani. Certame
    (prima edizione) Premio Cetonaverde Poesia in Memoria di Luigi e Tere Cerutti
    Premio Poesia Edita
    Premio Internazionale alla Carriera

    Sabato 16 luglio si è concluso il Cetonaverde Poesia.

    Appuntamento alle 18 del 16 luglio nella splendida piazzetta della Collegiata, l’ emozione, palpabile, si è vissuta con la poesia “ giovane “. Il tema assegnato il giorno prima dal presidente Cucchi era: “autoritratto”. Nella notte i dieci giovani poeti hanno cercato nella loro vita e nel loro cuore qualcosa che li descrivesse, pennellando con la parola il loro “autoritratto”.

    Il vincitore Piero Simon Ostan, giovane poeta di Portogruaro , ha raffigurato con delicatezza e intensità il ritratto di suo padre e ritrovandosi nelle sue abitudini e perché no manie, ha tratteggiato un “sé”nuovo, maturo, amato e fortemente consapevole delle sue radici.
    In attesa del suo primo figlio si è calato quindi nel doppio ruolo di figlio e di padre, in un emozionante gioco di specchi.

    Ma tutti e dieci i giovanissimi poeti che hanno vissuto la notte tra il 15 e il 16 luglio 2011 scrivendo, ci hanno donato un io fragile, forse tipico dei poeti, ma allo stesso tempo adulto e consapevole sia dei propri limiti che delle proprie capacità.

    Si è completata così la 4° edizione del Premio Cetonaverde Poesia, con i prestigiosi premi assegnati a Corrado Calabrò ( Premio in memoria di Luigi e Tere Cerutti) Milo De Angelis (Premio poesia edita) Micael Kruger ( Premio alla carriera); un momento vibrante con Corrado Calabrò che ci ha regalato la lettura della poesia dal titolo: chiamata non risposta, applausi a scena aperta per tutti.

    Anche quest’anno il Cetonaverde Poesia ha ispirato i giovani animi, ha riunito a Cetona grandi scrittori e poeti, ci ha fatto vivere momenti di autentica libertà intellettuale; in attesa quindi di vedere Piero Simon Ostan tra i grandi nelle prossime edizioni del Cetonaverde Poesia ringraziamo la splendida organizzazione di Mariella Cerutti e Cetona tutta.

    http://www.cetonaverdepoesia.it

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