Fernanda Romagnoli (1916-1986)

“[…] credo che Fernanda sia stata schiantata dalla sua dolorosa capacità di gioia in una vita povera di eventi esteriori ma agitata da grandi tempeste interne, che poco o niente dovettero apparire all’esterno, se non nella mediazione dei versi […]”

(Donatella Bisutti, IntroduzioneIl tredicesimo invitato di Fernanda Romagnoli, Libri Scheiwiller, 2003).

 

IL TREDICESIMO INVITATO

Grazie – ma qui che aspetto?
Io qui non mi trovo. Io fra voi
sto come il tredicesimo invitato,
per cui viene aggiunto un panchetto
e mangia nel piatto scompagnato.
E fra tutti che parlano – lui ascolta.
Fra tante risa – cerca di sorridere.
Inetto, benché arda,
a sostenere quel peso di splendori,
si sente grato se alcuno casualmente
lo guarda. Quando in cuore
si smarrisce atterrito «Sto per piangere!»
E all’improvviso capisce
che siede un’ombra al suo posto:
che – entrando – lui è rimasto chiuso fuori.

*

FALSA IDENTITÀ

Prima o dopo qualcuno lo scopre:
io sono già morta
da viva. È di donna straniera
la faccia tra i capelli in giù sporta
che subito si ritira,
l’ombra che dietro le tende
s’aggira di sera,
il passo che viene alla porta
e non apre. Suo il canto
che intriga i vicini coprendo
i miei gridi sepolti. Qualcuno
prima o dopo lo scopre. Ma intanto…
Lei a proclamarsi non esita,
lei mostra il mio biglietto da visita.
Io nel buio, in catene, a un palmo
da voi di distanza, sul muro
graffio questa riga contorta:
testimonianza che mio
era il nome alla porta, ma il corpo
non ero io.

*

CONIUGALE

E affacciati guardano fluttuare
questa frangia di sera sui palazzi,
che di sprazzi vermigli ci colora –
polene di balcone
fianco a fianco per vizio coniugale:
che cosa, strenuamente,
resiste in noi – che cosa, più reale
di quello che tentammo
o che insieme sbagliammo dall’inizio,
sale dal fondo e annaspa nella mente
per attestare che è vera, che esiste,
ch’è nostra – come un figlio anche malvagio
è nostro – come la vita, anche se sanguina
chinandosi come quest’aria di mezza sera?

*

RAGAZZA

Che vuoi da me, ritratto, ardente viso,
pupilla come l’ape del mattino,
guancia che sottilmente sulla tempia
sfuma in sorriso? Mi torturi invano
col tuo splendore. Nulla che si compia
rimane intatto: a renderti divino
era l’attesa. E questo volto umano
che m’affronta ogni sera allo specchio,
ogni sera più nudo, prosciugato
sulle crepe dell’anima: io l’accetto.
Dunque perché il tuo palpito mi strazia?
Che vuoi da me, ritratto
di quand’ero ragazza?

*

TU SAPESSI

Tu, che senza sospetto mi sei amico,
non osare cercarmi. Tu sapessi.
Quest’amore che s’apre a tradimento
dentro di me – questo coltello a scatto,
affilato in cantine d’insonnia
e di vergogna, sepolto nel cuscino
a tormento dei sogni – cerca te.
M’inebrio al colpo che t’assalirebbe
all’altezza dell’anima. M’inebria
pensare come il volto
ti si farebbe pallido, e smarrita
l’onestà dello sguardo.
Chiaro sguardo – offuscato.
Animo – morsicato. Per mia colpa.
Tua Eva, divenuta, tuo serpente –
io – battezzata!

*

PUGNALE

Lancinante, presente alla coscienza,
all’unisono col risveglio,
in anticipo sulle ciglia,
fra costa e costa è qui:
mia piaga, mio tormento, mio pugnale.
Come respirerò. Come potrò
vestirmi, camminare.
Decidere che voglio e che non voglio.
M’aggrappo alla mia gruccia di pazienza.
Penso che il mio dolore a poco a poco
pungerà meno (e questo anche fa male,
ché con lui tutto il resto avrò perduto).
Penso: «Di ieri batte già più fioco:
nulla d’umano eternamente dura».
Poi di soppiatto s’alza la memoria
vibra una proditoria
botta all’impugnatura.

*

Fernanda Romagnoli, Il tredicesimo invitato e altre poesie, Libri Scheiwiller, 2003

 

4 comments

  1. Un piccolo omaggio ad una poetessa che amo profondamente.

    Il mio viaggio con la poesia di Fernanda Romagnoli è iniziato qui:
    http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/02/02/il-tredicesimo-invitato-di-fernanda-romagnoli/
    Ringrazio l’autore del post “galeotto”, Francesco Marotta (non lo ringrazierò mai abbastanza!), e Giovanni Nuscis per la sua bellissima recensione a “Il tredicesimo invitato”, che mi ha guidata nella lettura.
    s.

    Mi piace

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