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Ottiero Ottieri, Donnarumma all’assalto
Donnarumma all’assalto, ovvero il fallimento dello stato italiano di Sandro Abruzzese * Donnarumma all’assalto andrebbe letto su un’altura. Andrebbe bene l’altura di Caserta Vecchia, per esempio. A quel punto, però, magari insieme a La città distratta di Pascale. O andrebbe bene il Belvedere di Tramonti, per non dire delle pendici riarse dal fuoco degli incendi… Read more
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Gaia Giovagnoli, tre poesie
Gaia Giovagnoli, tre poesie * Chiedessero zampe di passero a premere sulle cinque del mattino o altri segni che restino chiari all’oblio chiedessero inchiostro volendo di questa mano scontata e imprecisa per quel divano stravolto e i piedi che si scalzano e il busto denudato dai lacci chiedessero l’azzardo impreciso delle labbra e il sale… Read more
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Ilaria Grasso, “In tagli ripidi” di A. Brusa
Nella sua ultima raccolta di poesie, dal titolo In tagli ripidi (nel corpo che abitiamo in punta), Alessando Brusa mostra il suo panorama esistenziale forse partendo dalla lezione di Whitman secondo il quale «ogni atomo che mi appartiene è come se rappresentasse anche te.» Se così non fosse, credo comunque che Brusa sia ben consapevole… Read more
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I poeti della domenica #194: Roberto Bolaño, Ho sognato
14 Ho sognato che stavo sognando, avevamo perso la rivo- luzione ancora prima di farla e decidevo di tornare a casa. Quando volevo mettermi a letto ci trovavo De Quincey che dormiva. Si svegli, don Tomás, gli dicevo, è quasi l’alba. deve andarsene. (Come se De Quincey fosse un vampiro.) Ma nessuno mi ascoltava e… Read more
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I poeti della domenica #193: Fabio Franzin, Onbre, Meduse
Onbre, Meduse Sen romài de ‘à dea memoria, voltàdhi. Ae nostre spàe passa figure, co’e só inpreste, ‘e só teste basse, onbre lente sora el ‘sfalto, poster che se mòve tremoeànti tel cimento dei muri. Chi ièrei? Còssa pénsei de ‘verne ‘assà co’e só fadhìghe sovrumane, i tanti sacrifici, ‘e triboeazhión? Chea onbra che passa,… Read more
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proSabato: Angelo Pellegrino, da ‘In Transiberiana’
proSabato: Angelo Pellegrino, «La Cina è un paese androgino» …La Cina è un paese androgino, una linea di demarcazione netta tra il maschile e il femminile è difficile per noi notarla. Poi, oggi, tutti in tuta o in divisa, è ancora più arduo. Su uno stesso marciapiede di Pechino ho visto donne che stendono lenzuoli… Read more
