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  • Gli Arcani maggiori #9: L’EREMITA

    Ventitidue carte, ventidue racconti. Per ventidue settimane pescheremo insieme qualcosa di diverso per tema, lunghezza e stile, ascoltando solo le carte. Buona lettura con L’Eremita, carta del raccoglimento. Prima di trasferirsi definitivamente vuole vedere l’isola. È una giornata di novembre, prende un traghetto quasi deserto sotto la pioggerellina, il mare è leggermente mosso da un… Read more

  • Anna Maria Bonfiglio, Di tanto vivere

      Anna Maria Bonfiglio, Di tanto vivere. Prefazione di Valentina Meloni, Caosfera Edizioni 2018 di vita discorremmo, dunque d’amore (amc)   Mi piace immaginare l’universo delle parole poetiche come esplosione di varietà di luoghi, conformazioni e specie: il riparo delle ‘stanze’, la policromia dei giardini, i confini e i varchi delle soglie, e ancora fonti,… Read more

  • Gjoko Zdraveski, Inediti

    Poesie inedite di Gjoko Zdraveski   è tranquillo anche quando non ci sei stamattina una gazza è arrivata in volo sul grande terrazzo e si è posata accanto al vaso di gerani rimasti sin dalla mia nonna non ho dormito di nuovo vorrei che mi insegnassi come si entra nel sogno di qualcuno e come… Read more

  • Emilia Barbato, Il rigo tra i rami di sambuco (rec. di C. Tosetti)

    Coraggio non è l’assenza di paura, dice Osho, in realtà è la “totale” presenza della paura, con il coraggio di affrontarla. Osho, Il coraggio, Edizioni Riza, 2003 Nella postfazione di Ivan Fedeli al libro Il rigo tra i rami del sambuco (Edizioni Pietre Vive, 2018), di Emilia Barbato, leggiamo: «Dicono che il sambuco nasconda in… Read more

  • I poeti della domenica #322: Mariangela Gualtieri, Sento il tuo disordine…

    Sento il tuo disordine e lo comparo al mio. C’è somiglianza. C’è lo stesso slabbro di ferite identiche. C’è tutta la voglia di un passo largo in una terra sgombra che non troviamo. Sento il tuo respiro schiacciato lo sento somigliante ti sento piano morire come me che non controllo l’accensione del sangue. Anch’io cerco… Read more

  • I poeti della domenica #321: Stefano D’Arrigo, Pregreca

      PREGRECA Gli altri migravano: per mari celesti, supini, su navi solari migravano nella eternità. I siciliani emigravano invece. Alle marine, nel fragore illune delle onde, per nuvole e dune a spirale di pallide ceneri di vulcani, alla radice del sale, discesi dall’alto al basso mondo, figurati sul piede dell’imbarco come per simbolo della meridionale… Read more