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proSabato: Gianni Rodari, Brif, bruf, braf
Due bambini, nella pace del cortile, giocavano a inventare una lingua speciale per poter parlare tra loro senza far capire nulla agli altri. …– Brif, braf, – disse il primo. …– Braf, brof, – rispose il secondo. E scoppiarono a ridere. Su un balcone del primo piano c’era un vecchio buon signore a leggere il… Read more
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proSabato: Gianni Rodari, Gli uomini di burro
…Giovannino Perdigiorno, gran viaggiatore e famoso esploratore, capitò una volta nel paese degli uomini di burro. A stare al sole si squagliavano, dovevano vivere sempre al fresco, e abitavano in una città dove al posto delle case c’erano tanti frigoriferi. Giovannino passava per le strade e li vedeva affacciati ai finestrini dei loro frigoriferi, con… Read more
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Lorenzo Pompeo, Rio de Janeiro e il modernismo brasiliano (1929-1945)
Rio de Janeiro si impose come centro di attrazione delle figure più importanti della scena letteraria brasiliana degli anni Trenta a partire dalla crisi del ’29, che in Brasile ebbe forti ripercussioni sul piano economico prima che su quello politico. Il crollo del prezzo del caffè, effetto del crack, mise in ginocchio un settore che… Read more
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Poesie di Elisa Irene Anastasi, da “Uscita dodiciventuno”
Luglio Mamma, alla fine di questo settimo mese dell’anno ti sono rinata accanto madre. Oggi non camminavi in fretta e ti avrei spiegato i movimenti, le pause metti un piede avanti e ancora l’altro. Per pudore abbiamo chiuso i nostri mondi da figlia ti sei confidata stretta all’avambraccio che ti reggeva. Uno scambio oltre… Read more
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Marco Onofrio, Le catene del sole
Marco Onofrio, Le catene del sole. Prefazione di Vittorio Maria De Bonis, Fusibilia libri 2019 Nella sua “opera mondo” Ulisse, nel capitolo Le mandrie del sole, James Joyce racconta del difficile parto della signora Purefoy, ovviamente il 16 giugno a Dublino, in ospedale, nel reparto di ostetricia. Lo fa, di volta di volta, ricorrendo alle… Read more
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Andrea Longega, “Atene (venìndo zo dal Licabéto)”. Tre poesie
Te fa strada i cardelini venìndo zo dal Licabéto… Atene che da in alto ti vedevi bianca e sterminada desso da novo se te mostra grigia, e sui muri tuta scrita oh, i mii amati marciapìe, róti da la forsa granda de le raìse! i treni sferaglianti che passa – meravégia! propio dentro l’agorà.… Read more
