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  • Solo 1500 n. 32 – Il verso del Vento

    SOLO 1500 N. 32 – Il verso del Vento ‎”Guardami e il tuo sguardo assente mi allontana la mente. Gelido inverno, gelido sonno, il mio sguardo perso e io che ho bisogno di te” . Provate a leggere questi versi, lasciate che vi attraversino, lasciate che il gelido inverno, ma soprattutto, il gelido sonno, diventino una… Read more

  • Un messaggio – altro- tra gli sfigati: di Silvia Rosa

    “Bisogna dare messaggi chiari ai nostri giovani. Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato”. Ok. Sì. In quanto “sfigata” e dunque con cognizione di causa, Egregio Dott. Martone, Le scrivo qualche pensiero, che tanto non leggerà mai, infatti lo scrivo a me stessa, più che altro, perché dopodomani mi laureo –… Read more

  • Fabiano Alborghetti – Supernova ed. L’arcolaio

      FABIANO ALBORGHETTI – SUPERNOVA -ED. L’ARCOLAIO – 2011 (collana: i nuovi gioielli)   “Il panico esplode, irradia / ti ferma: congelata sei ferma / in ascolto della paura // gli occhi fissi come i cervi / di notte, colpiti dai fari. / L’immagine è chiara: / ma il cervo accecato non vede / aspetta… Read more

  • Fuori di testo (n.3)

    Nel silenzio Voglio respirare lentamente il tuo profumo e non so se risvegliarti Ho dormito poco per sognarti all’improvviso e non ho sognato niente Esco per lasciarti libera di sopravvivere per dimenticarti e ritrovarti consapevole. Non vedi che mi arrendo non capisci che lasciandoti andare potrai desiderare riconquistarti e perderti perché non vedi che ti… Read more

  • Letizia Lanza su “Il cielo aperto del corpo”, di Fabia Ghenzovich

    Quando ho ricevuto in dono da Fabia la sua nuova raccolta poetica (Kolibris ed. 2011), la prima cosa che mi ha colpito è stato il titolo: mi è sembrato armonioso ma indubbiamente complesso, ossimorico, instaurando appunto un nesso tra realtà all’apparenza inconciliabili. Un titolo, cioè, che consapevolmente mette in cortocircuito macrocosmo e microcosmo; alto e… Read more

  • Paolo Gulfi – Ascensione

    Da una depredazione dell’essereda un compulsivo incitamento del non-essere è venuta la paura, come dalla mente che la elucubrava. Come sostanza indifferenziata, sostrato che la inferenza ha avuto origine la paura nelle origini di ogni cosa. Come vuoto a perdere per dare un vuoto inizio e traslata la fine, non come un cerchio, dall’infinito percorso… Read more