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I discorsi della lingua coi denti col tempo di stare disattenti dire. Dicendo e rompendo a strette braccia portò a casa la pappa del nonno un giardino politico e altri girasoli. Girò il suo discorso e cadde come corpo morto cade. Ingenuo di lunga strada con denti e…
Mirasoi Pori mirasoi, tegnudi su dal sol tut el zorno, cussì dreti e zai, e po’ co ‘l sol ve mola al scuro cussì gobi, storti e slambradi, parè ‘na compagnia de imbriaghi che pissa basso ciapadi al muro. Girasoli Poveri girasoli, tenuti su dal sole tutto il giorno, così dritti e gialli, e poi…
da Studi sulla vita del Testaccio I I ragazzi che nelle prime ore del pomeriggio scavalcano il muretto e scendono sulla scarpata, vengono da Piazza Testaccio, lungo una delle larghe vie cimiteriali, perpendicolari alla piazza. Non insieme, o in ordine; se partono uniti, in quei cento metri di strada trovano mille occasioni per dividersi, disperdersi.…
Poesia civile e familiare nei «Sesti / Gesti» di Fabio Franzin di Paolo Steffan L’ultima raccolta di Franzin, a quindici anni dal suo esordio poetico, ospita temi e stili che riassumono, in un grande coerente quadro, qualità e versatilità del suo lungo percorso. «Sii fina e popolare», dice Franzin alla poesia, dichiarandolo con versi altrui,…
di Pietro Russo Ultimo testamento It’s not time to make a change Just relax, take it easy You’re still young, that’s your fault There’s so much you have to know (Cat Stevens) “Quindi vi lasciamo questo conto alla rovescia di anno in anno, gli auguri, il brindisi a capodanno, un pugno di speranze contraddette dagli oroscopi…
Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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