da “A questa vertigine” (Italic) di Pietro Russo

di Pietro Russo

Russo Cover

Ultimo testamento

It’s not time to make a change
Just relax, take it easy
You’re still young, that’s your fault
There’s so much you have to know
(Cat Stevens)

“Quindi vi lasciamo questo conto alla rovescia
di anno in anno, gli auguri, il brindisi a capodanno,
un pugno di speranze contraddette dagli oroscopi
e che altro? Rimanete imbronciati
se volete, ve lo concediamo, siete e sempre sarete
i nostri bambini. Noi i padri, voi ciò che resta.”

.

***

Dice che sono io ieri, mi augura ogni bene
questo di sbieco uscito proprio adesso
in sordina. Quasi non lo riconoscevo.
Gli perdono il sudario del letto
e i muri, con il primo sole,
un collo uterino raschiato di fresco.
Avrò scordato anche questo. Con precisione,
come sempre. Come inseguire
la fuga delle mattonelle fino allo stipite
saltandone una a ogni passo. Facendo attenzione
a non pestare i bordi se possibile.

.

***

Contro ogni previsione
se tiene è per i chilometri del terzino
alla periferia della giocata, della lotta
mentre infuria sempre altrove, la diagonale
precisa e con i tempi calcolati
quando serve, poi su e giù lungo il margine
dicono a fluidificare ma occorre tutta la forza
per resistere alla tentazione di uscirne fuori,
abbandonare il dramma, la linea bianca
dritta che sembra un miraggio.

.

***

C’è una curva di parole prima del graffio
sulla faccia. Oppure cade tra la cattedra
e il primo banco. Il maquillage di domani, guardate,
cola già dagli angoli, impiastra le strade
e lo sprint a cronometro rotto del maratoneta
almeno questo, commovente e così patetico…
Non si muore a questa vertigine. La meta
per non sbagliare è stata strappata dagli occhi.

.

***

Con questa distanza
Con questa distanza, certo, è un’altra cosa
che un’idea sommaria oppure un nome
e neanche rotonde, balconi, apnee di cemento
se dicono Catania il profilo laggiù
a salire verso la montagna. Per fede
chiameremo questo madre e padre insieme
o ventre. E quando scende più lenta
la sera e non sono comignoli a fumare ma l’Etna
da lontano la chiameremo casa
comunque, per non dimenticare.

.

***

C’è stato, è vero, anche quell’attimo.
Un uomo o donna ha detto: posso.
Solamente questo. E
non si sono interrotti i cieli, e una luce
non ha tagliato il farsi prossimo dei volti,
lo scontro voluto, l’imbarazzo come il crollo
di ventidue anni, nell’abitacolo, solo per poco.
Solamente, è bastato
per fare più grande la penombra, ora, di là
della soglia d’aria tra i nostri corpi
e le schiene che si toccano, nel buio.

.

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