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Francesca Santucci, La casa e fuori Lietocolle/pordenonelegge.it, 2019 Viene in mente Beckett leggendo le poesie di Francesca Santucci de La casa e fuori (LietoColle/pordenonelegge.it, 2019); il teatro dello straniamento: è lo sguardo sulle cose, il quotidiano sradicato dall’abitudine, nei fotogrammi di un ralenti, sono le geometrie, è lo spazio che occupa il nostro corpo,…
In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e che lo accompagnerà nella memoria; il verso sarà soggettivato e anche…
Domenica al Pincio Sono sgombri i gradoni della banda,il leggio appena regge al vento.Le balie sorprese dalla pioggiaricoverano i pargoli sotto le capotes.Addio giuochi all’aria aperta!Solo il voyeur invita a spingerel’occhio nel suo cannocchiale:tre minuti, venticinque lire.Laggiù è tornato il sole.A mezzo miglio un signoreinfilza un’ulivaseduto davanti a Rosati,un mendicante batte una monetinasul parapetto…
Tu sarai poeta Nel giro breve di un giorno d’invernoEbbe fortuna e scherno.Piccole mani lo incoronaronoCon un serto di saliciNell’aula gelida del convento.Ma per poco la gloriaLo strinse sul sagratoSposo bambino al ventoChe brucia le arenarie.La luce cinse il mattinoCon un cerchio di fuoco.Compitava le rime al borbottioDella brace, la testa sui quaderniIn una…
Sonia Caporossi, Hypnerotomachia Ulixis, romanzo (Carteggi Letterari 2019) Estratto dal Capitolo Primo * Ho provato a giustificare le decisioni prese dal tribunale della mia terra natale, imposte sul mio capo come una condanna ineluttabile all’esilio più impietoso, ma non ho trovato risposta. Semplicemente, mi hanno detto che devo andare e io m’incamminerò. Sono condannato…
Davide Zizza, Piccolo taccuino occasionale, Edizioni Ensemble 2020 Nota di Anna Maria Curci Nel brusio dei giorni e nel silenzio che risuona nella notte, rimane desto chi sa che la povertà non è nel quotidiano, bensì, come ricorda Rilke nella prima delle Lettere a un giovane poeta, quella datata 17 febbraio 1903 («Se la sua…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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