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Di Annachiara Mezzanini La camera d’albergo è un tugurio, ma è rivestita di carta da parati floreale; fuori, nella capitale, il mese di febbraio sta per terminare tra gli scaffali di una libreria mai vista prima. La coperta è leggera, pizzica, e io mi ci sono gettata sopra senza nemmeno cenare. Il computer occupa…

Di Giulia Bocchio Se questa rubrica fosse una serie tv, quello di oggi sarebbe uno spin off, perché l’ospite è sì un professionista del mondo editoriale, ma è un freelance e non è legato direttamente al funzionamento di una casa editrice né alla coerenza di una collana: Antonio Russo De Vivo. Classe 1981, è…

Di Gabriele Doria Il corpo è una metafora William Kentridge Nel 1978 Michel Foucault pesca negli archivi del Ministero dell’Igiene Pubblica parigino le memorie di Herculine Barbin, ermafrodito francese dell’Ottocento, e le fa pubblicare con una sua introduzione. Herculine, detta Alexina, racconta della tenera amicizia sentimentale vissuta con “Sara”, figlia della direttrice del collegio…

Di Giulia Bocchio Il risultato di Results (Edizioni Prufrock spa), raccolta di Diego Bertelli Lenzoni che racchiude vent’anni di poesie e brevi prose, è un ingresso silenzioso nelle stanze del passato, nelle camere dei morti, all’interno delle quali ci sono solo gli armadi con dentro ancora i vecchi vestiti, da abbinare ormai solo ai…

Di Omar Suboh «Pensi al tuo nome, Cochiti, tuo padre ti chiamava Cochiti non Tichico, Cochiti che non è la stessa cosa di Tichico, il senso il suono cambia, come il tuo viaggio per esempio, oggi che è il ventinove aprile, oggi che parti per lasciare questa città gremita questa città ordinata segnata dai…

Di Elena Cirioni C’è una parola che descrive con insistenza il tempo che stiamo attraversando: crisi. Crisi climatica, politica, sociale. È una parola talmente usata da aver perso il suo peso originario, fino a diventare uno sfondo emotivo. Eppure, crisi non significa collasso, deriva dal greco krínein: separare, distinguere, decidere. Per i greci, in medicina,…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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