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proSabato: Andrea Camilleri, “Ho finito” (da “Conversazione su Tiresia”)
Continua a leggere: proSabato: Andrea Camilleri, “Ho finito” (da “Conversazione su Tiresia”)Ho finito Forse vi state chiedendo la vera ragione per la quale mi trovo qui. Ho trascorso questa mia vita ad inventarmi storie e personaggi, sono stato registra teatrale, televisivo, radiofonico, ho scritto più di cento libri, tradotto in tante lingue e di discreto successo. L’invenzione più felice è stata quella di un commissario. Da…
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proSabato, Gianni Rodari, La febbre mangina
Continua a leggere: proSabato, Gianni Rodari, La febbre manginaQuando la bambina è malata anche le sue bambole debbono ammalarsi per farle compagnia, il nonno le visita, prescrive le medicine del caso e fa loro moltissime iniezioni con una penna a sfera. – Questo bambino è malato, dottore. – Vediamo un po’. Eh sì, eh già. Mi pare che abbia una buona brontolite. –…
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proSabato: Milena Milani, Il romanzo di ognuno di noi
Continua a leggere: proSabato: Milena Milani, Il romanzo di ognuno di noiLa neve era un pretesto di racconto. Bastava fissare il suo candore, le ombre e le luci che giocavano lì sopra, o in mezzo gli alberi, nel bosco, dove i raggi del sole creavano strali lucenti, scintille che si rifrangevano. In piccoli spazi bianchi si affacciavano animali insoliti, anche quelli che d’inverno dovrebbero essere in…
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proSabato: Luigi Cecchi, L’apocalisse, ancora
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, L’apocalisse, ancoraL’apocalisse, ancora «Non mi abituerò mai a tutto questo.» Disse Helena mentre l’orizzonte si accendeva di una intensa luce bianca. Si voltò verso Valerio, per evitare di restare accecata dal bagliore. Valerio la stava già fissando, e i loro due sguardi si incrociarono ancora, come accadeva sempre, ogni volta che arrivavano le 18:39 del…
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proSabato: Amelia Rosselli, da Diario ottuso (1968)
Continua a leggere: proSabato: Amelia Rosselli, da Diario ottuso (1968)12/1/68 . Fogli superbi di disubbidienza: come lavare dal manto di grigio splendore quel suo odore così famigliare di benzina, di vino, di sperpero di seme? . Finì per cogliere l’occasione propizia per spaventare nel suo regno quest’uomo grigio e baffuto, d’una impropria volontà d’esser più di quel che sembrasse. Ho finito anche per…
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proSabato: Grazia Deledda, Il mago
Continua a leggere: proSabato: Grazia Deledda, Il magoVivevano in fondo al villaggio, uno dei più forti e pittoreschi villaggi delle montagne del Logudoro, anzi la loro casetta nera e piccina era proprio l’ultima, e guardava giù per le chine, coperte di ginestre e di lentischi a grandi macchie. Filando ritta sulla porta, Saveria vedeva il mare in lontananza, nell’estremo orizzonte, confuso col…
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proSabato: Gianni Rodari, Brif, bruf, braf
Continua a leggere: proSabato: Gianni Rodari, Brif, bruf, brafDue bambini, nella pace del cortile, giocavano a inventare una lingua speciale per poter parlare tra loro senza far capire nulla agli altri. …– Brif, braf, – disse il primo. …– Braf, brof, – rispose il secondo. E scoppiarono a ridere. Su un balcone del primo piano c’era un vecchio buon signore a leggere il…
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proSabato: Gianni Rodari, Gli uomini di burro
Continua a leggere: proSabato: Gianni Rodari, Gli uomini di burro…Giovannino Perdigiorno, gran viaggiatore e famoso esploratore, capitò una volta nel paese degli uomini di burro. A stare al sole si squagliavano, dovevano vivere sempre al fresco, e abitavano in una città dove al posto delle case c’erano tanti frigoriferi. Giovannino passava per le strade e li vedeva affacciati ai finestrini dei loro frigoriferi, con…
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proSabato: Alberto Moravia, L’incosciente
Continua a leggere: proSabato: Alberto Moravia, L’incosciente…Quando si agisce è segno che ci si aveva pensato prima: l’azione è come il verde di certe piante che spunta appena sopra la terra, ma provate a tirare e vedrete che radici profonde. Quanto ci avrò pensato a scrivere quella lettera? Sei mesi, poiché erano giusto sei mesi che quel signore si era…
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proSabato: Giovanni Comisso, Rimpianto del tempo
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Comisso, Rimpianto del tempo…Sono decisamente un conservatore. È stata per me una gioia memorabile, ritornando a Londra dopo parecchi anni, vedere che alla Stazione Vittoria mi aspettavano gli stessi tassì di allora; e fu lo stesso a Parigi con i conducenti invecchiati ingrassati al volante, che parevano essersi conformati alle dimensioni della piccola cabina. Provai anche gioia…