-
proSabato: Herta Müller, La lingua ladra
Continua a leggere: proSabato: Herta Müller, La lingua ladraNon mi fido della lingua. So bene, per esperienza personale, che essa, per farsi precisa, deve prendere sempre qualcosa che non le appartiene. Non so perché le immagini evocate dalla lingua siano così ladre, perché la similitudine più riuscita si appropri, con il furto, di qualità che non le spettano. La sorpresa nasce solo con…
-
proSabato: Sandro Penna, Un po’ di febbre
Continua a leggere: proSabato: Sandro Penna, Un po’ di febbreUn po’ di febbre . Da qualche giorno aveva un po’ di febbre. Anzi era certo che si trattasse di un morbo tubercolare. Sapeva, in breve, di dover morire. Però doveva farsi tagliare ugualmente i capelli, e la barba. Certo, aveva capito che anche chi sa di morire non può sfuggire alle cose di tutti.…
-
proSabato: Fabio Geda, La bellezza nonostante
Continua a leggere: proSabato: Fabio Geda, La bellezza nonostanteUna mattina di settembre sono entrato per la prima volta dentro quella che credevo sarebbe stata la mia sede di lavoro per alcuni anni a venire, forse per sempre: Scuola elementare Gramsci, c’era scritto fuori. Quando mi hanno visto entrare, spalancare la porta che dava sul cortile, dire buongiorno e salve e che piacere, camminare…
-
proSabato: Luigi Pirandello, Il pipistrello
Continua a leggere: proSabato: Luigi Pirandello, Il pipistrelloIl pipistrello Tutto bene. La commedia, niente di nuovo, che potesse irritare o frastornare gli spettatori. E congegnata con bell’industria d’effetti. Un gran prelato tra i personaggi, una rossa Eminenza che ospita in casa una cognata vedova e povera, di cui in gioventù, prima d’avviarsi per la carriera ecclesiastica, era stato innamorato. Una figliuola della…
-
proSabato: Giovanni Testori, da Il Fabbricone #55
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Testori, da Il Fabbricone #5555 Ormai l’ombra aveva vinto anche gli ultimi bagliori del tramonto e scivolando dal cielo s’era insediata, fonda e segreta, dappertutto. Il Carlo sollevò la bicicletta dalla siepe. Poi, fedele alla promessa di lasciarsi lì dove nessuno avrebbe potuto vederli, s’avvicinò alla Rina. “Allora a domani”, disse. “Qui. Alla stessa ora.” …
-
proSabato: Virginia Woolf, Il segno sul muro
Continua a leggere: proSabato: Virginia Woolf, Il segno sul muroproSabato: Virginia Woolf, Il segno sul muro 1917-1921 …Forse fu a metà gennaio di quest’anno che per la prima volta alzai gli occhi e notai il segno sul muro. Per fissare una data è necessario ricordare quello che si è visto. Così adesso penso al fuoco; al velo immobile di luce gialla sulla pagina del…
-
ProSabato: Voltaire, Piccola digressione
Continua a leggere: ProSabato: Voltaire, Piccola digressionePICCOLA DIGRESSIONE Agli inizi della fondazione dei “Quinze-Vingts”, si sa che erano tutti uguali, e che i loro affari si decidevano a maggioranza di voti. Distinguevano perfettamente al tatto la moneta di rame da quella d’argento; nessuno di loro scambiò mai del vino di Brie per del vino di Borgogna. Il loro odorato era più…
-
proSabato: Dino Buzzati, La giacca stregata
Continua a leggere: proSabato: Dino Buzzati, La giacca stregataLa giacca stregata Benché io apprezzi l’eleganza nel vestire, non bado, di solito, alla perfezione o meno con cui sono tagliati gli abiti dei miei simili. Una sera tuttavia, durante un ricevimento in una casa di Milano conobbi un uomo, dall’apparente età di quarant’anni, il quale letteralmente risplendeva per la bellezza, definitiva e pura,…
-
ProSabato: Nicola Gardini, Lo sconosciuto #2
Continua a leggere: ProSabato: Nicola Gardini, Lo sconosciuto #2Nicola Gardini, Lo sconosciuto Alla fine di agosto partii per New York. Volevo starmene lontano qualche settimana. Volevo starmene solo. Non telefonai a nessuno degli amici americani. La mattina andavo in giro, il pomeriggio me ne stavo nella mia adorata casa a leggere. Visitai Ground Zero. In quei tre anni non avevo ancora trovato il coraggio…
-
ProSabato: Nicola Gardini, Lo sconosciuto #1
Continua a leggere: ProSabato: Nicola Gardini, Lo sconosciuto #1Nicola Gardini, Lo sconosciuto La psicologa del centro diurno I Gabbiani sottopose il papà all’interrogatorio classico – con cui qualunque neurologo o psicologo accerta lo stato di un malato di Alzheimer. «Signor Bruno, che lavoro faceva?». «Il panettiere». Mia madre saltò su: «Il panettiere finché sei stato in Germania, poi hai fatto l’operaio metalmeccanico». La psicologa…