proSabato: Herta Müller, La lingua ladra

mueller

Non mi fido della lingua. So bene, per esperienza personale, che essa, per farsi precisa, deve prendere sempre qualcosa che non le appartiene. Non so perché le immagini evocate dalla lingua siano così ladre, perché la similitudine più riuscita si appropri, con il furto, di qualità che non le spettano. La sorpresa nasce solo con l’invenzione e abbiamo continue prove che la vicinanza alla realtà inizia solo con la sorpresa inventata. Solo quando una percezione deruba l’altra, quando un oggetto si impossessa del materiale di un altro, per poi utilizzarlo – solo quando ciò che nel reale si esclude è diventato plausibile nella frase, la frase si può imporsi alla realtà come realtà autonoma, come realtà in un certo modo fattasi parola, ma valida in quanto parola.

Herta Müller
(dalla prima delle lezioni tenute a Zurigo nel 2007; traduzione di Anna Maria Curci)

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