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proSabato: Marco Innocenti, Contro il resto del mondo
Continua a leggere: proSabato: Marco Innocenti, Contro il resto del mondoSoldato di carta Sono nato siamese, attaccato a un altro francobollo, che a sua volta era attaccato a un francobollo e così via. Mi stamparono e dopo tre giorni mi mandarono a Firenze. Vivevo dentro il cassetto di una tabaccheria e sentivo le voci che provenivano da fuori. Chi voleva le sigarette, chi pagava il…
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proSabato: Agota Kristof, Non mangio più
Continua a leggere: proSabato: Agota Kristof, Non mangio piùAgota Kristof, Non mangio più ..È troppo tardi. Non mangio più. Rifiuto il pane e i nervi a pezzi. Come rifiuto il seno materno, offerto a tutti i nuovi arrivati nelle latterie del dolore. ..Non appena ho imparato a vivere mi hanno nutrito di mais e fagioli. ..A tutti i piatti sconosciuti, avevo eretto un…
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proSabato: Marguerite Duras, ‘Tra tutte le città’
Continua a leggere: proSabato: Marguerite Duras, ‘Tra tutte le città’proSabato: Marguerite Duras, Tra tutte le città Tra tutte le città amo proprio quelle, quelle che assomigliano a Sarzana, a Marina di Carrara, a Aden e a certe città della Corsica, Bonifacio, Pontevecchio, Tolone anche, città senza alberi (anche Firenze, la cosa più sorprendente è che a Firenze non c’è un albero), città dalle piazze…
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proSabato: Andrés Neuman, Le cose che non facciamo
Continua a leggere: proSabato: Andrés Neuman, Le cose che non facciamoproSabato: Andrés Neuman, Le cose che non facciamo LA MACCHINA PER TRADURRE POESIE Un poeta dei cosiddetti maggiori riceve una lettera con una poesia. È un mattino un po’ ventoso e la poesia è sua: una rivista gliel’ha tradotta in una lingua vicina. Il suo intuito linguistico gli suggerisce che la traduzione è pessima. Per…
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proSabato: Giovanni Papini, Le disgrazie del libro in Italia
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Papini, Le disgrazie del libro in ItaliaproSabato: Giovanni Papini, Le disgrazie del libro in Italia Quando un italiano, spinto da una inconsueta e incoercibile voglia, desidera legger un libro, ricorre a uno dei modi seguenti: 1) Lo chiede in omaggio, con un pretesto qualunque, all’editore. 2) Lo chiede in grazioso dono all’autore. 3) Cerca di farselo regalare da qualcuno che l’abbia…
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proSabato: Reiner Kunze, Clown, muratore o poeta
Continua a leggere: proSabato: Reiner Kunze, Clown, muratore o poetaClown, muratore o poeta Ammetto di aver detto: piatto da dolce. E, quando mio figlio mi ha chiesto se doveva mettere tutta la torta nel piatto, ammetto anche di aver risposto: tutta. E non contesto che la torta prendeva tre quarti del piano del tavolo da cucina. Ma non è logico aspettarsi da un ragazzo…
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proSabato: Anna Seghers, La gita delle ragazze morte
Continua a leggere: proSabato: Anna Seghers, La gita delle ragazze morte«No, da molto più lontano. Dall’Europa». L’uomo mi guardò sorridendo, come se gli avessi risposto: «Dalla luna». Era il padrone della pulqueria all’uscita del villaggio. Si allontanò dal tavolo e, poggiato immobile alla parete, cominciò a studiarmi con lo sguardo come se cercasse tracce della mia fantastica provenienza. Di colpo anche a me parve una…
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proSabato: Massimo Zamboni, Andata
Continua a leggere: proSabato: Massimo Zamboni, AndataAndata Massimo Zamboni A coloro che trovano, senza cercare Prima di compiersi, una storia galleggia in un’atmosfera vaporosa che la precede e ne sagoma la potenzialità. A volte – non sempre – incrocia un lampo. Quello è il momento in cui si avvia il racconto. Questa storia galleggia in un tema incantato, il viaggio…
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proSabato: Luigi Malerba, La scoperta dell’alfabeto
Continua a leggere: proSabato: Luigi Malerba, La scoperta dell’alfabetoLuigi Malerba, La scoperta dell’alfabeto Al tramonto Ambanelli smetteva di lavorare e andava a sedersi davanti a casa con il figlio del padrone perché voleva imparare a leggere e scrivere. “Cominciamo dall’alfabeto”, disse il ragazzo che aveva undici anni. “Cominciamo dall’alfabeto”. “Prima di tutto c’è A”. “A”, disse paziente Ambanelli. “Poi c’è B”. “Perché prima…
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proSabato: Gian Ruggero Manzoni, La voce #1
Continua a leggere: proSabato: Gian Ruggero Manzoni, La voce #11 La voce, dal profondo, sussurrò: “Lo sai chi sono?” L’ufficiale si guardò attorno. Nella trincea era solo. La neve, caduta durante la notte, aveva riempito quasi tutto lo scavo e, dietro e avanti, ogni affronto del terreno, le asperità, le costruzioni degli uomini, i sacchi pieni di terra nera, gli insulti creati per difendersi…