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PoEstate Silva #29: Fabrizio Bregoli, Da “Zero al quoto”
Continua a leggere: PoEstate Silva #29: Fabrizio Bregoli, Da “Zero al quoto”Ostello degli inguaribili Scartocciò foglia a foglia quel granturco come fosse la pergamena attorta d’una profezia, lo macinò chicco a chicco fino ad estrarne indenne la preziosa filigrana, l’essenza a colma maturità di quel sole. Questa la sua sapienza, il catechismo paziente della terra per anni a fendere zolle, strappare loglio e gramigne, scrutare il…
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PoEstate Silva #28: Luca Comoretto, da “Sternel”
Continua a leggere: PoEstate Silva #28: Luca Comoretto, da “Sternel”Quei dela mé età i sta lì, che i par neanca piombi. I discóre, pò i bée ‘n póco de vin e i deṡmentega o, pèṡo, i deventa òmeni sól cól fià e ‘l baṡo dela bala. Alóra sì che i parla volentiéri par ṡmagràr él tempo, tra ‘no sguardo anoià e l’altro, de…
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PoEstate Silva #27: Biagio Cepollaro, da “Al centro dell’inverno”
Continua a leggere: PoEstate Silva #27: Biagio Cepollaro, da “Al centro dell’inverno”da Tra i due lembi della notte il corpo sfoglia i decenni come fa per i petali della margherita ciò che sembrava il tempo lungo di una vita si conferma ora un battito di ciglia: prodigiosa è questa capacità della specie di ricordare e trasmettere. miracolosa è questa sua capacità di bellezza nel cuore di…
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PoEstate Silva #26: François Nédel Atèrre, tre inediti
Continua a leggere: PoEstate Silva #26: François Nédel Atèrre, tre ineditiA sera – il tempo nostro sfatto, andato – sarò l’odore delle sedie, il sole caduto sul terrazzo, il legno chiaro del tavolo da pranzo. Tutte cose lasciate senza colpa a qualcun altro, tagliole senza denti, dove il grano maturo si fa paglia, fondo al nido. Che strana fissità, sopra il terreno hanno…
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PoEstate Silva #25: Arundhathi Subramaniam, da “A una poesia non ancora nata”
Continua a leggere: PoEstate Silva #25: Arundhathi Subramaniam, da “A una poesia non ancora nata”For a Poem, Still Unborn Over tea we wonder why we write poetry. Ten people read it, anyway. Three are committed in advance to disliking it. Three feel a vague pang but have leaking taps and traffic jams to think about. Two like it and wouldn’t mind telling you so, but don’t know how.…
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PoEstate Silva #23: Lorenzo Pataro, da “Bruciare la sete”
Continua a leggere: PoEstate Silva #23: Lorenzo Pataro, da “Bruciare la sete”Icaro Un giorno di questi voleremo via come stormi di uccelli impauriti dai temporali. E se il sole brucerà le nostre ali, cadremo in mari senza fondali stringendoci le mani, liberandoci dai mali. Cassandra D’ora in poi prima d’ogni mia fatale catastrofe come Cassandra tu prevedimi sempre coi tuoi profetici baci. Perché se c’è…
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PoEstate Silva #21: Paolo Castronuovo, poesie da “L’insonnia dei corpi”
Continua a leggere: PoEstate Silva #21: Paolo Castronuovo, poesie da “L’insonnia dei corpi”L’insonnia è una foglia di borragine che plana nella gola e provoca apnea in un corpo impotente di letture, porno e televisione uno zombie si muove lungo le vie del bagno a distillare la vescica fino all’ultimo tremito si scosta le mutande dal perineo, fa zapping o con la luce pinza scrive su un…
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PoEstate Silva #19: Lorenzo Mandalis, Tre poesie inedite
Continua a leggere: PoEstate Silva #19: Lorenzo Mandalis, Tre poesie inediteSABATO ALL’IKEA I Nessuno di noi due credeva d’essere nel mezzo del cammino della vita. La selva però c’era. E noi ce la ritrovammo davanti come un imprevisto. Non come le solite strade che eravamo abituati a percorrere fianco a fianco lungo il mare coi piedi affondati nelle conchiglie e isole lontane che ci osservavano…
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PoEstate Silva #17: Maria Allo, da “La terra che rimane”
Continua a leggere: PoEstate Silva #17: Maria Allo, da “La terra che rimane”Niente dura per la vita – mi dicesti – con rauca voce ma con tutta la grazia della fede che sostiene. Così da allora non ho bisogno di capire. Non sai cosa vuol dire avere un dolore misurato palpebre chiuse alla luce del mattino a poco a poco abbandonata al tempo per un lavoro…
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PoEstate Silva #16: Lucrezia Lenzi, da ‘Di morte e altre incombenze’
Continua a leggere: PoEstate Silva #16: Lucrezia Lenzi, da ‘Di morte e altre incombenze’Ripenso spesso al tuo sguardo ancestrale che riempiva di virgole le mie parole e di silenzi la pineta all’imbrunire quando le caviglie coperte lasciano spazio ai buchi neri dell’anima. . Sedevo lesta accanto ai tulipani sgualciti sul tuo divano in organza tinta di blu ed ero ladra gentile delle tue macchinose attenzioni. Ho sempre…