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‘Le assaggiatrici’ di Rosella Postorino (nota di lettura di Patrizia Grassetto)
Continua a leggere: ‘Le assaggiatrici’ di Rosella Postorino (nota di lettura di Patrizia Grassetto)Rosella Postorino, Le assaggiatrici, Milano, Feltrinelli, 2018, € 14,00 Di questo libro incuriosisce, da subito, il titolo e l’origine della storia narrata da cui molti sono stati incuriositi. Infatti l’autrice trae spunto da una vicenda vera del nostro passato recente – un passato che non possiamo dimenticare – e da cui inizierà poi un percorso…
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I poeti della domenica #250: Eugenio Montale, Il sogno del prigioniero
Continua a leggere: I poeti della domenica #250: Eugenio Montale, Il sogno del prigionieroIl sogno del prigioniero Alba e notti qui variano per pochi segni. Il zigzag degli storni sui battifredi nei giorni di battaglia, mie sole ali, un filo d’aria polare, l’occhio del capoguardia dallo spioncino, crac di noci schiacciate, un oleoso sfrigolìo dalle cave, girarrosti veri o supposti – ma la paglia è oro, la lanterna…
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I poeti della domenica #249: Eugenio Montale, Notizie dall’Amiata
Continua a leggere: I poeti della domenica #249: Eugenio Montale, Notizie dall’AmiataNotizie dall’Amiata Il fuoco d’artifizio del maltempo sarà murmure d’arnie a tarda sera. La stanza ha travature tarlate ed un sentore di meloni penetra dall’assito. Le fumate morbide che risalgono la valle d’elfi e di funghi fino al cono diafano della cima m’intorbidano i vetri, e ti scrivo da qui, da questo tavolo remoto,…
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Giorgio Galli, Le morti felici
Continua a leggere: Giorgio Galli, Le morti feliciChe non si possa fare un bilancio se non a compimento è una realtà di buon senso. Mi è sempre piaciuto pensare all’impossibilità di aggiungere non come a un’interruzione, ma come a una sorta di non perfettibilità raggiunta. Così vorrei imparare a vedere anche la morte: come una libreria ormai talmente stipata che non…
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Una poesia per la sera: Mario Luzi, In due
Continua a leggere: Una poesia per la sera: Mario Luzi, In dueIn due «Aiutami» e si copre con le mani il viso tirato, roso da una gelosia senile, che non muove a pietà come vorrebbe ma a sgomento e a orrore. «Solo tu puoi farlo» insistono di là da quello schermo le sue labbra dure e secche, compresse dalle palme, farfugliando. Non trovo risposta, la guardo…
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I poeti della domenica #248: Mario Luzi, Non tra i bambini…
Continua a leggere: I poeti della domenica #248: Mario Luzi, Non tra i bambini…Non tra i bambini – con loro. Con loro e come loro – . pacifici ai piedi della loro crescita, all’ombra della loro statura prossima: . …
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I poeti della domenica #247: Mario Luzi, Nell’imminenza dei quarant’anni
Continua a leggere: I poeti della domenica #247: Mario Luzi, Nell’imminenza dei quarant’anniNell’imminenza dei quarant’anni. Il pensiero m’insegue in questo borgo cupo ove corre un vento d’altipiano e il tuffo del rondone taglia il filo sottile in lontananza dei monti. Sono tra poco quarant’anni d’ansia, d’uggia, d’ilarità improvvise, rapide com’è rapida a marzo la ventata che sparge luce e pioggia, son gli indugi, lo strappo a mani…
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proSabato: Giovanni Comisso, ‘Riposo su una collina’
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Comisso, ‘Riposo su una collina’proSabato: Giovanni Comisso, Riposo su una collina Mi piaceva una breve spianata tra piccole colline. Asciutta e raramente erbosa, pavimentata da detriti di roccia, aveva per sfondo l’alta parete di un monte vicino, tutta costruita di stratificazioni sovrapposte le une alle altre, contorte e chiazzate di rossastro. Solitaria e tiepida come un sacrato di campagna,…
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proSabato: Carmelo Bene, Ofelia
Continua a leggere: proSabato: Carmelo Bene, OfeliaOfelia Ofelia (così la diremo la collegiale che mi si presenta) chiude a due tre mandate un baule-armadio da viaggio per cui è entrata e, circospetta, spiega tremante un foglio e vi si specchia-legge. Lilì, che in tutto per lei temporale di flash, scena vuota è la sua cameretta – in più e…
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proSabato: Alberto Moravia, Il pagliaccio
Continua a leggere: proSabato: Alberto Moravia, Il pagliaccioIl pagliaccio Quell’inverno, tanto per non lasciar intentato alcun mestiere, presi a girare per i ristoranti suonando la chitarra a un mio compagno che cantava. Il compagno si chiamava Milone, anche soprannominato il professore per via che un tempo aveva insegnato la ginnastica svedese. Era un omaccione sui cinquanta, non proprio grasso ma inquadrato, con…