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proSabato: Amelia Rosselli, da Diario ottuso (1968)
Continua a leggere: proSabato: Amelia Rosselli, da Diario ottuso (1968)12/1/68 . Fogli superbi di disubbidienza: come lavare dal manto di grigio splendore quel suo odore così famigliare di benzina, di vino, di sperpero di seme? . Finì per cogliere l’occasione propizia per spaventare nel suo regno quest’uomo grigio e baffuto, d’una impropria volontà d’esser più di quel che sembrasse. Ho finito anche per…
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I poeti della domenica #368: Vivian Lamarque, Sta dietro ai vetri
Continua a leggere: I poeti della domenica #368: Vivian Lamarque, Sta dietro ai vetriSta dietro ai vetri Sta dietro ai vetri un po’ più del normale intendo i vetri di casa se fossero vetrine allora sì direste che è normale. da Il tuo posto vuoto, ora in Poesie 1972-2002, Oscar Mondadori 2002
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I poeti della domenica #367: Umberto Fiori, Mattino
Continua a leggere: I poeti della domenica #367: Umberto Fiori, MattinoMattino Luccica un vetro – e un prato, più in alto – in un palazzo là in fondo. Sul mio terrazzo sento che sole e casa e mondo e sguardo mi guardano da dietro. da Esempi [1992], ora in Poesie 1986-2014, Oscar Mondadori 2014
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proSabato: Grazia Deledda, Il mago
Continua a leggere: proSabato: Grazia Deledda, Il magoVivevano in fondo al villaggio, uno dei più forti e pittoreschi villaggi delle montagne del Logudoro, anzi la loro casetta nera e piccina era proprio l’ultima, e guardava giù per le chine, coperte di ginestre e di lentischi a grandi macchie. Filando ritta sulla porta, Saveria vedeva il mare in lontananza, nell’estremo orizzonte, confuso col…
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Enzo Campi, Uno sguardo su “Hypnerotomachia Ulixis” di Sonia Caporossi
Continua a leggere: Enzo Campi, Uno sguardo su “Hypnerotomachia Ulixis” di Sonia CaporossiEnzo Campi La coscienza e il desiderio. Ulisse e l’idea del viaggio Uno sguardo su Hypnerotomachia Ulixis di Sonia Caporossi (Prefazione di Anna Maria Curci, Carteggi Letterari, 2019) Hypnerotomachia Ulixis è un testo che pretende, anche e soprattutto, una lettura ad alta voce. E non solo, non basta una semplice dizione, il testo pretende un…
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proSabato: Gianni Rodari, Brif, bruf, braf
Continua a leggere: proSabato: Gianni Rodari, Brif, bruf, brafDue bambini, nella pace del cortile, giocavano a inventare una lingua speciale per poter parlare tra loro senza far capire nulla agli altri. …– Brif, braf, – disse il primo. …– Braf, brof, – rispose il secondo. E scoppiarono a ridere. Su un balcone del primo piano c’era un vecchio buon signore a leggere il…
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proSabato: Gianni Rodari, Gli uomini di burro
Continua a leggere: proSabato: Gianni Rodari, Gli uomini di burro…Giovannino Perdigiorno, gran viaggiatore e famoso esploratore, capitò una volta nel paese degli uomini di burro. A stare al sole si squagliavano, dovevano vivere sempre al fresco, e abitavano in una città dove al posto delle case c’erano tanti frigoriferi. Giovannino passava per le strade e li vedeva affacciati ai finestrini dei loro frigoriferi, con…
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Marco Onofrio, Le catene del sole
Continua a leggere: Marco Onofrio, Le catene del soleMarco Onofrio, Le catene del sole. Prefazione di Vittorio Maria De Bonis, Fusibilia libri 2019 Nella sua “opera mondo” Ulisse, nel capitolo Le mandrie del sole, James Joyce racconta del difficile parto della signora Purefoy, ovviamente il 16 giugno a Dublino, in ospedale, nel reparto di ostetricia. Lo fa, di volta di volta, ricorrendo alle…
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I poeti della domenica #364: Maria Occhipinti, Ogni fiore quand’è il tempo
Continua a leggere: I poeti della domenica #364: Maria Occhipinti, Ogni fiore quand’è il tempoOgni fiore quand’è il tempo apre il suo boccio e dà il suo profumo a chi lo vuole. Si aprì il mio cuore, palpitò e tremò nella sua purezza. Ma tu volgesti lo sguardo altrove. All’interno dell’articolo di Giuseppe Marchiori, All’insegna del rettangolo d’oro, in «Terraferma. Lettere e arti», Anno II, n. 2,…
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I poeti della domenica #363: Vincenzo Cardarelli, Non basta morire
Continua a leggere: I poeti della domenica #363: Vincenzo Cardarelli, Non basta morireHanno i defunti un tempo ulteriore nei cimiteri. Vi compiono adorni di fiori e d’illusioni, per diventare presto della città silente comuni abitatori. Ma una pietà indistinta li consola anche allora che, privi d’ogni cura, esposti ad ogni ingiuria, trapassati da troppo lungo evo, di lor neglette sepolture ornate con gusto d’altri tempi, s’avviano…