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I poeti della domenica #372: Luciana Frezza, Bisenso
Continua a leggere: I poeti della domenica #372: Luciana Frezza, BisensoBISENSO Il rogo ardente di Mosè era quasi certamente un pozzo di petrolio il petrolio è il prelievo dai buchi dell’anima per farne poesia il petrolio è pericolo il petrolio è vicinissimo a Dio da un capo della storia ora dall’altro. da Agenda [1994], ora in Comunione col fuoco. Opera poetica, EIR, 2013, p. 498
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I poeti della domenica #371: Luciana Frezza, Una poesia
Continua a leggere: I poeti della domenica #371: Luciana Frezza, Una poesiaUna poesia Una poesia è un pensiero trovato come un fungo mangereccio sotto le foglie fradice; è la notte che imbianca il mandorlo difronte al davanzale o affastella la neve sui rami e le ringhiere, è la passeggiata in cui fummo più felici – nel gelo o in riva al mare, il ricordo che meno…
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proSabato: Milena Milani, Il romanzo di ognuno di noi
Continua a leggere: proSabato: Milena Milani, Il romanzo di ognuno di noiLa neve era un pretesto di racconto. Bastava fissare il suo candore, le ombre e le luci che giocavano lì sopra, o in mezzo gli alberi, nel bosco, dove i raggi del sole creavano strali lucenti, scintille che si rifrangevano. In piccoli spazi bianchi si affacciavano animali insoliti, anche quelli che d’inverno dovrebbero essere in…
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Simone Consorti, Tre poesie inedite
Continua a leggere: Simone Consorti, Tre poesie inediteSchiele Se fossi uno scrittore lascerei ogni pagina bianca per poterla dipingere cancellerei qualsiasi sillaba anche la più scolorita e me ne resterei a guardare questa ragazza invisibile avvicinarsi e prendere forma orma dopo orma Se fossi uno scrittore non le chiederei il nome e non le farei fare cose tipo l’odio o l’amore…
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Poesie di Alexander Shurbanov tradotte da Francesco Tomada
Continua a leggere: Poesie di Alexander Shurbanov tradotte da Francesco TomadaLA LATTAIA DI VERMEER Le braccia – forti, pulite – sono scoperte sino ai gomiti. Una mano sostiene da sotto il bricco in terracotta, l’altra lo tiene saldamente da sopra, piegandolo appena sopra una ciotola posta sul tavolo fra una pagnotta sferica in un canestro e un’anfora rigonfia. Un sottile rivolo di latte si…
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I poeti della domenica #370: Rocco Scotellaro, Carità del mio paese?
Continua a leggere: I poeti della domenica #370: Rocco Scotellaro, Carità del mio paese?Carità del mio paese? Da questo poggio, le viti ancora ci soverchiano e grappoli e fronde, risentiremo il subbuglio del paese soffiare dalle trombe delle case. Alle finestre illuminate corrono le tristi campane delle chiese. E d’alti uccelli neri gorgogliare. Battono colpi nelle mascalcie. L’allarme del primo gallo alla Badia. Dalle fosse supini con noi…
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I poeti della domenica #369: Rocco Scotellaro, Suonano mattutino
Continua a leggere: I poeti della domenica #369: Rocco Scotellaro, Suonano mattutinoSuonano mattutino La processione è cominciata già nella notte. Vedo la fila dei mietitori toccano la stessa l’unica rimasta in cima alla strada tortuosa. Nel mio viottolo lungo budello i ferri dei muli sulle selci suonano mattutino. (1948) da È fatto giorno (1940-1953), Arnoldo Mondadori Editore, 1954
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proSabato: Luigi Cecchi, L’apocalisse, ancora
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, L’apocalisse, ancoraL’apocalisse, ancora «Non mi abituerò mai a tutto questo.» Disse Helena mentre l’orizzonte si accendeva di una intensa luce bianca. Si voltò verso Valerio, per evitare di restare accecata dal bagliore. Valerio la stava già fissando, e i loro due sguardi si incrociarono ancora, come accadeva sempre, ogni volta che arrivavano le 18:39 del…
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proSabato: Amelia Rosselli, da Diario ottuso (1968)
Continua a leggere: proSabato: Amelia Rosselli, da Diario ottuso (1968)12/1/68 . Fogli superbi di disubbidienza: come lavare dal manto di grigio splendore quel suo odore così famigliare di benzina, di vino, di sperpero di seme? . Finì per cogliere l’occasione propizia per spaventare nel suo regno quest’uomo grigio e baffuto, d’una impropria volontà d’esser più di quel che sembrasse. Ho finito anche per…
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Ostri ritmi #24: Peter Semolič
Continua a leggere: Ostri ritmi #24: Peter SemoličLuksemburški park Florentinske zgradbe temnijo. Luči se prižigajo. Piščali čuvajev preglasijo pogovor o mrtvem Panu in deviški nimfi. Zaman se klasicistični vrt upira naraščanju entropije. Sena prinaša mouchettes in melanholijo. V leseno klop mlad par vreže srce. Kot zmerom te večer vrne Arkadiji in napisu na Dafnisovem grobu. Noisy-le-Sec/Ljubljana, maj 1996/februar 1997 . Un parco…