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I. Domenica hai dormito dalle due alle sei di pomeriggio mercoledì ti sei azzuffato con altri pazienti di notte sabato ti tremavano così tanto le mani che non riuscivi a stringere la sigaretta martedì sei caduto inciampando sulla soglia di una porta oggi ho firmato il permesso perché di sera ti leghino al letto è…
Da un po’ sei una forma soltanto: un cerchio che gira e richiude Resto verticale scalza sulla porta del bagno Tendo un filo da me al soffitto intercetto una mosca che taglia il disegno in un volo orizzontale perfetto penso alla strana croce d’aria e trinità che è il soffitto la mosca ed io…
Che non si possa fare un bilancio se non a compimento è una realtà di buon senso. Mi è sempre piaciuto pensare all’impossibilità di aggiungere non come a un’interruzione, ma come a una sorta di non perfettibilità raggiunta. Così vorrei imparare a vedere anche la morte: come una libreria ormai talmente stipata che non…
Espiazione Pantaloni taglia 40 non ho più pelle, solo squame scalza sull’erba, sul cemento Lividi che non so mai da dove come per chi cade continuamente Chissà cos’è il sentire lieve, forse è questo vento estivo mentre scrivo seduta alla finestra, più silenzio di quanto ce ne sia fuori grata a quel lume che regge…
Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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