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«Nel mondo come era quando avevo otto anni tutti morivano, chi prima e chi dopo. Adesso nessuno è sicuro neanche di questo.» In La Carne il tempo è un meccanismo che si muove a seconda delle interazioni tra un reale e un possibile. Esiste il mondo che era presente quando il protagonista aveva 8 anni…
«Sotto Atene c’è un bar. Tre, quattro livelli sotto il livello del mare, senza vie di fuga, senza vie di contatto, senza corridoi che ti portino qui, senza un percorso che lo colleghi al resto della città. Questa è l’altra profondità, quella che galleggia tra respiri e pentimenti». Poco importa sapere chi lo frequenta, chi…
Di che amore vibraogni fibradella notte spentasono qui a filare la telad’un arazzoche non m’appartiene. Stagna e riseccacome foglia che scrocchiaquesta animastancad’una rete ormaistretta. Impetuoso si avvinghiadolenteil passato qui sfiorail presentenello sprazzo fugaceè un ricordoche si sgretola in tempilontani.Libertà,scavami fin dentrole ossae metti radici. Madre Liberam’hai fattadi seguire le mie stradem’hai…
La poesia di Anna Maria Carpi è una poesia che non desidera essere né classica, né perfetta e nemmeno leale. A morte Talleyrand dunque, a morte le buone maniere, le impressioni patinate, le illusioni che raccontano gli altri, baldanzosi, pretendendo di illuminare le coscienze altrui con l’intento di instillare in realtà un’ombra o un…
*le idee come esuli in tempi di guardianima qui è sparare a raffica all’orizzonte tra le croci e le rose l’io superstiteentro le mura del cuore qualche mito utile sporadiche razioni di luce e del restonon vedere – poco importa – fuori è rovo di un altrove tu che mormoriil vuoto non esiste rampicando…
Tutto è traduzione. Per George Steiner (1975: 45) ogni atto di comunicazione – parlare, gesticolare, leggere, ascoltare, guardare, e una lunga lista di simili azioni – implica un processo di decodifica, e quindi interpretazione e traduzione, anche quando l’atto comunicativo avviene all’interno della stessa lingua. Abbracciando una prospettiva ancor più inclusiva, Octavio Paz (1992/1971: 152)…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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