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La fabbrica dei ricordi: Francesco Terracciano, MCM Oèdipus 2021 MCM è sia un acronimo sia una cifra; indica sia il logo di una vecchia fabbrica, Manifatture Cotoniere Meridionali, sia il Novecento espresso in numeri romani. È un titolo dunque che designa il tempo e lo spazio in cui si svolge la vicenda. Ma se la…
Stefano ModeoInediti Nota di Fabrizio Bajec Il Sud di Stefano Modeo somiglia tanto a quello che mi descrivevano i fuorisede all’università, o ancora prima, i ragazzi delle medie che avevano lasciato Taranto. Luoghi invivibili (mi assicuravano): un misto di degrado, solitudine e calore atroce. “Nulla si salva fuorché il mare. Almeno quello…”. Nelle poesie di…
Poesie tratte da Quello che non so di me, Interno Poesia 2021 1 Per non dimenticarmi lascio cadereun ago di pino in un solco.Lo faccio apparire nei miei occhi.Le labbra benedicono la terra appena nata.I pensieri che si uniscono per scriverela forma esatta della prossima neve.Per non dimenticarmi chiedo perdono,curo le cicatrici sulle mani.Mi…
“Il sabato tedesco”, rubrica da me curata per Poetarum Silva, prende il nome da un racconto di Vittorio Sereni e si propone di raccogliere riflessioni, conversazioni, traduzioni intorno a testi letterari. La puntata di oggi propone una poesia che Karoline von Günderrode dedica a di Novalis. (Anna Maria Curci) Novalis, agli sguardi tuoi sacri…
Giuseppe Castrillo, Recisioni e suture Taccuino del trito sentire Aletti Editore 2021 Epico sentire «L’uso di sé si fonda sul distacco da sé. A venir utilizzata è un’esistenza con cui non sempre ci si immedesima, che talvolta sembra un abito fuori misura» riflette il filosofo Paolo Virno, in esergo, insieme a un’altra riflessione di Jean…
Niccolò Nisivoccia, Quasi una cosmologia Prefazione di Vittorio Lingiardi InternoLibri, 2021 È il silenzio: il vuoto del bianco che si allarga tra un frammento e l’altro, intanto che, di pagina in pagina, la stessa idea si rifrange ogni volta mutata, suggerendo altri punti di vista, suggestioni, dubbi, così che quelli che sembrano, a prima vista,…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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