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L’arancia sanguinella Mentre l’estate esala gli ultimi respiri nella pineta, dalla buccia che tagli sprizza nelle nari un succo non voluto, amarognolo, rossastro, speziato. Poi una salva di tuoni senza lo scroscio s’abbatte, incupisce la boscaglia e fra i tronchi e gli aghi oscurità avvolge la nostra improvvisata stanza. Nella tua mano appare come…
Éric Chevillard, Sine die. Cronaca del confinamentoPrehistorica editore, 2020 Allora sì, inevitabilmente, tutti gli scrittori in attività tengono un diario del confinamento. Argomento obbligato. Argomento unico. Non ci opprimete. È scrivendo che produciamo i nostri anticorpi. In questi giorni dai colori ambigui e variabili come gli ingredienti di uno Spritz in cui ci si…
La poetica della “doppia vista” La mia riflessione su alcuni aspetti e alcuni momenti di poetica leopardiana prende spunto dal seguente pensiero dello Zibaldone: «All’uomo sensibile e immaginoso, che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo ed immaginando, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi. Egli vedrà cogli occhi…

E io non sono un’assassina. In realtà sono una sopravvissuta. Sono sopravvissuta alle offese con la parola che inizia per “n” quando ero alle elementari. Sono sopravvissuta agli abusi sessuali di mio zio quando avevo undici anni. Sono sopravvissuta alla perdita del mio primo amore, Eve, per la paura di essere gay. Poi alla morte…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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