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“Abbiamo ormai imparato tutta l’arte di restare”: Il sonno sia clemente – Fili di-versi, Daniela Puddu

È difficile abituarsi all’addio, non si è mai del tutto preparati. Con l’immaginazione si vorrebbe fermare il tempo, così pure con le parole. Daniela Puddu prova a farlo ne Il sonno sia clemente – Fili di- versi (De Ferrari): trenta componimenti che sono un esercizio di restanza in cui voce e silenzio, pazienza e cedimento si intrecciano di continuo. Scrive nella prefazione al libro Maria Rosaria Valentini: “Nel sonno, più che altrove, gli affetti rivelano vigore” e lo fanno – aggiungerei – con tenerezza, quasi in un bisbiglio. Con una poesia sussurrata, a tratti lunare, l’autrice fa i conti con l’attesa e con l’assenza. Una poesia “a cuore scalzo” – come nel verso di Antonia Pozzi – che chiede clemenza ed è capace di concederla.

 

Di Annachiara Atzei


Il sonno sia clemente, chiedevo.
Una calma di sirene, un canto di morte, il preliminare di un addio.
Con le palpebre sentivo l’odore della terra,
una decalcomania della mente, una cartapesta
imbrigliata nell’imbroglio del sentire.
Lenta, pesante, volevo solo scomparire.

*

Le risate si fanno più forti e pesanti,
come neve a coprire i sassi.
Fumo, incenso e aria senza fuochi:
dormiva così, zingaro pronto a partire.
Ti porterò a Parigi un’altra volta, lo prometto.

*
Chiedevo solo alla pelle di rispondere.

Un moto del cuore e avrei taciuto
per sempre: “Cercavo ragione nelle foglie dell’inverno”.

*
Queste pareti di niente
ferite all’ombra di una meridiana,
restano vigili ai frantumi.

La luce feconda la crepa,
il suono si spezza a voce vuota nei coriandoli
che colano colore.

Basteranno premure chiuse in una mano,
un filo di fiato per sfuggire intatti
a questo girone di matti.

Ho la mia moneta in tasca
(non l’ho ancora consegnata).

*

Ruota la mia costellazione
dove non c’è più luna.
Taci, non fare domande.
Fino a chiudere gli occhi, fino al sì.

*
Non so più restare.
Metto una regola al mio ordine.
Il silenzio in fila ha il candore di un boato.

 


Daniela Puddu è nata in Sardegna e lavora nel settore del turismo. Ha esordito nel 2020 con la
raccolta di poesie Labirinto di stelle (NOR Edizioni). Con Il sonno sia clemente – Fili di-versi (De Ferrari, prefazione a cura di Maria Rosaria Valentini) ha vinto nel 2021 il premio internazionale “Casinò di Sanremo – Antonio Semeria” per la poesia inedita. Cura la pagina Instagram @cinquerighedistorie per divulgare la poesia e parlare di libri.

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