‘Gli scomparsi’: Céline (a cura di Edoardo Pisani)

Gli scomparsi sono i libri che non abbiamo mai saputo di voler ritrovare: libri dimenticati, libri fuori edizione, libri introvabili, libri mai tradottilibri trascuratiOgni settimana qualche brano da un libro“scomparso”, nella speranza che questo piccolo spazio nascosto possa contribuire a riesumarne qualcuno.

Edoardo Pisani

Le Muse, Jan Toorop

Il libro di oggi è Scandalo negli abissi, di Louis-Ferdinand Céline, uno dei suoi rari testi brevi, forse il più bello e di certo il più malinconico. Nettuno e Venere, sposati, regnano sul mare, ma Nettuno si innamora di una sirena, Pryntyl, che è tuttavia costretto a trasformare in donna e a respingere dal mare, scacciandola fra gli uomini. Riportiamo l’avventura di Pryntyl nel mondo degli uomini, fra puttane e magnaccia; la traduzione è di Ernesto Ferrero.


Che ne è stato in verità di Pryntyl?
Alle prime luci dell’alba è sbarcata furtivamente dalla sua conca su un molo deserto,
a Le Havre… la sua valigetta, il suo tailleur non la fanno proprio notare… se ne va per la strada lungo le vie… i negozi… È proprio carina e ben messa… Nulla sfugge a Victor che in quel momento se ne sta a scaldarsi al bar degli uccelli nei pressi del bacino Sud… Si sta facendo il primo cappuccino… Pryntyl passa davanti al bar alla ricerca di un alberghetto… è estremamente agitata… nervosa… smarrita… Che novità questa città di uomini!… Victor di mestiere fa il seduttore… distoglie le ragazze dalla retta via… vede in Pryntyl una preda ghiotta e facile… Si fa avanti e le offre i suoi servigi… Pryntyl è tutta spaventata… Poi rassicurata… Victor è uno che ti fa su di bello… conosce tutte le parole tranquillizzanti… i complimenti… e presto
le parole d’amore…
Victor presenta Pryntyl agli amici… tutta una ganga di canaglie tremende… scassinatori, teppisti, gargagnani temibili… Pryntyl, senza esperienza di umani, non ci vede in questi qui niente di sgradevole… Tutta felice al contrario di aver trovato così in fretta… una guida, un consigliere… un amico!… Gli uomini sono proprio simpatici e divertenti… Lei è allegra per natura… incantata, rapita da un’accoglienza così cordiale… I nuovi amici la portano in balera, al “Ballo delle Sbarbine”… Ancora più divertente… Pryntyl danza, ondeggia… eclissa fin dall’inizio tutte le altre ballerine… Canta persino divinamente… Che voce!… La festeggiano… l’applaudono… l’acclamano… Bis! Bis!… Ma Pryntyl vuol fare di più per i suoi amici… distribuisce regali tutt’intorno… a ciascuno una grossa perla… Tutti pensano che è uno scherzo… Victor non ama mica farsi prendere in giro… Comincia a seccarsi… ma Ben Azouf che frequenta anche lui le balere… gioielliere per signora, ha osservato tutta la scena, dalla sua postazione vicino al guardaroba… Ha valutato subito le perle… le studia… le dichiara “Oriente perfetto…”
Stupefazione della congrega!… Victor vuol subito riprendersi tutte le perle… distribuite alla leggera! Schiaffeggia Pryntyl per insegnarle a stare al mondo!… Vuol ragionare le altre canaglie… riprendergli le perle!… ma scoppia una tremenda baruffa!… La balera è sconvolta, terremotata, i vetri volano in pezzi, tutta la casa sobbalza sulle fondamenta, la terra trema da far spavento… al “Ballo delle Sbarbine” infuria la battaglia tra Victor, i suoi amici, i clienti e le ragazze dei marinai!… e presto gli agenti…
La povera Pryntyl cerca di trovare scampo sotto la scala… La prendono! la portano via con Victor… Al commissariato!… Al commissariato!… Interrogatorio! Là quel che racconta la povera Pryntyl non fa nemmeno ridere il commissario!… “Storie senza capo né coda”… Lei ha un bel parlare di Nettuno… del Palazzo delle Onde… Vuol prendere in giro il commissario?… sbottano gli agenti!… “In prigione!… In prigione!…” Lì canta le sue pene… le sue malinconie… con quella voce di sirena stanca… I secondini sono inteneriti… I prigionieri sono incantati…
Pryntyl esce di prigione… ma niente più perle!… All’uscita, l’attende Victor… con gli amici riconciliati… Tutti con un occhio blu… e Pryntyl lo stesso… È stata punita per bene… Così impara a comportarsi nella vita… Le perle sono state soffiate a poco prezzo… dal bravo Ben Azouf… che si squaglia prospero in pompa magna…
Victor presenta Pryntyl a degli altri amici… Ha dei progetti per lei… dei marinai… dei capitani… Adesso che Pryntyl è povera… niente più perle… niente più gioielli!… bisogna che lei se la sbrogli… che se la cavi con i suoi mezzi!… Victor unisce alle carezze qualche schiaffo tonificante… Pryntyl diventerà entraîneuse al “Ballo delle Sbarbine”… Ammaliante com’è per natura, riuscirà di sicuro… D’altra parte balla che è una meraviglia… Quale magia in ogni minimo gesto… in ogni minimo atteggiamento… Che gambe!… Che seno… tutta la balera è incantata… Victor scoppia dall’orgoglio… È il ras del bar… Guarda raggiante la sua cocca che spinge i
clienti a consumare… le fa da lontano segni di incoraggiamento… Povera Pryntyl!… Che mestiere! Gongola anche il gerente… Le bottiglie di champagne!… Che consumo!… Gli amici son gelosi!… le donne anche… Sempre la gelosia! dappertutto la gelosia!… al “Ballo delle Sbarbine” proprio come da Venere!… al Palazzo degli Abissi!…
La platea del “Ballo delle Sbarbine” vuole una canzone… il nero dell’orchestra è arrochito… una ballerina accenna un motivetto… poi un marinaio… niente di speciale… Pryntyl incoraggiata, spinta da Victor si decide a cantare anche lei… la voce si alza… la voce della sirena.. così soave… così accattivante… Di una bellezza irreale… si ferma tutto per ascoltarla… a da tutte le balere del viale accorrono i ballerini… si pigiano alle “Sbarbine” per ascoltare meglio quella voce prodigiosa… Presto tutta la città è lì… incantata, ammassata davanti al “Ballo delle Sbarbine”… i
tram si fermano… le auto anche… i cavalli… i cani… i gattini… i passerotti… i topi di fogna… tutto…
Alla fine a forza di setacciare le grandi vie marittime… gli ingressi dei grandi porti… di indagare senza tregua presso i gabbiani… le gavine… le lunghe file di sardine… le focene… i chiurli… le aragoste… la voce è arrivata lo stesso fino a Nettuno… in fondo al mare… delle avventure della piccola Pryntyl… dei suoi trionfi… delle sue sventure… dei postacci dove le avventure l’hanno trascinata… Altre notizie arrivano a Nettuno con i pesci spada messaggeri… notizie sempre più
inquietanti… “Oh, come tutta ’sta storia rischia di finir male! – si tortura il povero Nettuno! – dal momento che gli uomini si occupano con tanta passione della mia piccola Pryntyl così graziosa… così sbarazzina… in che stato me la rendono?”…
Venere è mica contenta per niente… adesso che si è trovata traccia di Pryntyl…
Gelosia risvegliata… Scene su scene!… – Ma non la massacreranno mica ’sto merluzzo! – scoppia Venere esasperata, davanti a tutto il popolo ittico! Scandalo!…

 

(Scandalo negli abissi, un libriccino ormai introvabile, ha ispirato anche una canzone di Vinicio Capossela, Pryntyl, una ballata leggera e incantata che forse non sarebbe
dispiaciuta allo stesso Céline).

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