Progetto Caratteri Im_mobili: quando l’analogico sfida la tradizione, (intervista a cura di Alessandra Trevisan)

Essere lucidi, scegliere una direzione e perseguire l’istinto creativo che elabora e adotta le spinte più varie: in questo il progetto Caratteri Im_mobili di Samuela Barbieri (poesia), Gabriele Bruzzolo (improvvisazione) e Paolo Celotto (elaborazione tipografica), uscito fisicamente per la tipografia filopoetica trevigiana Neldubbiostampo nel 2021, è il prodotto di un approccio analogico che sfida la tradizione. Proprio nella sua confezione di ‘più che libro d’artista’ aumenta infatti le possibilità di concezione dell’opera – plaquette – cui la poesia in taluni casi ci ha abituati da sempre e pure in anni recenti – attraverso una particolare attenzione alla co-creazione a tre voci, in cui appunto la musica e l’aspetto grafico del lavoro siano parte integrante e abbiano valore di un terzo ciascuno dell’intera opera. Il movimento del titolo – perfetto gioco di parole – produce una sincronicità che comunica e incanta, a testimoniare come il passato sia attivo e vivo nel presente: vengono in mente, certo in una formula diversa, le splendide edizioni poetiche de La Nuova Foglio degli anni settanta, ma anche la più recente collana di Nervi edizioni. Non di sole similitudini, tuttavia, vive Caratteri Im_mobili, che proprio con la specificità di presenza della musica improvvisata di Bruzzolo, fruibile grazie al QR Code inserito in ciascuna copia, fa sconfinare la fruizione, ne accresce l’ascolto e determina un aspetto dell’ultracontemporaneità di questo lavoro.

La poesia è scrittura, segno, gesto – l’idea di mobilità/immobilità del vostro nome –, certamente suono; il segno è grafico e può essere poetico; (in una certa misura) anche il suono può essere poetico. In che modo vivete la tridimensionalità del vostro lavoro, che mi verrebbe da definire ‘stereofonico’, nel senso etimologico del termine? E come diventa nel live dal vostro punto di vista (https://vimeo.com/598775025)?

Samuela Barbieri: Il progetto Caratteri Im_mobili è nato proprio come una fusione tra la parola scritta, il suo suono e la sua sostanza come segno significante. Una cosa, è chiaro, non può esistere senza l’altra, non può esserne scissa e ne moltiplica il suo valore proprio perché affiancata alle altre due. Durante la performance la parola/significato viene amplificata dal creativo musicale, che non è solo tappeto della voce, ma interviene attivamente, interrompe la lettura; la voce è un più e risulta solo un surrogato del segno/scrittura.
Gabriele Bruzzolo: Nel titolo abbiamo giocato sul senso di “mobile/immobile”, proprio perché abbiamo voluto fermare, sul foglio e sul CD, quello che avviene solitamente in maniera libera nelle performance dal vivo. Samuela gestisce i suoi testi e io le sonorità che li accompagnano in un dialogo in cui la parola ispira il suono e viceversa. In questo modo ogni nostro reading rimane unico. Samuela ed io ci conosciamo e frequentiamo da quando avevamo 11 anni, e da qualche anno abbiamo intrapreso questo nuovo progetto di reading/performance basato sui versi tratti dal suo libro Parole, presentandoci con il nome di Haiku Silent Room. Da tempo entrambi volevamo fare qualcosa con Paolo ed alla fine quando ci siamo trovati per pianificare il lavoro, abbiamo colto tutte le potenzialità dell’interazione delle nostre tre arti. Ci siamo confrontati e stimolati ad elaborare attraverso i singoli linguaggi il concetto di mobile/immobile. In Caratteri Im_mobili, inoltre, abbiamo voluto unire all’oggetto d’arte la sua fruibilità digitale. Abbiamo incluso un QR Code attraverso il quale è possibile scaricare la plaquette in PDF, la musica in vari formati audio, un video della lavorazione tipografica e i crediti. Quando si ha un po’ di tempo per sé, credo sia poetico poter fruire di Caratteri Im_mobili ovunque grazie al proprio smartphone.
Paolo Celotto: Samuela è stata la prima autrice della collana pagineotto con Quella piccola cosa blu, mentre con Gabriele c’era da tempo l’idea di portare la sua musica all’interno di un libretto. Inoltre Gabriele e Samuela già collaborano insieme per il loro progetto Haiku Silent Room dove i suoni di Gabriele interagiscono con i versi e la performance di Samuela. Il progetto Caratteri Im_mobili nasce come naturale evoluzione di questa tridimensionalità stereofonica, dove ognuno con la propria arte si fa complemento di quella dell’altro.

Mi pare che nei testi di Samuela Barbieri la scelta lessicale sia importante; è una poesia in cui immedesimarsi, e il senso del verbo “accogliere” («accolgo»), posto al primo verso del primo testo, apre completamente lo sguardo anche sulle ‘crepe’ delle immagini successive: «come bottiglia vuota/ tazza, pagina bianca»; «negli anfratti bui del mio corpo»; «Schegge di tempo frantumate» e altre. La rilevanza, anche della parola poetica, si riversa, mi pare di intuire, nella costruzione del rapporto tra parola-musica-prodotto tipografico. In che termini la parola poetica ‘accogliente’ lavora con le altre due arti, secondo ciascuno di voi? E come interagisce il sottovoce, quando portate dal vivo il progetto?

Samuela Barbieri: Quando ho scritto le mie poesie per il progetto Caratteri Im_mobili ho pensato già a come sarebbe stata la loro resa tipografica nel lavoro di Paolo, che sempre ha una soluzione inaspettata della mia scrittura, e come Gabriele avrebbe tradotto le mie parole: accoglienza per me è anche l’idea di riempire un vuoto non solo con le parole ma anche con segni e suoni. La musica di Gabriele ha il potere di riempire il mio vuoto e, soprattutto durante la performance, ne accolgo il suono come un dialogo con le mie parole, un ulteriore respiro.
Gabriele Bruzzolo: Pratico l’improvvisazione da più di vent’anni e la parola d’ordine è sicuramente “accogliere”: accogli il suono/parola dell’altro, accogli il senso del testo, accogli l’imprevisto, accogli il silenzio e accogli le vibrazioni che arrivano dal pubblico. E ne fai stimolo continuo per la tua creazione estemporanea, e così essa stessa viene accolta dagli altri come nuovo input generativo. Accolgo gli oggetti che producono suono (molti strumenti usati nella registrazione sono oggetti sonori costruiti dal geniale Massimo Olla) e accolgo – come un bambino e con stupore – le sonorità che ne vengono fuori.
Paolo Celotto: I rettangoli neri all’interno dell’impaginato sono il segno grafico che determina il ritmo e l’unione tra parola e musica, sono la deframmentazione visiva del suono che si interconnette ai caratteri che compongono le parole e i versi. I rettangoli sono la parte tipografica che dialoga con lo spazio/foglio e si rapporta, accogliendole, alle altre due arti.

La musica di Gabriele Bruzzolo, che è batterista e percussionista, è suonata in tempo reale in un’unica sessione. È un’improvvisazione raffinata, realizzata con strumenti analogici ed elettronici che viene inserita nella pubblicazione in un mini compact disc da 3”. Quale direzione ha preso la creazione sonora e che funzione ha in termini di realizzazione al presente? Dunque il tempo che valore ha, per voi, nel progetto?

Gabriele Bruzzolo: La mia idea è stata quella di creare una musica per il lettore di Caratteri Im_mobili, in modo da renderlo libero di muoversi nella lettura dei testi poetici all’interno dei venti minuti registrati, creando i presupposti per consentirgli la gestione del proprio personale reading, con le pause, le enfasi, i sussurri che ognuno di noi mette nella lettura tra sé di un testo, sia esso in versi o in prosa. Contrariamente a quanto succede quando portiamo dal vivo le poesie di Samuela, non siamo più noi due a dare il senso alle parole declamate con il suono che ne amplifica l’intensità, dettando ritmi, silenzi, movimenti. Questo gioca ancora una volta tra l’immobilità della registrazione e la mobilità di ogni lettura possibile. Il tempo, in questo lavoro e nei live che da qualche anno portiamo avanti, per me è la linea lungo la quale si sviluppa il ritmo delle mie sonorità, che lavorano per ciclicità anche asincrone, nelle quali porgo maggior attenzione ai timbri, alle atmosfere da essi creati – sorta di mantra sonoro –, lasciando tutta la potenzialità melodica alla parola pronunciata. È una linea tratteggiata, non continua, perché ha in sé il respiro mio e di Samuela.
Samuela Barbieri: Il mio tempo di creazione viene stravolto durante la performance dove, al posto della pausa riflessiva vi è una pausa curiosa nella quale attendo senza sapere bene quale sarà la direzione che verrà presa: tutto varia a seconda della nostra emozione, del pubblico, del luogo. Ci sono state date nelle quali il tempo è corso velocissimo e altre che sono sembrate infinite.
Paolo Celotto: Ogni passaggio dal progetto alla composizione, dalla stampa alla rilegatura richiede un tempo fatto di silenzio e concentrazione. Il tempo nella realizzazione di un prodotto tipografico artigianale è l’elemento che permette di essere trasportato in quell’altrove, come ben descriveva l’editore Josef Weiss, dove l’estraniazione dalla realtà consumistica diventa un immergersi nel contenuto e nel fare.

Paolo Celotto nella sua tipografia

Caratteri Im_mobili, esce nella collana Pagineotto P08 per la tipografia filopoetica trevigiana Neldubbiostampo; Paolo Celotto il grafico e fondatore, ha curato composizione, stampa e rilegatura. Vorrei parlare di spazio, che in questo lavoro assume un ruolo di primo piano in ciascun aspetto, poiché appartiene e vive in ogni luogo. Vorrei partire dalla declinazione di spazio tipografico e grafico e verificare, secondo voi, come ciò incida sulla parola, sulla voce e sulla musica.

Paolo Celotto: La forma tipografica per essere stampata ha bisogno di spazi (i vuoti tra le parole), di interlinee (i vuoti tra i versi) e di margini (i vuoti tra i blocchi di testo) che sorreggono l’intera composizione tipografica. Quindi a differenza della progettazione grafica digitale, dove il bianco è un vuoto assente dove posso spostare con facilità tutti gli elementi, nella tipografia artigianale il bianco ha un valore forse maggiore rispetto all’elemento stampato perché è un pieno che va pensato, misurato e serrato. Lo spazio nella tipografia è il respiro nella lettura della poesia, è la pausa e il silenzio nella musica.
Samuela Barbieri: La lettura grafica che Paolo dà alle mie poesie è fondamentale: è lui a sceglierne il carattere, l’impaginazione, la posizione in cui porre le parole e come sistemarne gli spazi. Solo dopo la sua impaginazione mi sono resa conto che certe pause o virgole risultavano inutili.Paolo riesce a rendere le parole segno e, a volte, disegno. In questo modo viene sottolineato il senso della parola come contenitore di emozioni.
Gabriele Bruzzolo: Amo i libri, amo le sperimentazioni tipografiche delle avanguardie storiche. È stato subito amore a prima vista quando, nel 2014, ho conosciuto Paolo e la sua tipografia filopoetica. Lo spazio tipografico è uno spartito che aiuta la parola scritta a esprimersi, la veste di “carattere”, crea il ritmo e la danza dedicati alla nostra vista.

A cura di Alessandra Trevisan

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