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#Dantedì 2020. Due componimenti dalla “Vita nuova”

dalla 
Vita nuova

 

 

Ne li occhi porta la mia donna Amore,
.  per che si fa gentil ciò ch’ella mira;
.  ov’ella passa, ogn’om ver lei si gira,
.  e cui saluta fa tremar lo core,
.  sì che, bassando il viso, tutto smore,
.  e d’ogni suo difetto allor sospira:
.  fugge dinanzi a lei superbia ed ira.
.  Aiutatemi, donne, farle onore.
Ogne dolcezza, ogne pensero umile
.  nasce nel core a chi parlar la sente,
.  ond’è laudato chi prima la vide.
.  Quel ch’ella par quando un poco sorride,
.  non si pò dicer né tenere a mente,
.  sì è novo miracolo e gentile.

Color d’amore e di pietà sembianti
.  non preser mai così mirabilmente
.  viso di donna, per veder sovente
.  occhi gentili o dolorosi pianti,
.  come lo vostro, qualora davanti
.  vedetevi la mia labbia dolente;
.  sì che per voi mi ven cosa a la mente,
.  ch’io temo forte non lo cor sì schianti.
Eo non posso tener li occhi distrutti
.  che non reguardin voi spesse fiate,
.  per desiderio di pianger ch’elli hanno:
.  e voi crescete sì lor volontate,
.  cche de la voglia si consuman tutti;
.  ma lagrimar dinanzi a voi non sanno

 

 
Da Vita nuova, in Dante Alighieri, Opere minori, Volume I, Tomo I (Vita nuova. Rime), a cura di Domenico De Robertis e Gianfranco Contini, Ricciardi-Mondadori 1995, pp. 138-41, 222-24.

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