Poesie di Luca Bresciani da “Canzone del padre” (LietoColle 2018)

Amare è astronomia.

Orientare gli occhi
nell’infinito dei palazzi
ipotizzando a quale distanza
è ancora viva la tua finestra.

Galassie opposte
appese alla stessa legge
e sperare è vivere
con il diritto di esplodere.

***

Ci appartiene
lo stesso modo di camminare:
troppo veloce per restare
e troppo piano per fuggire.

La stessa fame
viene a divorarci le suole
e se ne va lasciandoci dritti
come alberi appena morti.

***

A mia madre piangevano le ossa.

Il volto le restava asciutto
ma il corpo si faceva più corto
per fuggire senza indietreggiare
vicino a un uomo fatto di rumore.

Io ero un pannello fonoassorbente
come quelli ai lati delle autostrade.

I nei allargarono i fianchi
diventando adesivi di rondini
e rimasi a reggere una primavera
che né odorava e né intiepidiva.

***

“Non la guardare nel viso
altrimenti prendi il malocchio”.

Dicevi questo di mia nonna
mentre giocavo sotto casa
illuminando con i pennarelli
le prime pietre dei miei anni.

Tu sembravi felice
nel vedermi fissare il marciapiede
ma al cielo basta un istante
e io so che evade per sempre.

***

Un padre pieno di elio
che mi sfuggiva dalla mano
e il braccio che restava ampio
guardandolo diventare minuscolo.

Solo gli alberi e i bambini
sanno morire spalancati.

***

Prima di dormire
io ascoltavo il tuo odore.

Era il racconto di un corpo
nato senza equilibrio
che crollava senza gridare
come un quadro dalla parete.

I figli sono gelosi
dei lividi dei padri
e per farsi male
si allenano a cadere.

***

Psichiatria è un reparto
che non conosce il silenzio.

È un bosco di cemento
dove si caccia tutto l’anno.

Tu avevi il collo dei cervi
dopo l’esplosione dei fucili
e nelle geometrie delle mattonelle
cercavi una croce per la tua carne.

Luca Bresciani (Pietrasanta, 1978) ha pubblicato le seguenti raccolte di versi: Lucertola(Edizioni del Leone, 2011), Modigliani (LietoColle, 2015), L’elaborazione del tutto (Interno Poesia, 2017). Sue poesie sono ospitate in diversi siti letterari, tra i quali Poetarum Silva, Atelier Poesia, Versante Ripido, Pioggia Obliqua e Interno Poesia.

3 comments

  1. Traccianti della vita, simili a fulmini improvvisi e poi l’esplodere acustico del tuono. Frasi fulminanti, dunque, incise a ferro e fuoco forse sull’ architrave d’un vecchio, artigianale camino. E familiare la pietra come quella grigia estratta in galleria al Cardoso. Così le persone, anche quelle più care il cui ricordo non passa mai in quanto reo d’ invadere l’imo della nostra mente pellegrina. Così per la vita, tutta; la nostra. Fin quando svanirà nell’oggettivo/soggettivo vapore, inesorabilmente traslato in un pugno di polvere ad accrescere la lattea via, madre nostra galassia.

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