ProSabato: Michele Mari, Io venía pien d’angoscia a rimirarti

9 febbraio 1813

Se il mio signor Padre sapesse che sono ormai alcune settimane ch’io vo disertando la Santissima Scrittura del Diodati per attendere a coteste carte, oh allora sì che sarei servito! Quanto alla signora Madre, nemmen oso pensare al tremendo castigo cui mi serberebbe, chè certo saprebbe scovarne uno buono de’ suoi! Ma in cotesta casa è sempre andato e sempre andrà che si debba vivere come sorvegliati da’ birri, e che non s’abbia pace neanche nel chiuso della propria stanza.
Tardergardo sta studiando in Biblioteca. Dover tener celati cotesti fogli anche a’suoi occhi è un affanno che si aggiunge al precedente, a tacer che osservarlo cosìun po’ da lungi, e secretamente (io che gli ho sempre aperto le porte del mio cuore, fidandomi seco non come a un fratello, ma come a un altro me stesso), m’equivale a carpirne la fede, e a far di me un terzo birro che s’aggiri per casa. Ma come svelargli il mio animo, senza distruggere lo scopo della mia osservazione? Se l’oggetto di questa non è altri che lui, e il suo comportamento sempre più strano da qualche tempo in qua? o infingere, simulando, e tradirlo, e rinunciare a giovargli, non se ne esce. Sento de’ passi. Addio.

10 febbraio

Profittando del colloqujo fra Tardegardo e Don Antonio, convocato per volontà della signora Madre, ho curiosato fra’ libri su cui, traendone sue fittissime note, mio fratello va studiando da diversi giorni. C’è da starne interdetti, tanto le materie son disparate: per quant’abbia provato a combinarli in tutte le guise per indovinare un piano di studj, sempre mi cozzan fra loro come tanti intrusi. Tardegardo, che è il metodo fatto individuo, e che gittandosi a capofitto in un argomento non lo abbandona prima di averne, dirò così, frugato tutte le interiora, va leggendo libri che pajon tolti dalle scansie alla rinfusa, senza riguardo alla Logica. Due d’essi provengono dalla Classe I. Teologia e Storia Sacra:

– Il Libro di Giobbe recato in verso toscano dal Marcolfini
– Tommaso da Celano, Legenda prima et legenda secunda (segnato con un cartiglio negli Scriptores vitae et rerum Sanctii Francisci)

uno dalla Classe II. Morale:
– Aristotele, De Anima

otto dalla Classe V. Astronomia:
– Keplero, Somnuim Lunaris
– Brahe. Historia coelestis
– La Lande, Astronomie t.II
– de Mairan, De l’influence des Comètes sur la révolution des Planètes
– Paolo Alessandrino, Eισαγωγη εις την αποτελεσματικην (ed. di Wittemberga, 1586)
– Dunthorne, New Tables of the Moon’s Motions
– Toaldo, Schedismata astronomica
– Saverien, Fables et légendes lunaires

quattordici dalla Classe VI. Scienze Naturali, così partiti:
quattro dal Gruppo 1. Fisica:
– Plinius, Naturalis Historia, tt.VIII-XIV
– Pluche, Spectacle de la Nature
– Eulero, Inquisitio physica in causam fluxus ac refluxus maris
– Bernouilli, Traité sur le Flux et Reflux de la mer

cinque dal Gruppo 4. Anatomia:
– Vesalius, De forma et struct. corp.hum. (ed. di Amsterdam)
– Sleidanus, Anatomicon
– Boole, Tract. Anat.Hum. (ed. di Lipsia)
– La Condamine, Anat. Comp.
– Audibert, Physiognomica

cinque dal Gruppo 5. Zoologia:
– Goguet, L’Advocat des Animaux
– Ulloa, Zoomorficon
– Rudbeek, Tract.Zool.,t.IV
– Papebroch, De affectionibus animantium
– Gaurico, La Galerìa de le Bestie, con l’incisioni del Crotti

uno dalla Classe VIII.Storia:
– Herschel, De Sapientia Chaldaeorum

sette dalla Classe IX.Umane Lettere:
– Ovidius, Metamorphoseon Libri
– Apuleius, Metamorphoseon Libri sive Asinus Aureus
 Esopo volgare
– Phaedrus, Fabulae
– Caro, Della natura delle cose (vers. Marchetti)
– de la Fontaine, Fables
– Swift, Gulliver’s Travels;

quattro infine (il Del Rio, il Della Porta, il Tartarotti e il Maffei) venivano dalla scansia delle cose magiche, che per l’indecisone del signor Padre, il quale non s’è mai risolto se assegnarle alla Morale o alle Scienze o alla Storia, fan Classe a sè.
V’avea altri libri ancora, ma avvertendo un romore provenir dallo scalone, credetti prudente l’escirmene. Son questi i bei frutti del nostro “Sistema di Educazione”, secondo non si stanca di ripetere il signor Padre! Sempre un trasalire, un troncare a mezzo i discorsi, un prestar orecchio di qua per scappare di là, un imaginar spie all’usci e dietro l’angoli e sospettar d’ogni cosa, finanche de’ ritratti degli Avi!

Michele Mari, Io venía pien d’angoscia a rimirarti, prima edizione Longanesi 1990; edizione di riferimento Einaudi 2016, pp. 5-9

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