Baldo Meo, poesie da ‘Conservazione della specie’

 

Qualcosa, a tratti, si va facendo
via via più chiaro –
a volte penso di poter dire
tranquillamente di essere seduto
accanto al silenzio.

*

Vento al mattino –
il fiore scomposto a terra
rimane un fiore.

*

PER L’INCONTRO

Purché ci sia una rosa
nel tuo piccolo giardino
nascosto tra le case,
purché si possa discorrere
con gentilezza confuciana
delle cose del mondo
e di ciò che ti mancava
quando eri lontana.

*

LE CASE VICINO ALLA FERROVIA
(Pensando ad Hopper)

Rosso cupo o giallastre riposano al sole
e di lato hanno un piccolo orto,
con piante da frutto e fiori,
contornato da reti arrugginite.

La madre controlla i panni stesi,
la bambina gira in triciclo,
il sole è quasi al tramonto.
Un’auto ha appena parcheggiato.

*

Non posso non considerare
quello che rivela stamattina
un po’ di sole che batte
sul legno del pavimento.

Avrei voluto esistere
come un tronco, un torrente, una spiga –
qualcosa di vivo, ma non pensante.

*

BAGAGLI

Avevo dolore per tutti e due
e tu fiducia da vendere.
Eppure la paura ha vinto entrambi.

*

NIENTE PIU’ GAROFANI

Sulla tua tomba ora cresce
la menta, il timo e il rosmarino –
sarebbe stato bello
cucinare ancora insieme.

*

UNA STORIA MIGLIORE

Il topo che muore in solitudine
non è meno leggiadro
della ragazza nuda sul letto
e della madre che solleva
da terra il bambino –
del passo di danza che il ciliegio
esegue al vento.
Tutto è nel tutto.
Così non andare a bussare alla porta
dei tuoi dubbi per chiedere aiuto.
E non domandare in giro
ai grandi ego di passaggio
quale notte stellata ci aspetti.
La semplicità governa il mondo intero.

.

© Baldo Meo, Conservazione della specie, a c. di M. Cucchi e R. Deidier, Stampa 2009, 2017, pp. 72, euro 11.00

Baldo Meo è nato a Roma nel 1957. Ha pubblicato le sue prime poesie su “Alfabeta” e “Paragone”. Per diversi anni ha collaborato a riviste e quotidiani, occupandosi di letteratura angloamericana e di poesia italiana. Nel 1993 è uscito il suo primo libro, Porte e finestre (Campanotto). Del 2003 è invece Parole su scale (Mobydick), finalista alla XVII edizione del Premio “Lorenzo Montano”. Alcune sue poesie sono apparse nel 2006 sull’“Almanacco dello specchio”, Mondadori. Nel 2010 esce Epifanio e altre meditazioni (LietoColle), con il quale l’anno successivo vince il Premio “Luciana Notari”. Il libro è anche finalista al Premio “Mauro Maconi”, sempre nel 2011.

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