Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 13: Formica

fonte sognipedia.it

 

FORMICA

Quando la si vede portare un pezzo di pane, grande il doppio del proprio corpo, ci si chiede se questo animale risparmiatore e operaio, non sia reincarnazione di un vecchio contadino dal naso rosso, buona forchetta e ancor più buon bicchiere di vino. In Walden − Vita nei boschi, Henry David Thoreau differenziava le formiche in rosse (repubblicane) e nere (imperialiste), le quali si danno battaglia; una battaglia che dura quattro pagine di libro. Ma la formica è anche esempio da seguire, saggezza estrema e grande senso del risparmio, è la mamma di tutti, quella che sa cosa fare per tirare avanti e non rischiare la fame improvvisamente, quella che pesca i prodotti più economici – non per questo inferiori – dalle mensole del droghiere, quella che accudisce e nutre i propri figli con la sua stessa carne.

Tuta blu del piccolo mondo, il grasso della fabbrica ha trasformato il blu in nero e la sua uniforme da lavoro è simbolo ancestrale della fatica del vivere. A quante formiche dovrebbe chiedere scusa un solo essere umano per averne uccise, anche involontariamente, a migliaia? Forse a tutte. In gruppo sono il quarto stato degli insetti, la resurrezione del marxismo, il pane caldo a cena; formiche alla riscossa, formiche senza sosta, apparecchiano il terreno di pane e lavoro, non oziano ma… negoziano, con la vita e i suoi stenti.

© Giuseppe Ceddia

 

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