Diramazioni urbane (Cortese, Della Posta, Ortore, Scarinci, Zanarella)

In copertina: Ponte sul Tevere, disegno di Luigi Simonetta

Davide Cortese, Fernando Della Posta, Michele Ortore, Viviana Scarinci, Michela Zanarella, Diramazioni urbane. A cura di Anna Maria Curci, Edizioni Cofine 2016

Diramazioni urbane è il titolo che ho scelto per questo volume che raccoglie testi inediti di cinque poeti nati tra il 1973 e il 1987. La ragione della scelta sta in un ulteriore dato che li accomuna, accanto a quello della vicinanza anagrafica: tutti e cinque risiedono a Roma, provenienti da luoghi di origine che abbracciano e oltrepassano la penisola – dal Veneto di Michela Zanarella a Lipari di Davide Cortese. Qui, con sensi e versi destati alla lezione di Seamus Heaney – «I began as a poet when my roots were crossed with my reading» («Ho cominciato ad esser poeta quando le mie radici si sono incrociate con le mie letture»)–,  Davide Cortese, Fernando Della Posta, Michele Ortore, Viviana Scarinci, Michela Zanarella hanno dato vita a un “innesto” felice, originale e diversificato,  tra radici e letture. Da qui, dall’Urbe, dalla città eterna ed effimera, superlativa nello splendore così come nello scialo, si diramano le loro composizioni poetiche e sconfinano con coraggio e destrezza, estendono i rami, allungano il passo, si soffermano su paesaggi geografici differenti, si cimentano con più linguaggi, ritornano e poi ripartono in un movimento che è ‘urbano’ anche nell’accezione di “civile”, permeato com’è da un umanesimo vissuto con attenzione e rispetto, dalla capacità di creare ponti tra epoche storiche e cronache locali, tra l’ancestrale e il ‘novissimo’. I versi di Davide Cortese navigano così tra miti e «canzoni antiche», approdano a Lisbona e a Venezia, volano a Bagdad, ballano in maschera a Dresda e percorrono le borgate romane insieme a Pasolini. Con Fernando Della Posta tocchiamo ancora le sponde di Venezia e, insieme, riscopriamo le contrade suburbane della gita fuori porta e i boschi lucani con i “matrimoni degli alberi” a raccogliere «figli sparpagliati per il mondo»; i suoi versi ci riconducono poi in città, in un centro sociale, a resistere allo smantellamento e a svelare la speranza e l’impegno: «perciò verranno altri sergenti del rigore, / ma opporremo le nostre barricate. / Le faremo con quello che sappiamo fare: / accumulare scarto ed operoso / costruire, scarcerare viole e graminacee». Con sostanziosi (vissuti, sì) esercizi di stile, Michele Ortore ci trasporta dalla Prospettiva Nevski de L’alba dentro l’imbrunire, con mete attese, vette, meditazioni, con  «il carmelo di domande», ai condomini in città scoppiettanti di allegri e serissimi “epichilogrammi”: «Fermati,  non lo vedi che stanno smontando l’eternit- / à?». Viviana Scarinci plana sulle declinazioni dell’amore, «bestia cronica», in versi lunghi distende supposizioni, dipana periodi ipotetici: «Se l’amore fosse tutto occhi e gli occhi fossero due bambini / litigiosi fino voltarsi le spalle, sarebbe la cecità». Tra rievocazioni e inseguimenti, Michela Zanarella prosegue e invita a proseguire un cammino alternativo alla liquidazione distratta, invoca la vocazione: –  «Chiamami a tornare / in quelle strade di grano / per farmi specchio ancora una volta / di quei colori spesso fraintesi  / in una nebbia che non ascolta.» e indica la sua scelta: «Ho scelto di andare / senza lasciare incompiuti i miei sogni / senza pensare che mi saresti mancato / come quando da bambina t’inseguivo / per le scale». Prestiamo ascolto – è il mio invito – a queste Diramazioni urbane.

©Anna Maria Curci

***

Davide Cortese

A Pier Paolo Pasolini

Nell’iride tua
è un dio ragazzo
che bacia nel buio dei cinema
e ruba ai morti
il fiore per l’amata viva.
Nell’iride tua
freme una notte di borgata
in cui angeli si sporcano
seppellendo un peccato.
Esulta nell’iride tua
una rondine sottratta alla morte.
È salva, ti vola e splende.

*

Fernando Della Posta

La gita fuori porta

Nelle contrade perdute dove il papavero bacia
la bocca del leone e il cardo esplode come fuoco
e buca le nuvole, e dove gli ulivi striano d’argento
il cielo più azzurro che c’è,
lì ci si spinge quando il senno sta per rovinare
giù dal piedistallo fino a terra nelle città
insofferenti e d’asfissia dalle cui terrazze non si vola
e gli altri tetti come sbarre impiombano
lo sguardo. Facce distese e pasciute di ore lente
a sfiancarsi guardano comprensive, altre si girano
dall’altra parte, ma qui la luce illumina rugosità
dimenticate. Ascoltare:
ascoltare lo scroscio di cascate che non si vedono
dall’alto della gola. Erodere: erodere il contrafforte
con la discesa al baratro fino al bagno che cancella
sudori mistici e vertigini. Incontrare i folli
di queste vastità: ascoltarne i fatti, parteciparne i riti.
Dimenticare i sunti dei sentieri più battuti.
Riequilibrare la bilancia.

*

Michele Ortore

L’alba dentro l’imbrunire

Hai vissuto un carmelo di domande,
cercato l’accordo nello studio,
visto il biancheggiare nell’ottica del mare;
tu sei stato meditazione, aperto al passato,
radicato presente, futuro in concime.
Quando la morte di cui pensi di sapere
finalmente parla la tua lingua e ti sorprende
non nei contenuti, ma nel movimento della labbra,
consonanti arrotondate, il veloce velo palatino,
i dettagli del finire: tu non hai paura.

Quell’altro crede, con iattanza dice “Io lo so, la morte non esiste”.
Tu rispondi: “Speriamo”.

Lezione numero uno.

*

Viviana Scarinci

L’amore è una bestia cronica

1.
Se l’amore fosse tutto occhi e gli occhi fossero due bambini
litigiosi fino voltarsi le spalle, sarebbe la cecità
Il colore che li comprende smetterebbe l’agitazione
prosciugato nella secca di una forra, un botro profondissimo
scavato dal ricordo dell’acqua Se gli occhi fossero due bambini
nello spavento notturno non sarebbero due spille spiaggiate
che appuntano ferite alla luna ma la sagoma offesa di un relitto
Se gli occhi si svestissero sarebbe due fantocci che celiano il firmamento
E se l’amore fosse uno sguardo sarebbero un ragazzo che non vuole niente

*

Michela Zanarella

In lontananza

Ci pensi a quel tempo che abbiamo stretto
mano nella mano
senza stupirci se io inciampavo
dietro ai tuoi passi grandi di padre.
Sono passati gli anni
e di allora ricordo
che mi spaventava la tua assenza.
Ti cercavo come si cerca l’aria
come quando la luna scompare
e non rimane che un margine di luce
addosso alla notte.
Lo so, la vita ti insegna presto
a capire le distanze
e a sfiorare l’ombra di un volto di spalle
confondendo il tono del cielo
con un silenzio che prega il ritorno.
Ho scelto di andare
senza lasciare incompiuti i miei sogni
senza pensare che mi saresti mancato
come quando da bambina t’inseguivo
per le scale
e oggi ti parlo da donna
che conosce a memoria le tue rughe
e che ti chiama con la mente
a respirarmi in lontananza.

Davide Cortese è nato nell’ isola di Lipari nel 1974  e vive a Roma. Nel 1998 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, ES (Edas, Messina), alla quale sono seguite Babylon Guest House (Libroitaliano, Ragusa, 2004), Storie del bimbo ciliegia (un’autoproduzione del 2008), ANUDA (Aletti Editore, Roma, 2011. In versione e.book per LaRecherche.it nel 2014), OSSARIO (Arduino Sacco Editore, Roma, 2012), MADREPERLA (LietoColle, Como, 2013) e Lettere da Eldorado (Progetto Cultura, Roma, 2016). I suoi versi sono inclusi in molte antologie, nel libro fotografico Magia di Eduardo Fiorito (Lepisma) e in numerose riviste cartacee e on line, tra cui “Poeti e Poesia.  Insieme a Roberto Raieli e Stefano Amorese ha pubblicato il libro di poesie “In moto senza casco” (LaRecherche.it), che ha illustrato con 34 suoi disegni. Le poesie di Davide Cortese  nel 2004 sono state protagoniste del “Poetry Arcade” di Post Alley, a Seattle. Il poeta eoliano, che ha recentemente ricevuto in Campidoglio il Premio Internazionale “Don Luigi Di Liegro” per la Poesia, è anche autore  di due  raccolte  di racconti: Ikebana degli attimi  ((L’Autore Libri, Firenze, 2005) e Nuova Oz (EscaMontage, Roma, 2016),  del romanzo Tattoo Motel (Lepisma Edizioni, Roma, 2014) e di un cortometraggio, Mahara (2004), che è stato premiato dal Maestro Ettore Scola alla prima edizione di EOLIE IN VIDEO e all’EscaMontage Film Festival  nel 2013.

Fernando Della Posta è  nato nel 1984 a Pontecorvo in provincia di Frosinone e lavora nel settore informatico tra Roma e Milano. Tra i tanti riconoscimenti ottenuti nel 2016 si classifica al primo posto al concorso “Stratificazioni: arte-fatti contemporanei” legato al festival Bologna in Lettere nella sezione B poesia a tema libero, ottiene una menzione al XXX premio Montano per la silloge inedita e ottiene il secondo posto nella poesia inedita al premio letterario “L’albero di Rose” di Accettura in provincia di Matera. Numerosi sono i suoi interventi critici e le sue sillogi reperibili su diversi blog letterari come Neobar, di cui è redattore, Words Social Forum, Viadellebelledonne, Poetarum Silva e Il Giardino dei Poeti. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di poesie L’anno, la notte, il viaggio per Progetto Cultura e nel 2015 Gli aloni del vapore d’Inverno per Divinafollia Edizioni. Il suo blog personale è www.versisfusi.wordpress.com.

Michele Ortore è nato a San Benedetto del Tronto nel 1987. Sta frequentando un dottorato in Storia della lingua italiana all’Università per Stranieri di Siena. Ha pubblicato la raccolta di poesie Buonanotte occhi di Elsa (Vydia, 2014) e la monografia La lingua della divulgazione astronomica oggi (Fabrizio Serra Editore, 2014). Le sue poesie sono apparse nelle antologie di premi nazionali, fra cui Poesia di strada e Il lago verde, e su diverse riviste e lit-blog (Argo, Nuovi Argomenti, La poesia e lo spirito, Poetarum silva; sul quotidiano La Stampa a cura di Maurizio Cucchi). Con la plaquette Corde nel vuoto è stato finalista del concorso Opera Prima di Poesia 2.0. Nel duo Eccessivamente lirici, insieme al pianista Gianluca Angelici, legge i suoi testi a Roma e nelle Marche. Ha collaborato con gli speciali sulla lingua italiana del portale Treccani.it, con l’INVALSI e con Mondadori Education (nel settore lessicografico e per la grammatica scolastica L’italiano. Gli italiani). È giornalista pubblicista e ha scritto di teatro e poesia per Atelier, Krapp’s Last Post e i Quaderni del Teatro di Roma.

Viviana Scarinci è stata due volte vincitrice del Premio Lorenzo Montano (nel 2014 sez. raccolta inedita e nel 2016 sez. una poesia inedita). Vince inoltre il Grinzane Cavour, per la sezione Scrivere i Colori. È  autrice per ARK Records dell’opera in due atti La favola di Lilith con musiche di Edo Notarloberti e traduzione di Natalia Nebel e della raccolta poetica Piccole estensioni edita da Anterem. Curatrice de L’isola di Kesselring per Apeiron e dell’edizione italiana di “Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte” di Aino Suhola per Iguana Editrice. Per la saggistica è autrice di un ebook monografico su Elena Ferrante edito da Doppiozero. Ha scritto tra gli altri per Nuovi Argomenti, Nazione Indiana, Leggendaria, Doppiozero, Poetarum Silva, Il Segnale. Si occupa del fondo librario di poesia di Morlupo. È  ideatrice del progetto Morlupo Città della Poesia. https://vivianascarinci.com/.

Michela Zanarella è nata a Cittadella (PD) nel 1980, è cresciuta a Campo San Martino (PD), dal 2007 vive e lavora a Roma. Ha iniziato a scrivere poesie nel 2004 e da allora ha pubblicato vari libri: Credo (2006), Risvegli (2008), Vita, infinito, paradisi (2009), Sensualità (2011), Meditazioni al femminile (2012), L’estetica dell’oltre (2013), Le identità del cielo (2013), in Romania è uscita la silloge Imensele coincidente (2015), sempre per ARTeMUSE ha pubblicato Tragicamente rosso, silloge contro la violenza con incluso il monologo teatrale (2015), per PoetiKanten Edizioni ha curato con Lorenzo Spurio il volume Pier Paolo Pasolini, il poeta civile delle borgate, per Progetto Cultura ha pubblicato il volume Parole escluse (2016). Per la narrativa ha pubblicato il libro di racconti Convivendo con le nuvole (2009) e la biografia della cantautrice Linda d Nuova identità. Il segreto (2015). Molte sue poesie figurano in antologie a tiratura nazionale e internazionale. La sua poesia è tradotta in inglese, francese, arabo, spagnolo, rumeno, serbo, portoghese e giapponese. Ha ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali e internazionali (Naji Naaman’s Literary Prizes 2016). È ambasciatrice per la cultura nel mondo e rappresenta l’Italia in Libano per FGC.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...